Ma dove vai, con l’orto in bicicletta? Ortociclo: un modello virtuoso di spesa bio a domicilio

Andrea Morandi, orto-biker di Brescia: Ortociclo.

A 3 anni dalla sua partenza (con un budget pari a zero), oggi Ortociclo rappresenta un modello collaudato di spesa biologica a domicilio, che non solo funziona e si sostiene, ma sta persino creando posti di lavoro. Con quali segreti? Fare rete, diversificare l’offerta, creare un servizio che aiuti le persone tanto quanto i produttori, organizzarsi con la logistica, la comunicazione e la tecnologia. E poi lavorare e pedalare, tanto!

Tutto ruota (!) intorno ad Andrea Morandi e alla sua pittoresca cargo bike. Ma non è solo un fatto di quadricipiti, dietro c’è molto di più: il desiderio di «lavorare dal basso per costruire qualcosa di bello e permanente».

Classe 1985, appassionato di ecologia con il pallino dell’alimentazione; dopo 8 anni come geometra, Andrea approfitta della crisi per inventarsi qualcos’altro, basato sui criteri a lui cari di equità ed ecosostenibilità. Un corso di permacultura accende la miccia.

L’idea di Andrea nasce da un’esigenza personale: trovare frutta e verdura bio, comodi, in centro a Brescia.
Dopo qualche tentativo che non porta i frutti sperati, Andrea focalizza l’idea a partire da un’esigenza personale: poter trovare frutta e ortaggi biologici comodi anche in centro città, dove lui stesso abita.

Si procura una bici speciale, a pedalata assistita, dotata di un grande cassone contenitore. In questo modo può avere accesso libero al centro storico della città. Inizia così la sua avventura di rifornimenti, prenotazioni e consegne in falso piano.

Non si definisce un rivenditore o un intermediario, ma un facilitatore. Ortociclo si pone l’obiettivo non solo di rendere più semplici e più comodi gli approvvigionamenti, ma anche di «costruire tra sé, i produttori e il cliente uno stretto rapporto reciproco di trasparenza, fiducia ed armonia».

La consegna avviene 2 volte alla settimana e copre un’area un po’ più estesa del centro storico di Brescia, per un raggio totale di 3/4 chilometri circa. All’interno della stessa area, ci sono anche ben 4 punti di ritiro, dedicati a chi risiede fuori dalla copertura del servizio.

Tutti gli aggiornamenti e le novità stagionali sono raccontati via social, con la newsletter e nella sezione del sito News dall’orto, dove si vuole «diffondere conoscenza, consapevolezza» e «rendere tutti partecipi di ciò che sta succedendo in pieno campo».

I produttori selezionati per le forniture sono tutti indicati in modo trasparente. La priorità va ai produttori locali (che coprono tutta la biodiversità bresciana, dalla val Camonica al lago di Garda passando per la val Trompia e la val Sabbia), con qualche addentellato più lontano per i prodotti di lunga conservazione

Attualmente, una delle collaborazioni principali per le forniture è quella con Via del campo, una cooperativa agricola di giovani che ha sede a Solto Collina, nei pressi dell’alto lago d’Iseo, che in parte coltiva in proprio con metodo biologico e in parte gestisce una rete di produttori certificati bio che provengono da tutta Italia, con una commercializzazione a ricarico minimo e l’indicazione in chiaro del cosiddetto ‘prezzo sorgente’.

Il ricorso ai prodotti di Via del campo, nato inizialmente come necessità per rimpolpare l’offerta dei mesi invernali (in cui il territorio locale offrirebbe «solo kiwi e topinambur e tante gelate»), si è oggi trasformato in una vera e propria partnership logistica.

Non solo: grazie al gemellaggio con Via del Campo e a un bando di equity crowdfunding (raccolta di capitali privati) per la creazione di reti efficienti di distribuzione a filiera corta in ambito alimentare, oggi il progetto sta per dare lavoro ad altre 5 figure, tra cui un secondo pedalatore. Con l’arrivo della seconda cargo-bike, verrà estesa la zona di consegna.

Cosa trovi nel carrello di Ortociclo?

L’ordine può essere fatto via web o via app. Tra i prodotti disponibili all’acquisto, oltre a ortaggi e frutta ci sono legumi, riso, pasta, biscotti, crackers, miele, olio e gallette. 

