Cantina I Salici

Emilia-Romagna»Piacenza»Media Val Trebbia tra Perino e Travo, in sinistra orografica a 10 chilometri da Bobbio. Habitat pedemontano, a 250 m. slm, in prossimità della Pietra Parcellara.
Dove siamoLocalità Donceto
29020 Donceto (Piacenza)
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  • Profilo

    Piccola cantina artigianale da vigne proprie in agricoltura biologica, sulle colline di Donceto, in Val Trebbia. Vini rossi, bianchi, spumanti.

  • Più Info
     Indirizzo Località Donceto
    29020 Donceto (Piacenza)
    Emilia-Romagna
    Habitat Collina
    Tipologia Produttore
    Tipo di realtà e servizi
    • Cantina vitivinicola
    • Viticoltore
    Metodo di produzione Biologico certificato
    Certificazioni e garanzie

    Certificazione biologica sulle vigne con ICEA dal 2002 e prima ancora con AIAB, dal 1998

    Prodotti in vendita
    • Spumante
    • Vino bianco
    • Vino rosso
    Note particolari

    Produco vino bianco e rosso da vigneti biologici di mia proprietà. In cantina la vinificazione è completamente naturale, senza l’aggiunta di lieviti né coadiuvanti enologici e con un quantitativo di solfiti di gran lunga inferiore alla soglia consentita nel bio.

    Con la mia azienda partecipo a 3 progetti con la Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza:
    RESIL-VIGNA 2020-22, per una maggiore resilienza del vigneto, ovvero tecniche di miglioramento di RESILienza ed efficienza idrica per i VIGNeti dell’Areale piacentino [Consulta il documento di progetto]
    ValorInVitis, per la valorizzazione della biodiversità della viticultura piacentina
    VinCapTer, per la ricerca sull’efficacia dell’ecosistema dei vigneti come sequestratori di CO2: la casistica delle terre piacentine [Consulta il documento di progetto]

    Menzione di Considerovalore

    Dove e come comprare

    Spaccio aziendale Non c'è un punto vendita con orari prestabiliti. Ma, accordandosi con un po' di anticipo, la cantina è aperta per visite, degustazioni e acquisti 7 giorni su 7.
    Servizi speciali e supplementari Consegna a domicilio
    Visite e degustazioni Su prenotazione

    Dove trovarci online

    Prodotti ed eccellenze

    La zona di Donceto è vocata per i vini frizzanti, vivaci e diretti, soprattutto bianchi; anche quando è presente la nota dolce o aromatica, non sono mai stucchevoli. Le etichette prodotte sono in tutto 6. La vendita è senza intermediari, in bottiglia o in damigiana.

    Trebbianino, doc bianco frizzante da uve ortrugo, malvasia di candia e sauvignon, vinificato con metodo Charmat-Martinotti.
    La Parcellara, doc bianco frizzante da uve ortrugo, vinificato con metodo Charmat-Martinotti.
    La Barlocca, igt bianco frizzante da uve ortrugo, malvasia di candia aromatica e sauvignon, vinificato con rifermentazione naturale in bottiglia.
    Il Castello dell’acqua, igt rosso frizzante da uve barbera e bonarda. Lo stesso vino esiste anche nella versione ferma, che fa la fermentazione malolattica in vasche di cemento.
    La Coda, igt rosso fermo da uve barbera (90%) e bonarda (10%).
    Alla fine della strada, igt bianco spumante dolce, da uve di malvasia di candia aromatica (50%) e sauvignon (50%). Gradazione alcolica 7%.

    Filosofia e metodo

    Il mio vino è naturale: puro succo d’uva fermentato.

    Sono certificato biologico sulle vigne dal 1998; non lo sono sulla cantina, per limitare un po’ di burocrazia: l’azienda è piccola. Insieme al mio collaboratore Tancredi, lavoriamo circa 8 ettari di vigna, divisi tra vigneti storici e più recenti (dagli ottanta ai venti anni). La struttura del terreno è variegata: nell’area ridotta di un paio di km si passa dall‘argilloso al calcareo.

    Questa zona è la sede di una frana antichissima (cosiddetta ‘paleofrana’) che ha trascinato i propri detriti dalla montagna fino in Trebbia, producendo differenti tipi di accumulo.

    Il versante è esposto tutto a sud, offrendo le condizioni di sole ideali per la vite.
    Questo con il clima di una volta; in anni siccitosi come questi le piante subiscono un importante stress idrico. A questo proposito, collaboro con la Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza al progetto ValorInVitis, con la messa a dimora di barbatelle sperimentali resistenti alla siccità.

    È una valle con un microclima ventilato, che riduce il rischio di marciume, il che consente di limitare i trattamenti, anche quelli ammessi nel biologico (in annate normali facciamo circa 4 trattamenti a base di rame). In vigna la tempistica è fondamentale: se sei attento risparmi pensieri e soldi. Così fai interventi mirati e non ‘a calendario’; ma ci vogliono percezione e presenza.

    Da noi la meccanizzazione è ancora ridotta al minimo. Si pota, si lega con i salici, si spollona e si raccoglie a mano. Il terreno è lavorato: non facciamo inerbimento, non facciamo diserbo.

    Dalla vendemmia, il grappolo viene pigiato nell’arco di mezz’ora; questo è un pregio da tutti i punti di vista: qualitativo, organolettico, sanitario. Il nemico numero 1 del mosto è l’ossidazione, e così la scongiuri. Tanto è vero che uso poca solforosa, molto meno di quella consentita nel biologico (la doso in funzione dello stato sanitario dell’uva, che dipende dalla stagione) e non faccio chiarifiche. In minime quantità, la solforosa è necessaria proprio perché, usando solo i lieviti indigeni, non sai mai quando parte la fermentazione.

    In cantina il nostro obiettivo è proseguire il lavoro fatto in vigna e intervenire il meno possibile, rispettando i tempi di vinificazione. La fermentazione è completamente naturale, senza lieviti aggiunti (fatta eccezione per la presa di spuma dei metodi Charmat), né coadiuvanti enologici. La filtrazione è meccanica, a pressione. Non si dealcola, non si fanno chiarifiche. È un vino di indubbia artigianalità.

    Link all’intervista di Radio Budrio: VinCapTer, Cantina I Salici

    Chi siamo e cosa facciamo

    Ho continuato il lavoro di mio padre Giorgio. Tra me e lui per tanti versi è cambiato poco, nonostante le tecniche siano progredite.

    In campagna ho un assistente preziosissimo, che è Tancredi, la mia spalla per la parte vegetale. Per questo, pur essendo mia l’azienda, parlo sempre al plurale: senza di lui il mio vino non ci sarebbe.

    La nostra storia e i nostri perché

    Cosa ci piace e curiosità

    Perché comprare da noi

    «Posso bere il tuo vino, il giorno dopo non ho mal di testa» o «Grazie a te sono ritornato a bere il vino bianco» sono per me una soddisfazione pari, per non dire superiore, a «Il tuo vino mi piace». Ecco perché.

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