Per un giardino ecosostenibile: l’acquisto delle piante dai vivai locali

Paolo Astrua filosofo vegetale al lavoro in giardino

Premessa ai tempi dell’emergenza Corona Virus.

Dopo qualche settimana di sospensione, dal 27 marzo scorso le attività e i negozi di florovivaistica sono stati riaperti (fonte: Comunicato Stampa Mipaaf), salvo norme locali più restrittive. Al momento, ogni regione regolamenta in modo diverso ciò che è lecito o non lecito fare, sia per gli esercizi che per le persone; per un primo orientamento può essere utile questo articolo di Agronotizie > Tutti i divieti regione per regione. In ogni caso la consegna a domicilio da parte dei fornitori è sempre possibile e garantita in tutta Italia.

In coda trovate alcuni vivai che consiglio – in base ai criteri che spiego nell’articolo – e che sono attrezzati per la vendita online.


Cosa posso fare io in pratica, con le mie azioni, per generare un’inversione di tendenza su cambiamento climatico, inquinamento ed eccessivo sfruttamento delle risorse naturali?

Questa domanda mi ha accompagnato a lungo, fino a che non ho capito che la risposta non poteva arrivare dall’esterno. L’avrei dovuta trovare dentro la mia attività lavorativa, oltre che nelle scelte di vita quotidiana.

Così è nato il mio blog Filosofia Vegetale dieci anni fa, come risposta a questa annosa domanda.

Ho iniziato a fare scelte sostenibili da un punto di vista ambientale già quando lavoravo come giardiniere manutentore. Oggi non mi occupo più di manutenzioni ma lavoro sempre con le piante, negli allestimenti di terrazzi e giardini, nella progettazione e nel tutoraggio, aiutando i miei clienti a diventare indipendenti nella gestione delle proprie piante. Anche in questo modo posso compiere scelte che non incidano negativamente sul bilancio ambientale.

Premetto che, in quanto esseri umani, ogni nostra attività ha un impatto ambientale. Non ho la presunzione di essere un purista nei suggerimenti che offro, ma desidero dare delle indicazioni di massima che io in prima persona mi diverto a seguire nella mia attività, per cercare di minimizzare l’impatto del mio lavoro a livello ambientale.

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L’acquisto delle piante: 5 ragioni per comprare local

Il suggerimento che vi propongo è:

Comprate piante da vivaisti produttori vicini al luogo in cui abitate.

È una regola apparentemente semplice, che contiene 2 condizioni:

  • che il vivaista sia produttore (e non commerciante)
  • che sia vicino a noi.

Molto spesso acquistiamo, senza nemmeno pensarci, in grandi Garden Centre, supermercati o grandi magazzini. Non abbiamo idea del luogo in cui siano state prodotte le piante che abbiamo comprato, di quanti chilometri abbiano fatto su strada e di come siano state trattate in questo loro percorso. Succede così che spesso, per quanto resilienti, le piante che abbiamo portato a casa siano “stressate” e inizino presto a manifestare problematiche.

Individuare un vivaista produttore non è sempre immediato. Leggendo riviste specializzate o facendo delle ricerche su internet ci si può informare meglio. Al fondo di questo post troverete alcuni consigli.

Perché acquistare piante da un vivaista produttore vicino a casa propria può essere un gesto di giardinaggio sostenibile? Vi do ben 5 ragioni.

1. Le piante sono esseri viventi

Prima di tutto parliamo di piante. Le piante sono esseri viventi e non oggetti.

È vero che resistono abbastanza bene a spedizioni e trasporti, se accuratamente imballate e protette, ma con la grande distribuzione vengono lasciate molto tempo in stallo in luoghi non adatti, e questo provoca uno stress che solo “dopandole” si può mascherare. Quindi acquisteremmo piante prodotte a distanza, costrette a viaggiare, cariche di concimi e anticrittogamici.

Vivaio Ciancavaré Imperia
Una vista della fase produttiva presso il Vivaio Ciancavaré, in provincia di Imperia. Nella produzione e crescita delle piante questo vivaio non utilizza alcun prodotto chimico.

