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Le cassette di frutta e verdura a domicilio, a Milano

di | 10 maggio 2017

Ci ho messo 4 mesi, ma ce l’ho fatta. Ecco la mia guida in pdf di tutti i servizi di consegna di cassette di verdura e frutta a domicilio a Milano. O meglio: di quelli che secondo me vale la pena provare.

Le cassette stagionali

Chi consegna a Milano le cassette stagionali di frutta e verduraUna marea di aziende, per la verità. Alcune più collaudate e altre più recenti. Alcune più sgamate – in termini logistici, o anche solo di marketing e comunicazione – e altre più ruspanti o di sostanza. Alcune semigiganti e altre minuscole. 

Il quartier generale di Bioincasa, vicino a Castell’Arquato, PC.
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Il quartier generale di Bioincasa, vicino a Castell’Arquato, PC, che consegna ortofrutta certificata biologica e qualche altro prodotto.

Le differenze tra i servizi possono essere di tanti tipi, per esempio in relazione al metodo di coltivazione (biologico o misto) e in relazione all’offerta dei prodotti:

  • solo ortofrutta
  • ortofrutta, con qualche prodotto trasformato (pane, latte, yogurt, uova)
  • ampio paniere di prodotti alimentari, a formare una dispensa completa
  • ampio paniere di prodotti tout court, compresi prodotti per l’igiene e per la casa.

Si tratta dunque, come sempre, di orientarsi.

Come districarsi nell’offerta

Ocio. La domanda di consumo critico e biologico è in aumento: sono tante le persone che hanno il desiderio di accorciare la filiera e guadagnare in freschezza, genuinità e salute.

Anche qui, riscontro lo stesso fenomeno che sta accadendo nel biologico. E cioè che in tanti vogliono spartirsi la torta.

La mia selezione

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La copertina dell‘e-book è di Anna Piccarreta, compagna di avventure editoriali, che non ringrazierò mai abbastanza per essere la grafica che è.

Nell’e-book che ho realizzato, dove confluiscono 4 mesi di ricerca (ammetto: appassionata), ho selezionato i servizi di cassette i cui prodotti siano:

  • il più possibile tracciabili o di filiera
  • strettamente o prevalentemente stagionali (dipende anche dal bacino di raccolta, vedi sotto)
  • il più possibile biologici
  • il più possibile provenienti da aziende agricole familiari o di piccole dimensioni.

Ho privilegiato i servizi che hanno una relazione diretta e reale con i produttori (e talvolta sono persino coltivatori in proprio) e in cui l’aspetto della rivendita non sia prevalente rispetto a quello della provenienza e dell’identità produttiva.

Quanto all’origine geografica dei prodotti, dipende molto dai fornitori. Oggi tutti si organizzano per andare incontro alle nostre richieste e abitudini, il che significa, in media, offrire banane e ananas fair trade, gli agrumi dalla Calabria o dalla Sicilia, integrare l’ortofrutta con il raccolto delle latitudini più calde, per compensare i mesi di letargo delle campagne settentrionali.

Ho girato al largo dove non c’era una relazione diretta con i singoli produttori.

In ogni caso ho cercato di valorizzare chi dia priorità al tessuto produttivo locale o circostante o quantomeno garantisca il cosiddetto km Italia, con eventuali appendici ragionate.

E, come sempre, ho privilegiato la trasparenza.

In nessun caso mi occupo di grandi store online, né generalisti, né verticali sul biologico, perché sono catene distributive molto intermediate, che non valorizzano l’agricoltura contadina (come ho cercato di spiegare qui, a proposito di prezzo in relazione alla filiera).

Goodnews 

Anche alcune piccole botteghe del biologico si sono attrezzate per effettuare la consegna a domicilio o la consegna periodica delle cassette collaborando con aziende produttrici locali. Ne ho selezionate un paio.

Bonus 

Ho parlato anche dell’Alveare che dice sì, che non è una vera e propria consegna a domicilio, ma piuttosto una consegna nel quartiere: una soluzione che considero ottimale se si vuole approfittare di un format di servizio che unisce usabilità (online) e convivialità (offline). Nell’ebook troverete la mia intervista a Eugenio Sàpora, che ha scoperto il metodo in Francia e lo ha “tradotto” in Italia, con enorme successo.

