Perché non mi tingo (più) i capelli

Smettere di tingersi non è affatto facile. È una piccola rivoluzione, una transizione sofferta e a volte complicata. Ma la libertà che si guadagna è impagabile. 

Colore: dal piacere al dovere

Da tempo ero diventata insofferente alla tinta. Un nome che già in sé mi suonava vecchio e che avevo imparato a sostituire con colore, più edulcorato e professionale. Ma comunque non mi andava giù.

Da ragazza mi tingevo per divertimento, senza averne necessità. Sperimentavo nuances, sfumature, cachet all’acqua (negli anni Ottanta noi teenagers li chiamavamo così). Il fatto di osare mi dava forza. Poi, a un certo punto, la scelta non ce l’avevo più.

Ero ancora giovane, forse avevo sfiorato da poco i trenta. Tra i miei capelli, i bianchi avevano raggiunto il quorum per richiedere la tinta obbligatoria. Ma, a differenza di quando mi spalmavo le pappe in testa giocando con i colori e schizzando ovunque nel bagno di casa, ora servivano professionalità e accuratezza. Non potevo permettermi di fare le cose in modo approssimativo: ogni filo bianco doveva essere stanato e verniciato.

L’invasione dei bianchi e l’inizio della schiavitù

E così ho iniziato la dipendenza dal parrucchiere. Cosa strana per me, perché di schiavitù o fidanzamenti combinati non ne voglio. Voglio poter scegliere; poi, di fatto, sono una fedelissima – chi mi frequenta lo sa. 

Qui si vede bene il grigio che avanzava sul colore: disagio. (Isola di Ponza)

A un certo punto i bianchi erano tantissimi. Io ho i capelli molto folti (teoricamente è un pregio), in più crescono velocemente. Nel giro di poco mi veniva la coroncina intorno alla testa. Orrenda. Inguardabile. Evidentissima. Tutto, pensavo, sarà meglio di questa roba, che mi fa sciatta, trascurata e più vecchia di quella che sono. Nel frattempo gli anni erano diventati 35.

I capelli erano sempre più ramati alla radice. (Val Devero)

Un altro difetto di questa situazione è che, avendo tanti bianchi, anche le tinte castane o brune non prendevano benissimo, e l’effetto “scaricava” (cioè scoloriva) in fretta, fino ad assumere tonalità ramate, che non mi piacevano per niente e non facevano che evidenziare il sostrato bianco (vedi foto a lato).

La prova della parrucca e altri tentativi

Iniziai a farli crescere senza riprendere più il colore. Ero orribile.

Andai in un negozio di parrucche, a Milano, per fare una prova con un toupé corto brizzolato. Mi guardai allo specchio e per poco non urlai dallo spavento. La stessa commessa cercò di dissuadermi: «Ma se non è obbligata, chi glielo fa fare?».

Andai dal mio hair stylist di allora – che adoravo, fedelissima – che mi disse: «Se vuoi smettere di tingerti, devi cambiare parrucchiere». Mio fratello: «Quando la nonna ha smesso di colorarsi, è stato il suo più grande atto di resa». Un caro amico: «Non farlo, ti invecchia». Alcune amiche vedevano la crescita e dicevano: «Così no». Eccetera.

Ma la mia insofferenza montava e non mi risolvevo a passarci sopra facilmente. Nel frattempo ho comunque fatto una serie di tentativi per fare melina, tra cui le mèches bionde, per camuffare il chiaro che affiorava. Ma io, che sono olivastra, da bionda non mi vedevo per niente!

Presto, una colata di vernice!

Poi, a fine 2009, mancò mio padre. Per il funerale sapevo che sarebbero venuti tutti i suoi amici e colleghi, e non volevo certo essere in disordine. Non feci in tempo ad andare dal parrucchiere: mi spalmai in testa una vernice coprente nera corvino di una marca qualsiasi e mi presentai così. Dovevo parlare all’ambone e volevo essere a posto.

Cordogli a parte, tutti mi dissero che stavo benissimo e che i capelli scuri facevano risaltare meglio gli occhi chiari. Ho persino un vago ricordo di qualcuno che mi guardava in chiesa con fare da broccoleur

Non ricordo come la presi. So solo che con quella colata avevo azzerato tutti gli sforzi precedenti: ero tornata daccapo.

Cambio di vita

Nel frattempo cambio città, anzi regione, anzi habitat. Mi ammalo di un morbaccio che mi mette al palo e mi imbruttisce un tot (ne parlerò magari in un altro post). In compenso comincio a guardarmi intorno e non faccio altro che notare bellissime donne canute. Alcune anche molto giovani.