Invece, le piante che sono cresciute e si sono sviluppate nello stesso clima e nello stesso ambiente in prossimità del luogo in cui vivete, dal vivaista dietro l’angolo, sono organismi estremamente adatti a essere messi a dimora proprio lì. Lo stress di un breve trasporto fino a casa, del nuovo posizionamento in vaso o della messa a dimora in piena terra, è minimo, e la pianta sarà con ogni probabilità più robusta, sana e longeva.

2. Meno trasporto, meno inquinamento

Il concetto di km 0 andrebbe applicato anche alle piante. Per gli stessi motivi del cibo: meno trasporti e inquinamento, biodiversità e più valore ai produttori locali.

In secondo luogo, mi sta a cuore il concetto di km 0, del quale riconosciamo tutti il valore, soprattutto in relazione al prodotto alimentare. Siamo meno abituati a ragionare in questi termini rispetto alle piante ornamentali, ma i motivi della scelta sono assolutamente gli stessi. Solo che le piante ornamentali non finiscono nel nostro apparato digerente.

Acquistare piante presso vivaisti specializzati che le coltivano vicino a casa vostra è un gesto che produce meno inquinamento e minor trasporto su ruote.

Io dico: Olanda? No grazie! Lo so, sono provocatorio. Ma la situazione è questa: il mercato florovivaistico europeo è per lo più gestito dalla potenza olandese (vi ricordo che in questo articolo non parlo del fiore reciso, ma di piante ornamentali in vaso) e per le piccole realtà è difficile non acquistare proprio da questo bacino perché è concorrenziale a livello economico.

La norma è che supermercati e grandi magazzini vendano solo piante importate. Molte piante vengono importate anche da altri paesi a prezzi concorrenziali, per cui può succedere che anche un Garden Centre o un piccolo vivaio vicino a casa non commercino quasi piante prodotte in loco. È una questione di soldi, per chi vende, ma non tanto per noi che acquistiamo. I prezzi di una pianta in vivaio specializzato produttore non sono molto diversi da quelli di un Garden Centre.

Piantagioni di fiori
Piantagione di tulipani in Olanda.

Dire “Olanda? No grazie!” per me è dare valore ai nostri produttori locali, piccoli o grandi che siano, che si impegnano nella riproduzione, nella crescita e nella diffusione di piante ornamentali, spesso in varietà ricercate e interessanti che non si trovano altrove (leggete: biodiversità), e che lo fanno proprio lì dove viviamo noi.

Inoltre, ricordiamoci che è per gli intensi scambi commerciali di piante che avviene la cosiddetta “globalizzazione dei parassiti”, ossia che ci ritroviamo nell’orto e nel giardino insetti mai visti prima, e che combattiamo con metodi non molto sostenibili.

3. Promuoviamo l’economia locale

Un motivo importante per me nella scelta del vivaista produttore è quella di incentivare lavoro ed economia locale. Dare i nostri soldi direttamente al produttore gli permette la sopravvivenza professionale, e quindi una selezione, una ricerca e una produzione specializzate per offrire piante di qualità.

Non ci sono intermediari, non c’è grande inquinamento, non c’è grande trasporto su ruote. Infine, i soldi rimangono in un circuito locale, portando ricchezza diffusa. I vivaisti che producono in Italia per me sono dei supereroi. Vanno premiati e conosciuti.  Per questo mi impegno a segnalarli spesso nei miei blog post.

4. Insieme alla pianta, riceviamo una consulenza gratuita

Se acquistiamo da un produttore, da un vivaista specializzato, avremo la grande fortuna di conoscere chi ha seguito la pianta dalla sua nascita al momento in cui la vende, per questo possiamo usufruire delle sue competenze, facendo domande su come possiamo curare le nostre amate amiche verdi. A tutti gli effetti riceviamo brevi consulenze gratuite al momento dell’acquisto e sapremmo a chi rivolgerci se la pianta dovesse avere dei problemi.

