The Honeyland: l’e-commerce biologico di Manuele e Manuela, nato da una storia personale

The Honeyland prodotti da apicoltura biologica

In questo articolo vi parlo di un e-commerce, The Honeyland, che ha a cuore la salute delle api, delle persone e del pianeta (che sono profondamente collegate). Grazie alla passione e alla ricerca di Manuele e Manuela, nel loro shop troviamo oltre 400 prodotti biologici di altissimo valore nutritivo. 


Nel 2020 ho avuto modo di conoscere e collaborare con The Honeyland, nato nel 2014 come primo portale italiano specializzato in prodotti di apicoltura biologica e poi cresciuto fino a comprendere circa 400 prodotti biologici certificati, alimentari e non, con requisiti molto esigenti.

Tutti i prodotti in vendita sono ottenuti esclusivamente con lavorazioni artigianali, metodi tradizionali e da cultivar e specie antiche (non ibride); la maggior parte di essi sono a crudo o lavorati a basse temperature, non pastorizzati.

Le referenze a catalogo sono selezionate con il lanternino da Manuele Francesio e Manuela Sdrulla, che fanno un lavoro paziente di scouting in cerca di produttori biologici seri, etici, che utilizzano solo materie prime a km zero e lavorano in armonia con il proprio territorio. Il vaglio è dunque molto severo; ad oggi i produttori approvati sono circa 35.

Inoltre anche lo stesso shop è certificato bio – cosa rarissima.

The Honeyland: shop di miele e prodotti biologici
Con un accurata selezione, The Honeyland vende oltre 400 prodotti biologici da circa 35 produttori di piccola scala.

Al momento su The Honeyland possiamo trovare:

  • circa 50 varietà di miele biologico italiano artigianale, da api autoctone; alcuni degli apicoltori sono tra i pionieri del bio in Italia, pluripremiati negli anni
  • prodotti freschi per l’apiterapia: propoli, pappa reale, polline
  • aceto di miele senza solfiti aggiunti, lavorato con il metodo Orléans
  • frutta secca italiana biologica come nocciole e mandorle sgusciate, ‘crude’ o tostate, da cultivar antiche locali
  • parmigiano reggiano bio da un caseificio tradizionale con allevamenti al pascolo sulle colline reggiane
  • tè, infusi, spezie ed erbe da territori incontaminati; ci sono anche tè verde, tè matcha e tè oolong biologici, alcuni raccolti in alta montagna
  • dolci con miele senza zuccheri raffinati: creme spalmabili e il torrone di Tonara.

Ai prodotti alimentari si affiancano, sempre da filiere di piccola scala:

  • aloe vera biologica fresca non pastorizzata
  • olio di nocciola e olii essenziali bio
  • prodotti cosmetici bio come shampoo solidi, saponi naturali, creme alla cera d’api e altri articoli di apicosmesi (bellissimo termine!)
  • la pellicola per alimenti lavabile alla cera d’api biologica, fatta solo con materie prime piemontesi.

Qualche domanda ai fondatori, Manuele e Manuela

Come vi è nata l’idea di aprire un e-commerce di prodotti così di nicchia?

[Manuela] È nato tutto da una nostra ricerca personale. Da giovane ero consapevole che la qualità del cibo in vendita è sempre più scadente e povera di nutrienti, e per compensare consumavo regolarmente integratori alimentari: multivitamine, minerali, antiossidanti… Ero una cultrice dei cosiddetti ‘superfood’ come spirulina, clorella, aloe vera e altri frutti esotici. Un giorno, leggendo alcune riviste americane, scoprii che alcuni prodotti erano stati trovati contaminati con metalli pesanti e pesticidi. Ero sempre più stanca, a un certo punto ho avuto qualche problema di salute e lì mi sono insospettita: è stato un forte campanello d’allarme. Così ho deciso di rinunciare a tutte le pastiglie e alle polveri miracolose.

Un apicoltore biologico ci ha fatto scoprire il polline fresco e la propoli grezza: una rivelazione!

