Tarassaco saltato con uvetta e pinoli

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Tarassaco in padella con uvetta e pinoli
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Ecco un’altra ricetta con il nostro amato tarassaco.

Ne useremo sempre le foglie, ma, anziché crude, come nel pesto, questa volta le gusteremo cotte, o meglio scottate prima in acqua bollente e poi insaporite in padella.

In altre parole, con il tarassaco ci si comporta proprio come si fa con le altre foglie verdi di questo periodo, come spinaci e biete o, per restare nell’ambito delle erbe spontanee primaverili, con l’ortica. In questa ricetta sono tutti ingredienti intercambiabili.

Se le foglie dell’erba sono giovani e fresche, tanto meglio, saranno ancora più tenere e fragranti, ma nella versione cotta potrebbero andare bene anche foglie più mature.

Chef Giovanna Ligutti

Ingredienti

  • 500 g foglie di tarassaco
  • 1 manciata pinoli
  • 1 manciata uvetta
  • sale
  • olio di oliva extravergine
  • 1 spicchio d’aglio facoltativo

Istruzioni

  • Pulite bene le foglie del tarassaco e scottatele per un minuto in acqua leggermente salata. Lasciate raffreddare e tagliatele grossolanamente.
  • In una padella scaldate 2 cucchiai di olio e aggiungete lo spicchio d’aglio, se desiderato. Lasciate rosolare qualche minuto, poi aggiungete una manciata di uvetta e una di pinoli. 
  • Lasciate insaporire bene e servite come contorno a un cereale integrale.
  • Al posto del tarassaco potete usare erbette, spinaci, catalogna, ortiche.
  • Al posto dell'aglio potete usare un cipollotto.
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Giovanna Ligutti

di

Cuoca naturale, diplomata in cucina macrobiotica alla Sana Gola di Milano. Amo molto formarmi, ma anche sperimentare nella cucina di casa. In provincia di Piacenza organizzo corsi, cene ed eventi per diffondere un’alimentazione sana e stagionale, rispettosa degli animali e dell’ambiente. Su FB: Le delizie naturali di Gio.

Considero Valore

Antonella Gallino, fondatrice di Considero ValoreHo creato questo blog per aiutare le persone a mangiare meglio e per valorizzare i piccoli contadini seri che ci circondano: una miniera di invisibili. Credo nella filiera corta, a patto che rispetti l’ambiente, e mi adopero in giro per una spesa più sana e più umana. La cucina che amo? Quella condivisa, con ingredienti e persone sincere.

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