Dove trovare frutta e verdura e altri prodotti a km 0 a Piacenza

Campo Lunare: banco alla festa dei Contadini Resistenti presso La Trebbiola

Cari coinquilini piacentini, se siete alla ricerca della spesa contadina sana – che io chiamo spesso spesa umana – e vorreste riempire la sporta con prodotti che siano il più possibile vitali, sinceri e valorizzino la filiera corta locale, questa panoramica è per voi.

Nel territorio dove abitiamo il patrimonio delle aziende agricole, di tradizione o di nuova generazione, è ricchissimo, come racconto spesso nei miei eventi in pubblico. Qui però non interessa parlare delle imprese agricole in generale, ma di quelle aziende artigianali di piccola o piccolissima scala, preferibilmente agroecologiche,* che effettuano scelte coraggiose e che sono spesso a rischio di estinzione.

Termine che non coincide con biologiche in senso normativo. È bene sapere che ci sono anche soggetti che scelgono di non certificarsi, vuoi perché troppo piccoli, vuoi perché non si riconoscono nel disciplinare ‘del bollino’, vuoi perché adottano un regime di transizione o una prassi discrezionale non completamente sovrapponibile al disciplinare del bio. Tutte cose che si capiscono meglio chiacchierando con i produttori.

In provincia di Piacenza il patrimonio delle piccole aziende agricole artigianali è enorme, ma poco visibile.
Il paradosso è che, mentre queste realtà cercano i clienti, cioè noi, noi stiamo cercando loro e ci farebbe tanto comodo che fossero reperibili (anche online) e perché no ben organizzate o organizzate in rete.

È dunque prima di tutto un problema di accesso alle informazioni e di coordinamento delle stesse. Se fossimo in Trentino – lo so, non è un parallelo applicabile: è una regione a statuto speciale, ha più soldi, più turismo ecc. – queste aziende finirebbero tutte su un pieghevole che si distribuisce gratuitamente agli info-point; qui, invece, te le devi cercare tu e sperare che loro siano sufficientemente visibili e abbiano le forze e il tempo di comunicarsi.

Ma siccome non mi piace lamentarmi, né mi aspetto soluzioni dall’alto, metto qui l’esito della mia ricerca panoramica e condivido quelli che per me, ad oggi, rappresentano i canali principali per intercettare un sano km zero piacentino, ovvero:

  1. mercati contadini e, in certi casi, alcune sezioni dei mercati commerciali settimanali
  2. alcuni spacci o chioschi agricoli
  3. alcune iniziative di rete collaborativa tra produttori 
  4. le stesse aziende agricole che fanno vendita diretta nella propria sede
  5. alcune formule di e-commerce di filiera locale, presso punti di ritiro specifici
  6. alcuni rivenditori in città che valorizzano la filiera corta locale.

A tutto questo, aggiungo due postile per chi arriva in fondo.

1. I mercati contadini

Sui farmer market di Piacenza e provincia, ho già scritto un post riepilogativo che dovrebbe tener conto di quanto c’è a oggi.

Lo scorso settembre sono stata a fare visita al mercato contadino di piazza Duomo a Piacenza, attivo il lunedì e venerdì mattina, e ho notato che ci sono tanti banchi, sia di ortofrutta, sia di trasformati, il che ci mette in condizione di comparare e valutare diverse possibilità.

Invito le persone a valorizzare anche i produttori più piccoli e verticali, dall’offerta più limitata, o provenienti da aree più marginali: possiamo stare certi che chi ha poca roba sta mettendo sul banco quello che ha faticosamente coltivato o realizzato in proprio.

Oltre ai farmer market, invito a tenere d’occhio anche alcuni mercati settimanali di quartiere o di paese, perché in certi casi, sempre o per alcuni periodi, ospitano i nostri contadini. Penso per esempio a Lorenzo di Mamma che Verdura, che si può trovare il martedì e il giovedì al mercato della Farnesiana; all’area locale del mercato di Bettola del lunedì (d’estate anche il mercoledì sera); a Paolo dell’Az. Agricola Verde Lattuga, che nei mesi estivi è intercettabile ai mercati di Ferriere e Farini, per la gioia dei villeggianti e residenti altovalnuresi.

2. Spacci e chioschi agricoli

Segnalo:

  • in città, la mitica Cooperativa Magnana, produttore e rivenditore biologico, presente peraltro anche al mercato contadino di Piazza Duomo: la bottega ha un buon assortimento, molto trasparente nell’origine dei prodotti (ne ho dato conto in una recensione sulla mia pagina FB)
  • a bordo città, in fondo alla via Farnesiana, l’Orto di Mucinasso, che coltiva in proprio in regime di lotta integrata e fa anche da collettore di altri partner Coldiretti, vicini o collegati
  • dietro di lui, a San Bonico, c’è lo spaccio di Filippo Zoni
  • in zona Castel San Giovanni, c’è il punto Campagna Amica della Cascina Sabbione, in loc. omonima
  • a Tavernago, in Val Tidone tra la Mottaziana ed Agazzano, lo spaccio dell’az. agricola biologica Ca’ Bella, attivo da aprile a settembre
  • a Podenzano il delizioso e autentico spaccio del Giarone Bio, che vende principalmente ortaggi propri, oltre a farine, trasformati e frutta di partner biologici selezionatissimi; mi raccomando non sbagliatevi tra orario invernale (due giorni alla settimana) ed estivo (tutti i giorni)
  • ad Altoè, il chiosco di Angelo Peggiani, con un mix di prodotti freschi del territorio; se non siete vegani, già che passate di lì, allungatevi fino a Molino Fuoco per i formaggi della Betty
  • al campo di Ponte Vangàro, sulla SS45 all’altezza di Niviano, c’è il punto vendita al campo di Pachamama, aperto il martedì e il sabato
  • a Bassano di Rivergaro, il chiosco self-service Prendi, paga e vai della Trebbiola, dove potete trovare la loro ottima farina (del proprio mulino a pietra), la pasta del loro grano senatore cappelli, patate de.co. e vino, con qualche altro ortaggio in stagione
  • fuori Carpaneto, l’Agriturismo Casa Rosa, dove vi consiglio di non perdervi la loro frutta biologica, in stagione, ma ci sono anche trasformati, ortaggi e uova
  • a Celleri, nella veranda del bar tabacchi sulla Provinciale per Gropparello, lo spaccio dell’Az. Agricola Davide Romiti, aperto solo alcuni giorni
  • a Zena di Carpaneto, le premurose signore dell’azienda agricola Fratelli Bardi
  • verso Castell’Arquato, in loc Sforzesca, la mitica, rinomata e fornitissima Cascina Gandolfi.

3. Gruppo di acquisto dei Contadini resistenti

In tema di filiera e rete locale, i Contadini Resistenti sono una delle iniziative di maggiore rilievo e incidenza di questi ultimi anni, che ho visto nascere in una tavola rotonda alla Locanda dei Melograni di Caratta. La selezione include piccole aziende agricole artigianali che lavorano nel rispetto dell’ambiente, biologiche o con criteri affini, che si adoperano con spirito collaborativo per fare network e farsi trovare in giro.

Da qualche mese è attivo il loro gruppo di acquisto; lo hanno chiamato così, in realtà è un servizio aperto a tutti di consegna sull’ordinato – ispirato a quella del Reko, di cui ho descritto qui l’esperienza pilota italiana, a Reggio Emilia.

In pratica ogni settimana i produttori aderenti pubblicano in un gruppo facebook le disponibilità dei loro prodotti e noi possiamo ordinare direttamente con un commento sotto i post. Per agevolare i contadini nella distribuzione e nella raccolta, che è freschissima, la scadenza per gli ordini-commento è al massimo la domenica o al limite il lunedì sera, a seconda dei produttori.

Se volete rimanere aggiornati su tutte le loro iniziative, seguite la pagina FB dei Contadini Resistenti e il blog di Giuliana Cassizzi, che è la loro referente organizzativa.

È in predicato anche una collaborazione con Slow Food per l’organizzazione di un Mercato della Terra a Rivergaro, che sarà preceduto, fin da questo autunno, da eventi pilota che infatti si intitoleranno “Verso il Mercato della Terra”.

4. Aziende agricole che effettuano vendita diretta

Dal 2014 conduco una ricerca appassionata che via via condivido online, su una mappa consultabile gratuitamente. Ad oggi, nella sola provincia di Piacenza, ho mappato circa una sessantina di realtà, da cui è possibile comprare direttamente prodotti freschi o trasformati.

Oltre alla consultazione visiva sulla mappa, è possibile usare il campo di ricerca cercando per prodotto o nome o altro.

Per inciso è gratuita anche la presenza degli stessi produttori, vincolata solo a questi criteri di inclusione. Il progetto è collaborativo, dunque:

  • se conoscete una bella realtà che non ho ancora mappato, datemi una mano, segnalatemela
  • se sei un contadino coraggioso che si riconosce nello stile e nella missione del mio progetto, vuoi vendere alle persone, ma non ti trovi sulla mappa… Siici, è gratis. Però non far fare tutto il lavoro a me: ci si iscrive in due minuti, compilando un form.

5. E-commerce con punto di ritiro: gli Alveari

Quella degli Alveari è un’esperienza che, nata in Francia ed esportata in tutta Europa, sta prendendo piede anche in Italia, con un certo successo soprattutto nelle medie e grandi città.

In pratica si ordina e si paga online, poi si ritira fisicamente, nel luogo e nell’orario concordato per la consegna settimanale.

È una sorta di rete 2.0, organizzata a livello globale in una piattaforma e-commerce e a livello locale presso un punto di consegna, tramite un ‘gestore’ – che può essere un privato, un produttore, un’associazione o un esercente – che si premura di cercare e invitare le aziende e al contempo di aggregare un numero di famiglie sufficienti a costituire la massa critica richiesta affinché l’alveare stia in piedi.

Nella nostra area gli Alveari sono a Piacenza città (in costituzione), a Fiorenzuola, a Carpaneto e a Salsomaggiore. Si possono consultare da questa pagina, inserendo la propria località e poi zoomando sulla mappa.