Inizio a fotografarle col cellulare, a loro insaputa. Mi creo una cartella di belle donne molto femminili e convincenti, bianche. [Ce le ho ancora e ogni tanto rivederle mi fa sorridere. È una tecnica che consiglio].

Mi riguardo Il diavolo veste PradaOcchei, sono convinta.

E poi… la Zely

Un giorno vedo un bel taglio in testa a un’estetista che lavorava nel paese a 3 km da casa mia. Mi piaceva il taglio, il colore non c’entrava; ma era pur sempre un inizio. Mi fa il nome di un parrucchiere a Piacenza città, dal nome altisonante: Salone Regina

Teoricamente avrei dovuto chiamare per l’appuntamento, ma prima volevo farmi un’idea del posto e delle persone. Così, un giorno, inizio a piantonare un po’ l’ingresso, studiare oltre la vetrina, vedere chi esce e come… Finché non entro.  

Non mi ricordo bene il giorno e l’ora e quanta gente ci fosse in negozio (non poca, comunque). Tentai di imbucarmi senza appuntamento. Mi armai di savoir faire e chiesi «una consulenza sul colore». Inutile girarci intorno: era la cosa di cui avevo più bisogno.

Dopo qualche manciata di minuti avevo davanti un bello specchio e dietro Zelinda, agile e minuta, dallo sguardo vispo. Da come affrontava la questione e dalle domande che mi faceva, capii subito che sapeva il fatto suo: nel giro di dieci minuti mi sono sentita in ottime mani.

La transizione dal bruno al bianco in un anno circa

Da lì in poi abbiamo iniziato un processo che forse sarebbe meglio spiegasse lei. Io ho partecipato solo dettando le mie condizioni: non volevo passare dal corto a spazzola, dunque bisognava creare una strategia della transizione. Mi sono fidata.

Zely mi ha ascoltato e mi ha cucito addosso una soluzione – o per meglio dire una serie progressiva di soluzioni – in cui si alternavano gradualità e audacia. Faceva leva su quello che c’era, cercando di valorizzarlo, e contemporaneamente andava nella direzione che avevamo deciso. Per esempio io davanti avevo un ciuffo bianco consistente, che Zely ha pensato subito di far affiorare, come primo lampo di luce, ricavando una frangia corta. Per il resto, il colore tradizionale iniziava a cedere il passo a una serie di colpi scuri (fatti con la stagnola), via via sempre più radi.

Mi sono trovata molto bene, perché è stato un processo creativo, partito dopo aver tolto tutti i pregiudizi, senza l’obbligo di fare qualcosa dettato dall’esterno, ma semmai valorizzando la mia identità naturale

Come potete vedere dalle foto, ci sono volute tenacia e pazienza.

40 anni: è fatta!

Al compimento dei quarant’anni ho fatto una festa che è durata un week-end. Dei quaranta in quanto tali non mi fregava granché, era solo un’occasione per celebrare una serie di passaggi di vita che nel frattempo avevo fatto e abbracciare in un colpo solo tutti i miei amici, rendendoli partecipi di tante cose che erano cambiate o stavano cambiando.

Appena prima della festa feci un taglio tattico, facendo pulizia di tutte le code residue colorate. La questione capelli era ormai completamente risolta, e anche chi non mi vedeva da qualche anno e non sapeva nulla di quella scelta, rimase piacevolmente colpito: «Stai bene!».

Il cortometraggio a cura di MaGestic Film

L’anno scorso, chiacchierando con Zely, ci viene il desiderio di raccontare non solo la mia storia, ma anche quella di altre donne che come me avevano smesso di tingersi o che, da giovani, volevano provare l’ebbrezza di portare i capelli bianchi.

Indubbiamente il metodo migliore sarebbe stato fare un video; ma bisognava farlo con cura, affidandolo a dei professionisti. Non facciamo in tempo a pensarlo, che la casa di produzione MaGestic Film si incarica della cosa e comincia un lavoro meticoloso di riprese, che attraversa i mesi e soprattutto le vite di 4 donne canute, tra cui me.

Inutile dire che mi sono divertita molto. Ecco il risultato, un cortometraggio di 13 minuti che secondo me parla molto a tutte le donne, indipendentemente dal colore dei capelli:

Qui trovate invece l’intervista a Zelinda (2 minuti ca.), con il suo punto di vista. Sentire la sua versione, dall’altra parte del pettine, mi ha molto incuriosito. Vi assicuro che solo 5, o peggio 10 anni fa, trovare un professionista disposto ad accompagnarti in questa piccola follia, e tanto meno a coglierla come sfida, era tutt’altro che facile.