La composizione della cassetta non è predefinita, eccetto la speciale cassetta «Mix della settimana», che ti fa sempre trovare nella borsa una ricetta ad hoc per cucinare al meglio gli ingredienti inseriti.

Spesa OrtoCostante

Ortociclo cargobike sotto la neve
La cargo bike fluttua anche sotto (e sopra) la neve.

Andrea mi confida che alcuni clienti sono fedeli per un po’ e poi magari scompaiono per settimane. Per scongiurare le oscillazioni d’ordine, che renderebbero instabile l’attività, Andrea propone una sorta di carnet macro-stagionale, in cui ci si impegna con una sottoscrizione a effettuare sul lungo periodo, tipo maggio-novembre, un minimo d’ordine (non vincolante e non prepagato).

Al raggiungimento di determinati scaglioni di spesa, l’acquirente gode di un buono pari all’8% dell’ordinato complessivo, oltre ad alcuni benefits, come le borse in tessuto di Fabrique Handmade e la partecipazione a un aperitivo agroculturale presso una cascina del territorio.

Con questo metodo, da un lato il cliente è incentivato alla fidelizzazione, dall’altro Andrea può garantire ai produttori una migliore programmazione a medio termine di semine e colture, minimizzando così gli sprechi e le rese.

Iniziative collaterali: Ortociclone e OrtoLab

Ortociclo non è solo consegna della spesa, è anche appuntamenti «all’insegna del buon vivere: con buona compagnia, buon cibo, buon vino», in cui l’onere della cucina è tutto a carico di Andrea. Due i servizi previsti:

  • Ortociclone, lo street food a base vegetale che offre estratti di frutta (puri o ‘corretti’), cocktail freschi analcolici o leggermente alcolici (tra cui la mela brulé: un vin brulé speziato ma senza vino; al massimo con il rum), prodotti da forno vari dolci e salati, zuppe vegetali, canederli, farinate, verdure sott’aceto, dolci etnici…
  • OrtoLab, laboratori di cucina a domicilio, con annesso momento mangereccio, secondo la regola: «IO cucino e spiego – VOI guardate – NOI mangiamo».

Andrea Morandi, Ortociclone

Una community partecipata, dove tutto è collaborativo

Complici gli eventi, i laboratori,  la collaborazione con i punti di ritiro e l’auto-evidenza della bici che gira per la città («anche se, nel 99% dei casi, la prima volta mi scambiano per un gelataio»), intorno ad Andrea c’è un certo seguito. 

Illustrazione Ortociclo by Maria Comini
Il disegno di Marta Comini, primo premio del contest indetto per la scelta dell’illustrazione in home page, selezionato tra 32 tavole presentate.

Uno sguardo tra passato e futuro

“Un sogno che non si può rubare”

Nell’agosto del 2016 Andrea subisce il furto della bici. A parte lo shock, si tratta di un valore di circa 3500-4mila euro. In quell’occasione scrive su Facebook: «Durante una delle solite consegne, dopo aver fatto due piacevoli chiacchiere con la famiglia alla quale è stata recapitata la spesa, all’uscita del palazzo… ho trovato una bruttissima sorpresa. Sparita la Ortobici. Non ci volevo credere, attimi di smarrimento totale… il senso di fiducia sempre avuto (forse troppo) con tutti e per tutto, crolla di punto in bianco a livelli che non sono da me».

Una sua fan su Facebook commenta: «Ci hanno rubato un sogno, ma un sogno non si può rubare».

E infatti, attraverso un progetto di donazioni solidali e grazie a un conto corrente attivato con Banca Etica Brescia, Andrea può nuovamente dotarsi di un mezzo analogo, fatto su misura da artigiani di Vigevano.

«Da un gesto brutto ne sono nati tanti belli, anche da parte di sconosciuti», mi confida.

Il primo bilancio sociale

Il progetto poi evolve, anche in un modo che Andrea non avrebbe scommesso. A 30 mesi dalla sua nascita, a dicembre 2017, scrive:

Non avevo idea di dove Ortociclo sarebbe potuto arrivare in tutti questi mesi, ma, se guardo al passato, vedo un turbine che mescola un’immensa fatica logistico/organizzativa che, unita a una grande forza di volontà, ha portato a dei notevoli miglioramenti qualitativi sia nel servizio offerto, sia nella qualità della mia vita.