Un’azienda che sta investendo molto negli alveari, anche come organizzatore, è Cascina Rivali, nella persona di Emanuele, meglio noto come ‘Coach Lello’.

Cascina Rivali - Emanuele Allodi

6. Rivenditori che valorizzano la filiera corta locale

Trascurando le boutique del cibo, che non sono tanto il mio genere, in città ci sono alcuni rivenditori che ospitano talvolta qualche prodotto di prossimità.

Ci si chiede spesso come mai i negozi o le catene verticali del bio non attingano a prodotti di filiera locale. I motivi sono tanti: certamente per loro è un approvvigionamento più complicato, che deve fare la fatica di assemblare una serie di fornitori – la cui produzione non è sempre continua o garantita –, anziché rivolgersi più comodamente a distributori o grossisti. Diciamo pure che grande distribuzione e filiera corta sono un po’ agli antipodi, ma detto questo ogni tanto qualche felice interferenza si genera…

BioVivo, Negozio biologico a Piacenza: Sconto per gli acquisti in cassetta o a cartone
BioVivo, Negozio biologico a Piacenza: Sconto per gli acquisti in cassetta o a cartone

Il bio-market che ho visto più sensibile e fornito in quest’ottica è Bio-Vivo, in fondo a via Manfredi angolo via Martiri della Resistenza, di cui ho fatto una breve recensione sulla mia pagina FB. Li apprezzo perché:

• ricorrono molto ai produttori locali per il reparto freschi
• adottano servizi da negozio evoluto: tessera fedeltà, consulenze naturopatiche gratuite, tavoli per la ‘mescita’ degli estrattori freschi
• sono sì un market, ma condividono con le persone i ‘vantaggi’ di essere un piccolo collettore e distributore intelligente, es.: ogni venerdì black friday su frutta e verdura, per non avere rimanenze, e servizio ‘Acquista con noi’ per spese collettive o di grande formato (vedi foto a lato).

Sempre in città, segnalo anche un produttore di vino sfuso in lotta integrata, Francesco Scarabelli, che rivende se stesso in due botteghe in città, una in via Alessandria 13 e l’altra in via Cornegliana 42.

A Podenzano lungo l’asse principale, in via Roma 80, una menzione alla bottega Pan e Vin… non ti mancava: due bravissimi ragazzi, dove si trovano tanti prodotti locali e di territorio, tra cui anche il pane e i cantucci di Zerba.

A proposito di pane

Come panificio artigianale segnalo Il Buratto a Grazzano Visconti, che fa parte anche dei Contadini Resistenti dunque, oltre che nel proprio negozio-forno, si fa trovare anche in tutti i loro eventi e canali – vedi sopra al punto 3.

A Piacenza, tra i rivenditori di pane sano ho individuato:

  1. lo storico Il pane quotidiano in via Calzolai 25
  2. l’altrettanto storico Emporio naturale di via Alberoni 38
  3. L’albero del pane in via X Giugno 80 (il titolare è un tipo un po’ sui generis, ma la bottega è valida e il pane molto buono, credo lo faccia lui)
  4. alcune realtà che ho già segnalato come La Magnana e BioVivo, cui aggiungo Il Germoglio in via Bubba 25 e Real Bio in via Morigi 2.

In molti di questi punti vendita si trovano il pane di Ferruccio Arrigoni della Val Boreca o de La luna nel pozzo di Lodi.

Post scriptum: la consegna delle cassette a domicilio di frutta e verdura a Piacenza

Il post-scriptum è dedicato con affetto ai più pigri o impegnati tra di noi: no panic.

Consegnano senz’altro la spesa contadina in cassetta, a Piacenza città o lungo le loro direttrici:

Se credete che la spesa contadina sia più difficile o complicata, nel dubbio, chiedete. A volte, qualcuno è disposto a farsi trovare nel parcheggio più vicino.

Parking Market estemporaneo a Ponte dell’Olio: piccola sosta lungo la tratta di fondovalle di Paolo Rossini, az. agr. Verde Lattuga.

Disclaimer

Questo articolo non è un censimento ma, volutamente, una selezione, che cerca di mettere in luce il più possibile chi lavora con criteri agroecologici e di sostenibilità ambientale.

Se conoscete qualcosa che vedreste bene qui, scrivetemi o commentate sotto: sarò ben lieta di integrare l’articolo con informazioni di prima mano. Per il resto buona spesa umana a tutti :-)

In copertina: banco di CampoLunare a una festa estiva dei Contadini Resistenti presso l’az. agr. La Trebbiola, a Bassano. Le foto dei Contadini Resistenti al paragrafo 3 sono di Giuliana Cassizzi.

di

Mi piace mettere in contatto persone, talenti e territori. Credo poco nella verità, molto nelle interpretazioni. Aborro i supermercati e i veleni, soprattutto quelli invisibili. Da anni mi documento, frequento produttori e mercati contadini, tempesto tutti di domande, poi assaggio con il palato e verifico con lo stomaco. Mi piace chi parla chiaro e con trasparenza, chi era già biologico prima del trend e chi lo diventa perché ci crede.

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