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Il ReKo approda in Italia: un mercato locale di spesa contadina

di | 6 febbraio 2018

Reko è un modello di spesa a filiera corta nato in Finlandia, dove in pochi anni ha avuto un successo e una diffusione esponenziali. Ora giunge anche in Italia, con una prima sperimentazione a Reggio Emilia.

Più che un modello di business, è una specie di uovo di colombo, la cui genialità risiede nell’estrema semplicità. Ossia: uniamoci tra produttori e consumatori, usiamo i social per connetterci e il parcheggio per trovarci.

Re.Ko. è l’abbreviazione delle iniziali di Rejäl Konsumption, che viene tradotto in inglese come Fair Consumption e che potrebbe essere chiamato in italiano “consumo equo, pulito, corretto”.

Uniamoci tra produttori e consumatori, usiamo Facebook per connetterci e un parcheggio per trovarci.
Tutto è nato nel 2013 in Finlandia occidentale, precisamente nelle città di Jakobstad e Vasa. Qui il progetto si è avviato e perfezionato nel tempo, modulando a poco a poco il metodo fino a raggiungere il suo funzionamento ottimale e fino a coinvolgere, nel giro di un anno e mezzo, oltre 12mila consumatori (dai primi 400 aderenti iniziali) e a fine 2016 la ragguardevole quota di 250mila (che equivale a una crescita del 62500% in soli due anni e mezzo, correggetemi se sbaglio).

Mercato REKO
Consegna di un mercato ReKo a Gothenburg, in Svezia. Foto by @ Reko.

Il sistema si basa su piccoli nuclei di produttori e acquirenti di una certa zona chiamati “Reko circles”, ovvero gruppi di persone che hanno interesse a conoscersi e incontrarsi per organizzare un mercato locale, che fa riferimento a un punto di consegna comodo concordato, tipicamente un parcheggio.

E fin qui, è un bisogno che ben conosciamo. La trovata geniale è che non si usano piattaforme esterne o sistemi complicati: la cellula si appoggia nient’altro che a un gruppo Facebook, approfittando di una funzione social che tutti già usiamo o comunque facilissima e accessibile. Il gruppo è chiuso e viene moderato da un paio di acquirenti che fungono da amministratori, i quali accolgono i produttori e compratori che ne facciano richiesta e che, da regolamento, hanno i requisiti per entrare.

La seconda trovata geniale è che il sistema è gratuito e si autogestisce.

Come funziona il gruppo Facebook dei ReKo

Per ogni singola consegna, che coincide con una data prestabilita decisa dagli amministratori, i produttori che vogliono partecipare postano un annuncio sul gruppo Facebook con l’indicazione dei prodotti, i rispettivi prezzi e, volendo, le foto. Per ordinare, semplicemente, le persone commentano sotto l’annuncio. I produttori indicano altresì come desiderano essere pagati, cioè in contanti o con bancomat alla consegna, o in anticipo con metodi elettronici.

Una volta avviato, il circolo (o ‘cerchio’) ReKo è completamente autonomo. L’unica cosa che spetta agli amministratori è decidere le date di consegna e vigilare sulla corretta applicazione della policy. Solitamente la consegna è settimanale o quindicinale, a seconda della grandezza del gruppo.

Last but not least: il sistema non prevede alcun ricarico o margine di intermediazione: è gratuito sia per le aziende agricole, sia per gli acquirenti.

Snellman spiega come e perché è nato ReKo

Thomas Snellman, il fondatore, è un allevatore e produttore di 57 anni, agricoltore da 36 e biologico da 27, innamorato del suo lavoro in campagna e convinto sostenitore dei prodotti biologici.

Ho visto il TEDx che ha tenuto a Reggio Emilia il 31 maggio 2017. Nella sua semplicità ed estrema chiarezza, mi è piaciuto davvero molto:

Ne riporto qui una breve sintesi, a beneficio di chi non abbia tempo di vederlo.

Egli parte a ritroso, dall’attualità, spiegando la difficile situazione dei contadini in Finlandia, dove ogni settimana 5 agricoltori sono costretti a lasciare l’attività perché non dà loro sostentamento. La grande distribuzione e i canali di vendita all’ingrosso sono molto forti e governano il mercato; il potere di negoziazione delle piccole aziende è molto basso.

Allo stesso tempo, però, da qualche anno a questa parte, le persone iniziano a chiedere cibo biologico e locale, ma fanno fatica a trovarlo.

Già vent’anni fa Snellman, che di mestiere faceva il promoter e rappresentante di prodotti biologici, si trovava a negoziare con la grande distribuzione; ma la contrattazione – racconta – era molto frustrante, perché c’era sempre da discutere riguardo a posizione sullo scaffale, prezzi, volumi, offerte ecc.

Complice un amico, un giorno viene invitato in Francia a osservare l’esperienza delle CSA (Community-Supported Agricolture)* e per la prima volta entra in contatto con un sistema a filiera corta, che bypassa il supermercato. Ne rimane folgorato, al punto da voler ricreare qualcosa di simile anche nel suo Paese. Caso vuole che nel frattempo venga coinvolto in un progetto pubblico a sostegno dei prodotti biologici in Finlandia e che in particolare promuove la creazione di network finalizzati alla loro diffusione. In questo contesto ha modo di presentare la propria idea.

