Polpette di miglio vegan con crema di broccoli

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Ecco una ricetta mediofacile, ricca di pregi, ma soprattutto di sapore.

Questo sfizioso piatto autunnale ha un doppio vantaggio:

  • adotta un cereale senza glutine, il miglio
  • lo condisce con una crucifera tipicamente autunnale, il broccolo.

Come sempre, si tratta per lo più di accorgersi e valorizzare quello che la natura già predispone per noi in abbondanza.

Il miglio

Non solo il miglio è un cereale naturalmente e completamente privo di glutine, dunque adatto a chi è celiaco o ha una gluten sensitivity, ma ha anche molteplici doti.

Riporto da A. Villarini, G. Allegro, Prevenire i tumori mangiando con gusto, Sperling & Kupfer 2009:

Se ben masticato, come sempre andrebbe fatto con i cereali integrali, produce un ottimo effetto alcalinizzante, particolarmente indicato per chi soffre di acidità di stomaco. E le qualità nutrizionali sono di prim’ordine: ferro, magnesio, fosforo, potassio, zinco, selenio… numerose vitamine del gruppo B… vitamine E e K… e una quantità di proteine superiore al riso.

Non a caso è sempre stato usato in passato, soprattutto in Italia settentrionale, per fare polenta o panificare. Con buona pace di chi oggi lo crede un cibo per uccellini.

Si consuma decorticato, cioè dopo che è stato privato della pellicina non commestibile. Si cuoce per 25-30’ in 3 parti d’acqua (ossia richiede acqua per il triplo del suo volume).

I broccoli

I broccoli, come i carciofi e i cavolfiori, sono un cosiddetto “ortaggio da fiore”. Affinché l’ortaggio sia edibile lo si consuma “a fiore immaturo”, cioè prima che giunga a infiorescenza completa. Dal punto di vista nutrizionale, riporto una sintesi sempre dallo stesso volume citato sopra.

Il consumo delle verdure appartenenti alla famiglia delle Cruciferae (cavolo, verza, rapa, rapanello, broccolo, cavolfiore, rucola) è un valido aiuto nella prevenzione del cancro. Questa gamma di verdure, che si possono trovare in tutte le stagioni, contiene due molecole che hanno la proprietà di detossificare l’organismo da sostanze cancerogene e di impedire l’evoluzione delle cellule precancerose. … Per godere appieno dei benefici è bene cuocere le crucifere a vapore per poco tempo.

La ricetta

Eccola, in versione cartolina. Un formato immagine adatto a essere scaricato, postato e condiviso come una foto.

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Foto © SocialVeg.

Curiosità, soprattutto linguistiche

Sfere

E non polpette. [Serena è originale ed elegante persino nelle definizioni, ndr]. In una ricetta prettamente vegetariana, è meglio bandire ogni richiamo o allusione alla carne. Dunque sfere. Palline. Globi. Però sappiate che se usate polpette, è una parola magica: di solito fa venire l’acquolina, e con i bambini funziona molto bene.

Zeste

È una parola francese: significa ‘buccia’, nella fattispecie la buccia degli agrumi.

Germogli?

Un lungo, lunghissimo argomento, che merita almeno un post a sé. Per adesso, mi accontento di dire che sono un alimento super-benefico. In versione confezionata, prevalentemente sottovetro, li trovate ormai ovunque; non solo nei negozi bio, ma anche nella grande distribuzione generalista.

Però, a dire la verità, comprarli è un controsenso… si fanno facilmente a casa, a partire da qualsiasi seme (legume o cereale), assecondando una procedura di evoluzione energetica e vitale che è propria del seme stesso, fatto per germogliare e sbocciare, a patto che ci siano le condizioni favorevoli. Ma ne riparleremo.


Se vi siete persi la scorsa ricetta autunnale, recuperate il post con l’abc della vellutata di zucca.

Serena Bivona

di

Creativa di professione, passo dalla campagna pubblicitaria alla campagna in tavola. Mi piacciono i gusti di una volta e ripropongo le tradizioni con un pizzico di originalità. Amo le contaminazioni culturali e culinarie, ma sempre nella semplicità che fa risaltare i sapori, i colori e che rispetta la salute.

Considero Valore

Antonella Gallino, fondatrice di Considero ValoreHo creato questo blog per aiutare le persone a mangiare meglio e per valorizzare i piccoli contadini seri che ci circondano: una miniera di invisibili. Credo nella filiera corta, a patto che rispetti l’ambiente, e mi adopero in giro per una spesa più sana e più umana. La cucina che amo? Quella condivisa, con ingredienti e persone sincere.

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