Forse il vero buon proposito per il 2018 è quello di rendere Ortociclo un progetto sostenibile sotto tutti i punti di vista, a partire dalla conciliabilità di un’attività economica che rispecchi alla grande i miei ideali, con un equilibrio vitale che mi possa far urlare: SI PUÒ FARE! Si può vivere e lavorare senza che una delle due azioni annienti l’altra.

Andrea Morandi di Ortociclo

Lo step ulteriore: un format per altri cargo-bikers

Ma, come sempre, Andrea non ragiona a circuito chiuso, ma in forma collaborativa. Per questo il suo sogno ulteriore è fare di Ortociclo un format replicabile.

«Non si tratta di aprire un franchising, ma di condividere un know-how. Questa è un’idea che può nascere e funzionare dappertutto. Il processo di avviamento, che è il più faticoso e caotico, può essere molto velocizzato e semplificato, se si può già fare leva su una serie di soluzioni e sull’esperienza maturata in questi 3 anni di errori e di collaudo. È un po’ come condividerne l’avviamento».

Questa è un’idea che può nascere e funzionare dappertutto. Per partire bastano una bici, un furgone, un magazzino e un sito.
Il suo obiettivo è fornire consulenza, assistenza e un piano di soluzioni per altri microimprenditori che vogliamo seguire il suo esempio. Mi parla di “pacchetti scomponibili”, con servizi di affiancamento che vanno dalla consulenza strategica (inclusa quella per il business plan), alla formazione per la gestione degli ordini, alla creazione del sito e della app, ai suggerimenti sulla comunicazione.

Per partire, servono: «Una bici a pedalata assistita, un furgone, un magazzino con cella frigo, un sito e i canali social, con tempo e voglia di comunicare». Gli chiedo se ha consigli particolari, per testare la fattibilità e la motivazione di chi volesse cimentarsi.

«Te ne lascio tre:

  1. Creare una buona rete di produttori, sufficientemente ampia da coprire il rischio del meteo e degli imprevisti.
  2. Avete una linea logistica ben definita. Affinabile, certo, ma definita, con un’idea chiara del percorso e delle sue criticità.

    L’aspetto logistico non va sottovalutato. Altrove Andrea scrive: «L’unica (e ripeto l’UNICA) cosa che forse ci può insegnare la GDO è quella che bisogna essere ben organizzati ed efficienti».
  3. Non farsi troppe paturnie! Il tiro si aggiusta per via. È bene organizzarsi, ma senza patemi. Conviene partire piano, con un basso profilo, e cercare di svilupparsi successivamente.

«Ti sento molto concreto», gli dico. «Non credere», mi risponde. «La concretezza l’ho sviluppata nel tempo. Ero per aria. Questo progetto mi ha costretto a rendere le idee pratiche, funzionali, a verificarle continuamente sul campo».

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Al di là del mezzo di trasporto completamente ecologico, ho avuto la percezione di un’energia molto pulita, operosa, autentica… e di sorrisi seminati ovunque. 

Tra i vari filmati che sono stati dedicati al progetto, trovo bellissimo questo video, pieno di allegria e di cantanti.

Ortociclo, in sintesi

ZONE SERVITE   Brescia città, entro un certo perimetro (centro storico e poco oltre)
PREZZO BASE   Spesa libera. La consegna è inclusa per un minimo d’ordine di 15 €, altrimenti è richiesto un contributo di 1 €
FREQUENZA DI CONSEGNA   Bisettimanale
MODALITÀ D’ORDINE   Via shop o via app
PAGAMENTO   In contanti alla consegna oppure con carta di credito
ABBONAMENTO   Nessun tipo di abbonamento, ma sono previsti incentivi alla fidelizzazione
SPESA UNA TANTUM   Sì, senza minimi d’ordine
OFFERTE   Buoni 8% su scaglioni di spesa macro-stagionali
FORNITORI   Biologici, prevalentemente certificati
TIPO DI SPESA   Ortofrutta e ampia scelta di prodotti alimentari
IMBALLO   Sacchetti di carta o sporte di stoffa, per chI ha aderito all’Orto Costante
ANNO DI NASCITA   2015

di

Mi piace mettere in contatto persone, talenti e territori. Credo poco nella verità, molto nelle interpretazioni. Aborro i supermercati e i veleni, soprattutto quelli invisibili. Da anni mi documento, frequento produttori e mercati contadini, tempesto tutti di domande, poi assaggio con il palato e verifico con lo stomaco. Mi piace chi parla chiaro e con trasparenza, chi era già biologico prima del trend e chi lo diventa perché ci crede.

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