Sempre chiedendo consiglio al vostro vivaista di fiducia, non farete scelte impulsive nell’acquisto delle piante perché vi consiglierà piante adatte a terreno, esposizione, caratteristiche climatiche di casa vostra.

Magari vi siete innamorati di un Hibiscus moscheutos, dai grandi fiori sgargianti, ma questa specie è amante dei terreni umidi e voi avete un giardino caratterizzato da terreno sabbioso, molto drenante, alcalino. Certamente questo Hibiscus preferirebbe un terreno più umifero, presso le rive di un laghetto per sviluppare le proprie radici nei pressi dell’acqua. Molto meglio indirizzare la vostra scelta su di un’altra specie, simile per rusticità e dimensione dei fiori, come l’Hibiscus laevis più adatto ad un terreno sciolto e drenato. Risparmierete acqua e la pianta crescerà sana e baldanzosa, poiché è perfetta per le condizioni del vostro giardino.

Angolo del Vivaio Feletig - Arignano Torino
Un angolo dell’Azienda Agricola Maurizio Feletig ad Arignano (TO). Questo vivaio è specializzato nella produzione di rose antiche e botaniche ed arbusti da bacca.

Mi permetto di darvi un suggerimento: provate a favorire vivaisti che curano e producono piante con un basso impatto ambientale. Trovo che questa sia una piccola sfida in più che possiamo porci. Chiedete al vivaista come cura le sue piante e scegliete il produttore che afferma di vendere piante cresciute nel modo più naturale possibile, ossia chi ha deciso di utilizzare il meno possibile anticrittogamici, antifungini, facendo interventi mirati e a basso impatto.

Anche in questo caso, non siamo intransigenti! Il lavoro del florovivaista è duro e qualche trattamento preventivo per scongiurare malattie che rendono la pianta invendibile, bisogna effettuarlo. Ma c’è chi sceglie di contenere queste pratiche tenendo sotto continuo monitoraggio le proprie piante.

Hibiscus rosa-sinensis
Hibiscus rosa-sinensis in un giardino privato in Liguria.

Conclusioni giardiniere

Forse vi sembrerò un po’ estremo nelle mie scelte, ma cerco ormai da dieci anni di sostenere un modo di fare giardini che sia davvero a basso impatto. Questo per contenere il danno, con sensibilità verso l’ambiente e anche con rispetto del mio lavoro e quello di tutti i miei colleghi che lavorano nel mondo del giardinaggio.

Anche a me è capitato di acquistare, per contingenza e necessità, piante non prodotte localmente, anche se da tempo faccio molta attenzione a non favorire il grande commercio. Non bisogna sentirsi in colpa, ma può essere una buona pratica almeno essere informati e provare ogni tanto l’esperienza del vivaio locale. Ne rimarrete piacevolmente sorpresi. E una volta che si inizia non c’è più paragone. Mai più senza piante local!

Vivaisti produttori che conosco e ti consiglio

Vi segnalo alcuni vivai produttori che ho conosciuto personalmente e di cui conosco il lavoro. Aggiungo qualche nota sui relativi servizi di consegna e spedizione, utili in questo periodo.

Torino

Compatibilmente alle disposizioni che riguardano i trasportatori, possiamo spedire le piante che vorrete acquistare ed effettuare consegne nei nostri dintorni.

Effettuiamo spedizioni gratuite in tutta Italia con un minimo d’ordine di 30 euro.

Imperia

In genere non facciamo spedizioni a privati, a meno di non movimentare quantitativi di piante che giustifichino il trasporto. Lavoriamo preferibilmente con professionisti del verde, giardinieri e paesaggisti che abbiano una filosofia naturale ed ecologica; spesso li supportiamo fin dal sorgere del progetto, facendo anche un sopralluogo nell’area che ospiterà le piante. Lavoriamo molto in Liguria, Piemonte e Francia. Consegniamo le nostre forniture di persona o ci avvaliamo di corrieri di fiducia, a seconda della zona.

Monza e Brianza

Consegniamo con vettori propri a Usmate Velate e dintorni. Facciamo spedizioni in tutta Italia, gratuite con un minimo d’ordine di 40 euro.