Un giorno conosciamo un vicino di casa, giovane apicoltore biologico (ancora oggi nostro amico), che ci ha fatto scoprire il polline fresco e la propoli grezza. Mi ha incoraggiato il fatto che lui era sempre radioso e pieno di energia, perciò ho voluto provare. È stata una vera rivelazione!

Non riuscivo a crederci, ero tornata di nuovo a vivere. Prodotti così in farmacia ed erboristerie non si trovano. Allora è iniziata la mia ricerca di alimenti nutraceutici che fossero anche freschi e vicini al loro ciclo di raccolta e lavorazione, provenienti da produttori artigianali.

The Honeyland: miele biologico e polline
«Appena arriva il caldo, molte persone ricorrono a integratori di vitamine e minerali in pillole e polveri… Noi da anni prendiamo il polline ogni giorno. È un vero e proprio superalimento, tra i più completi in natura. Deve però essere bio, privo di pesticidi e deumidificato a freddo – oltre che fresco, perché se essiccato perde gran parte delle sue proprietà».

Cosa si intende per alimenti nutraceutici?

[Manuela] Sono gli alimenti dotati di una funzione salutistica preventiva; la scienza ne parla da tempo. D’altra parte sempre più persone hanno capito che molti problemi di salute sono da ricondurre al consumo di alimenti industriali, sempre più scarsi di elementi nutritivi. Su questi presupposti esistono in commercio molti alimenti addizionati con varie vitamine e integratori – che però sono prodotti in laboratorio, spesso anche con ingredienti ogm. Noi invece siamo andati a ricercare gli alimenti benefici per la salute perché sono 100% naturali e prodotti secondo antiche tradizioni.

Si dà per scontato che il miele e il polline facciano bene, ma dipende tutto da come sono fatti.

Per esempio, si dà per scontato che il miele e il polline abbiano proprietà antiossidanti e antibatteriche, ma dipende tutto da come sono prodotti e conservati. Se il prodotto è scadente, o vecchio, le proprietà salutari non ci sono. E trovare una buona qualità nei canali di vendita tradizionali è quasi impossibile.

Nel nostro blog-magazine ho pubblicato un centinaio di articoli sui benefìci di alcuni alimenti nutraceutici naturali, ma ho anche sfatato tanti falsi miti – sempre a partire da evidenze scientifiche. È un lavoro che porto avanti personalmente dal 2014 con passione e serietà, e che devo alla mia mentalità analitica. Il resto ce lo hanno insegnato la nostra esperienza e il privilegio di poterci relazionare con produttori serissimi.

The Honeyland: Manuele Francesio e Manuela Sdrulla
Manuele e Manuela con il cane Akio.

[Manuele] Nel 2008, anche a causa di una fastidiosa dermatite di nostra figlia, Manuela ha iniziato a interessarsi ancora di più ai cibi biologici; allora era un mondo ancora abbastanza sconosciuto. Poi da lì è stato un crescendo, che ci ha portato a un cambiamento a 360°: a poco a poco abbiamo esteso la ricerca al vestiario, alla pulizia della casa, ai prodotti per l’igiene…

Dunque siete partiti dal miele. È proprio vero che tutto nasce dalle api…

[Manuele] Siamo partiti dai prodotti dell’apicoltura, che sono tutt’ora il cuore della nostra identità. Il nome “The Honeyland” significa: la terra dove gli esseri umani vivono in armonia con le api e tutti gli altri animali – è un mondo ideale. Con il nostro progetto vogliamo sostenere le realtà che, aumentando la biodiversità, aiutano a prosperare le api autoctone, mellifere e selvatiche.

A poco a poco abbiamo aggiunto tutti i prodotti che consumiamo in casa: aloe vera, parmigiano reggiano, mandorle, nocciole… oppure quelli che i nostri clienti ci chiedono, come alcuni tè e erbe particolari.

Come funziona il vostro processo di selezione?