 

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Mezza piacentina e mezza milanese, un po’ selvatica e molto digitale. Sono un’ex cittadina apprendista di natura, con il neo della comunicazione. Soffro i veleni spacciati per innovazione, la fuffa romanzata bene e la bellezza che si estingue, non valorizzata.

96 commenti

  1. Ciao, ho 47 anni, questo 2019 ha portato nella mia vita grandi lutti, eventi e cambiamenti.
    In passato ho tinto i capelli per divertimento, poi li ho fatti biondi per necessità. Sono poi passata all’hennè, ma stanca di vedere la ricrescita ho deciso di provare a lasciarli liberi di essere.
    A luglio ho rasato i capelli e li sto lasciando crescere senza mai spuntarli o tagliarli o colorarli.
    Negli ultimi anni in estate li ho rasati per il caldo ed ho notato che mai nessun parrucchiere mi aveva fatto uno scalato così perfetto, bello a tutte le lunghezze.
    Non è facile abituarmi, quando esco mi sento osservata, ma più passano i giorni e più mi piaccio.
    La sensazione di audacia e libertà è forte e piacevole.
    Grazie a tutte per il coraggio!

    1. Ciao Karla, grazie a te per il contributo! Bello il binomio che citi: ‘audacia e libertà’. Dove possiamo, la libertà è sempre una scelta di coraggio. Buona vita :-)

  2. Ho lasciato un commento in gennaio 2018, ecco gli aggiornamenti.
    In aprile 2018 ho fatto l’ultima tinta. Poi per tre mesi, mi sono arrangiata, come Caterina, a coprire la ricrescita con lo spray e in luglio ho letteralmente dato un taglio.
    La parrucchiera è stata super, da un caschetto all’altezza del mento ha tagliato il più possibile, eliminando tutta la tinta su tempie e nuca ma lasciando un bel ciuffo di colore… diciamo variegato ;-) ma che, considerato il taglio asimmetrico, non era male.
    Dopo un altro paio di tagli, sono arrivata a fine anno praticamente senza tinta residua.
    Sono felice, mi piaccio.
    Nota: anche mia cugina che odia il grigio dice che il mio colore naturale è quello giusto per me; c’è anche stato chi mi ha chiesto se il mio bianco, quasi tutto sulla sommità del capo, fosse una decolorazione :-D
    Ho letto che anche il colore della pelle cambia col tempo, come quello dei capelli; credo sia (anche) per questo che le tinte non sembrano naturali.

    1. Ciao Elena, bentornata!
      Il supporto di un bravo parrucchiere è fondamentale, ma evidentemente ormai eri convinta.
      Direi che ora ti puoi godere questo nuovo inizio. Superata la criticità del passaggio si passa ai colori, agli accessori, alla libertà creativa di giocare con noi stesse. Emergono frequenze insospettabili e ci accendono di nuova luce.
      Grazie del tuo ritorno e a presto.
      PS. Anche a me chiedono spesso se siano naturali :-)

  3. Ho 55 anni e dopo tinture “mattone” mi sono rotta le scatole e semplicemente li sto facendo crescere senza tingerli. Ho più scuri che bianchi, sul davanti sono di più i bianchi e sul lato destro pure sono di più. Quindi non so come saranno. Sono al terzo mese di ricrescita e capelli media lunghezza. Soprattutto parrucchieri davvero scarsi e senza cultura e senso estetico. È difficile ma io sono troppo stanca… quindi continuerò senza fare nulla avvertendo chi mi è intorno che i miei capelli a due o tre colori saranno un po’ strani per lungo periodo. Di non preoccuparsi insomma 😄

  4. Grazie! Sono nella tua stessa situazione di allora, in più io sono una rossa che si tinge di rosso da sempre. Il rosso è il colore più fetente da scaricare o decolorare. I capelli bianchi sono tanti come tanta è la voglia di mostrarli finalmente del loro reale colore! La mia parrucchiera inorridisce e si rifiuta di compiere (per me) il miracolo. Ma io sono pronta!! Ahahhh!

  5. Buonasera. Grazie a questo articolo scritto per esaltare la bellezza dei capelli bianchi. Ho 65 anni e capelli brizzolati ma vorrei avere colpi di bianco neve. A Roma dove posso trovare una bravissima parrucchiera?