* Community-supported agriculture, ovvero Agricoltura sostenuta dalla comunità è il nome americano di quel tipo di realtà che in Francia poi si è diffuso come Amap, Association pour le maintien de l’agriculture paysanne, ossia Associazione per la salvaguardia dell’agricoltura contadina (locale).

Il progetto riscuote interesse, dunque Snellman e i suoi collaboratori iniziano a cercare produttori interessati che intendano partecipare. Questa, sostiene, è stata la parte più difficile. Essendo stato per anni promoter e mentore commerciale di aziende agricole, Snellman le conosce bene e personalmente; loro non credono subito all’idea, ma si fidano di lui. Dunque riesce inizialmente a coinvolgerne ben una quindicina (!).

Ecco dunque nascere i primi 2 circoli ReKo a Jakobstad e Vasa, nella Finlandia occidentale, dove abita una minoranza di lingua svedese cui lo stesso Snellman appartiene. La prima consegna avviene a Jakobstad il 6 giugno 2013. Il sistema è molto semplice e non ha curve di apprendimento all’ingresso.

Usiamo i social media come canale di vendita. Ogni circolo corrisponde a un gruppo chiuso di Facebook, a cui consumatori e produttori chiedono di aderire. Gli amministratori ne verificano l’onestà e li ammettono. A quel punto il mercato può partire.

I produttori postano il proprio annuncio di quello che hanno in vendita, con il relativo prezzo e metodo di pagamento. I consumatori iniziano a ordinare nei commenti sotto lo stesso annuncio.

Così, quando crei un circolo, non devi creare nessun nuovo ‘scaffale’, ma usi una cosa che già esiste.

Al momento in Finlandia, la cui densità abitativa è molto bassa (per intenderci, l’Italia ha un indice di popolazione per km quadrato di almeno dodici volte tanto), il 5% della popolazione è coinvolto in qualche circolo ReKo. E lo è il 7-8% dei produttori.

I vantaggi del mercato ReKo

Quali sono i benefici per i produttori? Snellman li spiega così:

  • non c’è invenduto, perché ogni cosa è preordinata; si tratta solo di consegnare in un determinato luogo quello è già stato venduto online
  • non c’è bisogno di fare pubblicità
  • il valore aggiunto della merce è molto superiore a quello che viene riconosciuto ai prodotti agricoli da un qualsiasi distributore o grossista.

D’altro canto i consumatori:

  • hanno accesso a cibo biologico e locale, che è quello che vogliono
  • ogni settimana possono guardare negli occhi chi produce, incontrarlo, premiarlo con un nuovo acquisto se si sono trovati bene o viceversa non ordinare più se hanno trovato la merce scadente; si genera così un rapporto di completa fiducia tra chi produce e chi acquista, senza opacità o passaggi inutili.

La cosa bella di questi circoli è che nessuno ha mai pagato un centesimo per partecipare.

Attualmente in Finlandia attraverso il sistema ReKo si possono vendere un’ampia varietà di prodotti. Praticamente quasi tutto tranne latte e derivati; questo perché la legge finlandese non lo consente. Per il resto sono ammessi ortaggi, frutta, frutti di bosco, pane e prodotti da forno, miele, uova, pesce, carne… praticamente tutto.

Accanto ai dati quantitativi, che già parlano chiaro, Snellman si spinge a fare un bilancio qualitativo:

Negli scorsi anni ho ricevuto diversi premi per aver ideato questo progetto e questi riconoscimenti mi scaldano il cuore. Ma il premio più bello è quando un contadino viene da me e mi dice: “Quattro anni fa non avevo futuro, adesso ce l’ho”. Questa è la cosa migliore che possa capitare.

Conosco anche nuovi agricoltori che si sostengono grazie a questo sistema e vendono tutta la loro merce in questo modo.

Parte a Reggio Emilia il primo gruppo ReKo in Italia

In Italia, è partito un circolo pilota a Reggio Emilia, con il relativo gruppo Facebook REKO Reggio Emilia. Il mercato fisico ha sede ogni giovedì dalle 18 alle 19.30, nel parcheggio del Circolo Arci Pigal, di fianco allo stadio.

Personalmente, non vedo l’ora di intervistare i moderatori del gruppo reggiano, di sentire dalla loro viva voce come sta andando il collaudo (anche relativamente a eventuali criticità) e poi, se la cosa è fattibile, trovare qualcuno con cui condurre e testare l’esperienza nel mio territorio. Chi ci sta?

Foto di copertina: Buste di ortaggi in consegna in un cerchio ReKo a Helsinki. Foto tratta da © Her Campus.

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Antonella Gallino

Mi piace mettere in contatto persone, talenti e territori. Credo poco nella verità, molto nelle interpretazioni. Aborro i supermercati e i veleni, soprattutto quelli invisibili. Da anni mi documento, frequento produttori e mercati contadini, tempesto tutti di domande, poi assaggio con il palato e verifico con lo stomaco. Mi piace chi parla chiaro e con trasparenza, chi era già biologico prima del trend e chi lo diventa perché ci crede.

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