[Manuele] Quando cerchiamo un prodotto, lo studiamo molto attentamente, ci interroghiamo a lungo. A volte possiamo arrivare fino a un anno di ricerca prima di inserirlo a catalogo.

[Manuela] Selezioniamo i fornitori biologici lontano dalle coltivazioni intensive, in zone di montagna e parchi naturali. Oggi molti si convertono al biologico per questioni di marketing, mentre noi cerchiamo persone che hanno anche uno stile di vita coerente, in armonia con la natura, che va oltre la certificazione (che comunque è un requisito).

È una ricerca che non si ferma mai. Scegliamo solo realtà di piccola scala che custodiscono tradizioni locali. Preferiamo un produttore che ha una disponibilità limitata, piuttosto che uno che forzi la produttività o magari ricorra ad altri fornitori per poi etichettare il prodotto come proprio.

Quando finiamo l’annata di un certo miele, non torna disponibile fino all’anno dopo. Ci è capitato persino che un produttore ci dicesse: «Quest’anno il miele di acacia non c’è, perché le api se lo sono mangiato tutto». Significa che non le ha nutrite con zucchero e sciroppi per rapinarle del loro miele: non è da tutti.

The Honeyland: Manuele di fronte alla lavanda all’Alpe di Siusi.
I criteri di selezione di The Honeyland vanno oltre il biologico industriale. La scelta dei fornitori ricade su produttori di montagna e territori incontaminati ricchi di biodiversità. Qui Manuele è in visita presso un produttore biologico sull’Alpe di Siusi.

Quali sono i prodotti non italiani?

[Manuele] Usciamo dall’Italia solo quando è strettamente necessario. Un esempio per tutti: l’aloe. Avremmo voluto un’aloe italiana, ma con i nostri requisiti non l’abbiamo trovata. Abbiamo valutato scartato più di 50 aziende produttrici di aloe vera biologica in Italia e Europa, finché abbiamo scovato l’ultimo artigiano dell’Andalusia.

Il suo metodo di lavoro è unico: solo gel intero ricavato direttamente dalla pianta, non ricostituito, non trattato, non pastorizzato. Confezionato in vetro opaco, che protegge dai raggi UV. I nostri clienti ci confermano che è la migliore aloe che si trova in commercio.

Nel caso del tè verde giapponese e del tè matcha cerchiamo di accorciare la filiera evitando il più possibile gli intermediari. Il nostro approccio e la nostra offerta sono molto diversi dalla grande distribuzione del bio.

[Manuela] Per il miele restiamo in Italia o al massimo in Corsica. Non teniamo il miele miracoloso “di moda” che arriva da altri continenti ed è sostenuto da grandi campagne di marketing che ne gonfiano il prezzo (persino dai 70 ai 100 € al kilo!). Il nostro miele di corbezzolo bio è cento volte meglio.

Che posizione avete rispetto alla certificazione biologica?

[Manuela] La certificazione per noi è fondamentale. Oggi si parla tanto di km zero come se fosse sinonimo di sano e biologico, ma non è così.

Oggi si parla tanto di km zero come se fosse sinonimo di sano e biologico, ma non è così.

[Manuele] Oggi ci sono tanti termini inflazionati – come sostenibilità – che confondono le persone. Al contempo c’è un’invasione di prodotti certificati bio di cui non si sa nulla: fatti con materie prime scarse, extra UE ecc. Il biologico non è tutto uguale.

Poi non solo vendiamo prodotti certificati, ma anche il nostro shop lo è. Non è scontato, è una garanzia di serietà che vogliamo dare. Ci sono tante verifiche, tanta burocrazia annuale in più. Da noi tutta la filiera bio è tracciata.

[Manuela] Non crediamo ai claim pubblicitari, alle parole vuote come ‘naturale’ o simili. Promuoviamo la salute e non possiamo giocare con la fiducia delle persone. Prediligiamo il più possibile prodotti vicini e di piccola scala, da fornitori noti e con cui abbiamo una relazione diretta. Tutti i nostri prodotti bio provengono da tradizioni locali, lavorazioni artigianali e da sementi e specie non ibride.