Dedicato ai milanesi

A Milano i bisogni principali sono due: facilitarsi la vita e riconnettersi alla natura.

Sono partita da Milano, vuoi perché è una delle città più servite da questo genere di imprese, che hanno lì una delle loro piazze commerciali più ampie e sensibili, vuoi perché lì risiede il maggior numero di persone che negli scorsi mesi mi ha chiesto informazioni su questo tipo di servizi (tra cui svariati miei amici, inclusa Elisa, che cercava le cassette e poi si è innamorata dei mercati contadini).

E anche un po’ perché a Milano il bisogno di facilitarsi la vita è particolarmente sentito, così come quello di riconnettersi alla terra e alla natura. Tutte queste cose le dico per esperienza, perché ci ho vissuto per venticinque anni ;-)

Cosa non ci trovate

Il mio obiettivo non è stato tanto quello di compilare un database in stile pagine gialle, ma di far affiorare di tutti i servizi utili che rispecchino il più possibile la filosofia di ConsideroValore, con predilezione per quelli collaudati.

Dal momento che in questo settore si assiste a tante nascite, ma a altrettante morti, conviene dare il tempo all’azienda non solo di esistere, ma anche di resistere, e possibilmente di accumulare buone social reviews, cioè un buon riscontro di reputazione da parte di chi le ha provate.

Ho girato al largo dove ho notato:

  • che l’assortimento dei prodotti freschi prescindeva completamente dalla stagionalità e da una localizzazione territoriale dichiarata;
  • che l’offerta delle materie prime esulava del tutto da un criterio di salubrità e rispetto dell’ambiente;
  • che nei testi del sito c’era spesso la parola bio, ma la trasparenza e tracciabilità erano un miraggio lontano;
  • che il servizio clienti era molto lento o morto, tanto da farmi dubitare che l’azienda fosse ancora attiva, nonostante la sua presenza sul web;
  • che era impraticabile qualsiasi sistema di spesa da remoto (shop online, mail, telefono o WhatsApp).

Come ho effettuato la ricerca

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Li ho intervistati un po’ tutti, compreso Martin di BioExpress. Per chi frequenta l’Alto Adige, a Lagundo BZ c’è il loro spaccio. Il venerdì, a prezzo fisso, puoi riempire la cassetta fin che vuoi (a patto di riuscire poi a sollevarla).

Non ho potuto essere cliente di tutti, ma non mi sono limitata a riepilogare ciò che si trova sul web (dove peraltro non sempre le informazioni sono aggiornate). Certo, innanzitutto ho fatto una ricerca attraverso i media digitali di ciascuna azienda: sito, social, interazioni con i clienti su questi stessi canali. Dopo essermi fatta un’idea, ho sempre intervistato i titolari o i referenti principali. Dove possibile, ho chiesto informazioni a clienti reali che conoscevo.

Per ciascun servizio, in fondo alla scheda, ho redatto una piccola sintesi che funga da abstract e griglia di comparazione.

Nessuna di queste schede è sponsorizzata.

Per scaricarlo

L’e-book è disponibile in formato pdf ed è in offerta fino al 30/05 a € 1,99 fino al 30/06 a € 2,99 anziché 9,99.

Per scaricarlo o visualizzarne un estratto,
vai alla pagina di acquisto.


Immagine di copertina: Portanatura, cassetta piccola di sola verdura.

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Antonella Gallino

Mi piace mettere in contatto persone, talenti e territori. Credo poco nella verità, molto nelle interpretazioni. Quando posso, applico il metodo filologico, cioè: se cerchi l’informazione più attendibile, risali alla fonte o il più possibile vicino; ma se vuoi capire la cultura che l’ha accolta, ascolta la voce di chi l’ha tramandata.

3 Responses to “Le cassette di frutta e verdura a domicilio, a Milano”

  1. Milano: tutti i mercati contadini divisi per giorni e mappati per zone

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  2. Cassette a domicilio o farmer markets? L’importante è comprare contadino

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  3. Dove conviene fare la spesa?

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