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Quando il bio è meno bio: la ribalta dei giganti

di | 14 ottobre 2016

Molti avranno visto il servizio di Report qualche sera fa… Il bio vive un momento di ribalta e nella corsa all’ultima moda i grandi si buttano, portando con sé gli inevitabili scandali sempre presenti quando si avvistano montagne di soldi.

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Qui è dove passo a mano il nostro grano, per setacciarlo dai semi residui di gramigna e poterlo così riseminare in vista dell’anno prossimo.

So che molti, magari appena affacciatisi al mondo del bio e degli acquisti consapevoli, ci sono rimasti male a vedere come la bella promessa del buono e sostenibile fosse vittima anch’essa degli scandali all’italiana: i controlli fatti sportivamente, gli occhi chiusi, le furberie burocratiche.

Ho ricevuto allarmanti richieste di rassicurazione sulla genuinità, provenienza e ‘biologicità’ dei nostri prodotti, e sono stato felice di rispondere. I giganti dell’agricoltura, bio e non bio, non rispondono alle richieste di una cliente che magari ha acquistato un chilo di zucche!

Chi ci conosce sa cosa pensiamo degli enti certificatori e perché ci siamo certificati, e sicuramente sa che, per noi, il bio è: piccola realtà aziendale, di qualità, artigianale, che consente il contatto diretto produttore-consumatoreIl bio nel supermercato è già un po’ meno bio, anche col bollino, tanto per essere chiari!

Intanto, metto due foto che valgono più di documenti di trasporto e bollini vari. Sono io che setaccio il grano per pulirlo dalle sementi di erbacce per riseminarlo tra qualche settimana, per chi avesse dubbi sulla provenienza della farina!

Ciao e veniteci a trovare, potrete vedere con i vostri occhi cosa si produce qui.

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Nota di Antonella G. Giorgio produce prevalentemente farina di mais ottofile rigorosamente macinata a pietra – che è uno dei requisiti essenziali per ottenere una farina di qualità, come ci ha già spiegato in una sintesi molto utile (dedicata alla farine di mais, ma applicabile a tutti i cereali), farina di farro monococco e farine di grano biologico di tipo 0, 1 e 2.

Poi ha anche una produzione propria di lambrusco e, a seconda della stagione, vari prodotti orticoli (es. zucche e asparagi).

Bazzica molti mercati nella zona Modena-Ferrara-Ravenna e relativi hinterland, oppure spedisce. Trovate qui i suoi contatti o potete seguirlo su FB, dove è presente attivamente.

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One Response to “Quando il bio è meno bio: la ribalta dei giganti”

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