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Ho relazioni con diversi e-commerce e per esperienza so che c’è un immenso lavoro sia prima, sia dopo l’acquisto. Per voi com’è?

[Manuele] È un progetto complesso, fatto di tante tessere: una macchina che deve funzionare nel modo più oliato possibile. Se va bene, il prodotto è il 50% del lavoro, forse meno. Sono onerosi sia il pre-vendita, fatto di rapporti personali con produttori minuscoli, di marketing e comunicazione; sia il post-vendita, che include il confezionamento e la consegna.

Ma non finisce neanche lì: la nostra gratificazione è il feedback che arriva dalle persone che hanno provato i prodotti e ci lasciano una recensione positiva per ringraziarci di tutto il nostro lavoro.

In effetti ho dato una scorsa alle recensioni – oltre 1600 al momento in cui scrivo – e sono tutte molto lusinghiere. Ricevete complimenti sui prodotti, sulla puntualità delle spedizioni, sulla facilità d’ordine, sul confezionamento.

A proposito, mi dite qualcosa sugli imballaggi? Ho notato che avete una filosofia plastic free e la cosa mi fa strapiacere, ma immagino non sia facile.

[Manuele] Imballiamo con cartone ondulato e non usiamo pluriball, riempiamo solo con carta riciclata. Anche lo scotch è di carta e la colla all’acqua. Ovvio che ci costa di più.

[Manuela] Sul fronte dei prodotti, quasi tutto quello che vendiamo è in vetro. Solo alcuni pezzi di cosmesi sono in plastica. Frutta secca e parmigiano sono sottovuoto, che è la conservazione più idonea. A contatto con l’aria, la frutta secca sgusciata irrancidisce e può contaminarsi con aflatossine. Al momento non ci sono alternative e sinceramente non consiglio a nessuno di comprare la frutta secca sgusciata sfusa. Una scelta virtuosa è comprare confezioni più grandi, da mezzo chilo o da kilo – così si risparmiano plastica, trasporti, confezioni.

The Honeyland: imballaggi plastic free
«Confezioniamo in cartone ondulato, che riempiamo con carta riciclata. La maggior parte dei nostri prodotti sono confezionati in vetro».

Com’è la vostra politica di prezzo?

[Manuele] Paghiamo le tasse in Italia. Abbiamo 2 dipendenti in regola e un collaboratore esterno per la parte tecnico-informatica. Riconosciamo il prezzo giusto ai produttori. Sono tutti elementi che incidono sul prezzo finale. Quando i clienti ci chiedono gli sconti, lo spieghiamo: per noi è difficile. Per una piccola realtà come la nostra, competere con le grandi piattaforme è arduo. Per fortuna la sensibilità verso gli aspetti etici sta aumentando.

Un codice sconto per gli iscritti alla newsletter di ConsideroValore

Manuela e Manuele non vogliono, né possono cavalcare politiche promozionali da grande negozio, che si basa su logiche di sovrapproduzione industriale. Il loro progetto è un organismo articolato, che riconosce il giusto prezzo ai produttori e investe sulla trasparenza e la salute alimentare. Detto questo, sono riuscita a ottenere un codice sconto riservato ai lettori della mia newsletter: lo riceverete con il prossimo invio.

Intanto fate un giro sul sito di The Honeyland, perché potreste trovare una serie di prodotti che nutrono e curano davvero.

Eccetto la foto di copertina, tutte le foto dell’articolo sono by e di proprietà di The Honeyland, dunque soggette a diritto d’Autore.

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Mezza piacentina e mezza milanese, un po’ selvatica e molto digitale. Sono un’ex cittadina apprendista di natura, con il neo della comunicazione. Soffro i veleni spacciati per innovazione, la fuffa romanzata bene e la bellezza che si estingue, non valorizzata.

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