Lucca

Facciamo consegne a domicilio, seguendo le indicazioni di sicurezza sanitaria. Qui in Toscana c’è la possibilità di tenere aperto il vivaio, ma ancora la gente è restia a muoversi e non è facile districarsi nel caos di regole e multe. Da poco sono ripresi i lavori nei giardini; non si possono iniziare nuovi cantieri, ma si possono portare avanti lavori già avviati. Insomma, piano piano si riprende.
È possibile ordinare le piante per telefono o via email specificando il nome dell’essenza, il quantitativo di piante e la dimensione del vaso. Spediamo preferibilmente vasi di piccole dimensioni: vaso quadrato di 9 cm di lato. Il costo della spedizione varia in base al peso. Le spedizioni partono di lunedì e martedì per evitare la giacenza del fine settimana.

Catania

Le spedizioni sono attive. Tuttavia nelle ultime settimane si sono accumulati molti ordini, pertanto i nuovi ordini potrebbero essere messi in attesa. Non è richiesto nessun pagamento prima della partenza dell’ordine. Scrivici per maggiori informazioni.

È l’inizio di un elenco, che può ampliarsi molto. Quelli che segnalo qui sono certo al 100% che siano tutti produttori locali.

Un primo incremento potrebbe essere fatto con i tanti vivaisti che ho conosciuto nelle mostre-mercato e che stimo, senza però aver avuto la possibilità di andarli a trovare personalmente. Ne conosco in tutta Italia, sud e isole compresi. Se avete bisogno di indicazioni, chiedete pure nei commenti :-)

Rispetto all’utilizzo di prodotti di sintesi, al momento nel florovivaismo non ci sono, purtroppo, gli stessi limiti dell’ambito agroalimentare. Al momento i parametri sono solo il buonsenso e la coscienza del vivaista.

So per certo che Vivaio Feletig, Il Posto delle Margherite, Il Peccato Vegetale, L’Erbaio della Gorra utilizzano solo prodotti nei limiti dell’agricoltura biologica, limitando trattamenti e concimazioni, e osservando con attenzione l’andamento delle specie. Il Vivaio Ciancavaré non utilizza ormoni, concimi, veleni, diserbanti di nessun genere, ma si cimenta in una produzione naturale. Hanno sperimentato l’uso degli EM (Microorganismi effettivi: alghe, spore, lieviti, batteri) e hanno avuto risultati sorprendenti.

Foto di copertina: Paolo Astrua al lavoro in un giardino ligure. Tutte le foto sono dell’Autore, eccetto quella al centro, che raffigura le distese di tulipani in Olanda, © Marnee Wohlfert / Unsplash.

Nota di Antonella Gallino: in questo articolo si parla di piante ornamentali, non di fiori da reciso. Riguardo a questi, nella mia selezione di realtà agricole ho inserito due aziende produttrici (e riproduttrici) di fiori, che vi segnalo: Cascina Brontola in Val Trebbia, in provincia di Piacenza, e Casale Denari Flower Farm, nell’Oltrepò Pavese.

Paolo Astrua

di

Dopo dieci anni come attore ed educatore, a stretto contatto con la natura umana, ho aperto un‘attività di giardinaggio, mia passione da sempre. Ora creo giardini e terrazzi a basso impatto ambientale e, come giardiniere coach, aiuto le persone a scegliere le piante più adatte a sé e al proprio habitat, e a gestirle autonomamente. Mi racconto sui social e sul blog filosofiavegetale.it.

Considero Valore

Antonella Gallino, fondatrice di Considero ValoreHo creato questo blog per aiutare le persone a mangiare meglio e per valorizzare i piccoli contadini seri che ci circondano: una miniera di invisibili. Credo nella filiera corta, a patto che rispetti l’ambiente, e mi adopero in giro per una spesa più sana e più umana. La cucina che amo? Quella condivisa, con ingredienti e persone sincere.

3 commenti

    1. Ciao Paola,
      a mio avviso un ottimo consiglio!
      Una produzione meravigliosa nel cuore della città! Un km 0 di sicuro valore!

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