  6. Ma dai!! Ciao Antonella, anch’io, come molte, ti ho trovata ricercando un supporto per una lenta, lenta transizione al mio colore naturale che è…boh! Bianco/grigio, credo. Ho 68 anni, ma ne dimostro di meno, sono in pensione ma molto attiva come nonna e come “creativa di cucito ed altro” e da tantissimo mi tingo in casa i capelli di rosso-mogano, mi piace, ma ora sono stufa. Ultimamente ho voglia di cambiare, cambiare cibo, aspetto, trucco/non trucco, colore/non colore capelli. La mia parrucchiera mi ha suggerito, per ora, di fare le meches sul dorato e rosso tra un mese, facendo, nel frattempo, scaricare la tinta che ho. Vediamo se avrò l’ardire di passare al bianco, se di bianco si tratta, perché il grigio non mi piacerebbe.
    Grazie di tutti i consigli che dai, mi sa che ci “rivedremo” virtualmente!
    Baci e fusa
    Paty

    1. Ciao Patrizia,
      mi sembra che la tua chiave sia già tutta quando dici “ne dimostro di meno” e “sono molto attiva come nonna”. Con questo spirito, il colore mi sembra solo un dettaglio ;-) Comunque tienici aggiornate sui tuoi… progressi! A presto

    2. Ho deciso anch’io, da tanto ci sto pensando, e ormai la decisione è presa, tra circa 8 mesi andrò in pensione ed inizierò questo percorso, che è molto più che un cambio di colore è accettazione di un nuovo inizio e vorrei proprio farlo coincidere con la fine del lavoro e finalmente con il mio tempo.Ho una domanda però, ora che tanto si parla di cromie e armocromie, io sono un castano dorato che è sempre stato anche il mio colore naturale colore caldo quindi, domanda con il bianco dovrò cambiare anche i colori e come starà con la mia carnagione ? Insomma vorrei proprio essere preparata e scegliere consapevolmente . Ti ringrazio Antonella una bella scoperta di questa domenica pigra è stato il tuo blog , l’ho già messo tra i miei preferiti. Se qualcuno sa rispondermi …. ringrazio sentitamente☺️

    3. Ciao Daniela! Dipenderà un po’ da quanto sarai canuta e quanto brizzolata, da che nuances assumerà il tuo bianco, se più caldo-dorato o più freddo-argento. Poi c’è chi lo ‘lavora’ a posteriori… ma non preoccuparti, sarà tutta una questione di stile generale che verrà riconvertito a questo nuovo look, in modo molto progressivo e naturale. Diciamo che sarà una chiamata alla tua femminilità, poi vedrai tu come giocartela, via via che la fai tua. Io per esempio, che sono molto olivastra, sto bene con i colori freddi. Torna a raccontarci :-)

  7. ciao, ho appena fatto le meches quasi bianche per camuffare la ricrescita. per il momento mi piaccio. Ho dato il via!! evvai

  8. Ciao, è già da un po’ che penso di lasciar andare il colore. La vostra testimonianza mi incoraggia. Grazie a tutte! credo proprio che ci proverò.

  9. Avevo deciso da tempo che, al compimento dei 60 anni, avrei smesso con tinte e schiavitù e così è stato. L’anno scorso ho deciso di intraprendere il tuo stesso percorso, abbiamo anche il nome che ci accomuna. Ho trovato anch’io una grande alleata nella mia parrucchiera, che mi ha incoraggiato e supportato nelle varie fasi della “muta”.
    Io sono stata avvantaggiata dall’avere capelli ricci, in cui i grigi, all’inizio si confondevano facilmente. Poi ho iniziato ad accorciarli, fino al raggiungimento dell’obiettivo attuale. Corti e grigi, sono felicissima del risultato e dei miei 61 anni, bisogna avere il coraggio di dimostrare la propria età, ma soprattutto bisogna stare bene con se stesse.

    1. Ciao Antonella, forse non si era salvata la mia risposta, dunque la riscrivo. Bene! Basta schiavitù, viva la femminilità e le alleate che ci supportano nell’essere donne autentiche che vogliono comunicare il proprio stile, unico e inconfondibile. Grazie del tuo passaggio e del rinforzo :-)

  10. Ciao Antonella, ho trovato il tuo sito cercando su google dei consigli sui capelli bianchi. Il tuo racconto e il video mi hanno dato conferma e incoraggiato ancora di più in questa scelta. Mi sono rivista in tutte queste donne, nelle loro insicurezze, paure, ma anche il coraggio la forza e la voglia di libertà e indipendenza. Ad agosto faccio 40 anni. Ma è da quando ne ho meno di 30 che ho iniziato a imbiancare. E non me li volevo tingere perché sono una che valorizza il naturale. Poi mi sono fatta intortare dalle amiche e da mia mamma, grande tinteggiatrice, come sua mamma, mia nonna, che è andata nella tomba con i capelli tinti. Ad oggi me ne pento di averli tinti. Tieni conti che ho i capelli lunghi, molto lunghi, li ho sempre portati così, e non ho intenzione di tagliarli, al massimo li posso un po scalare. La chioma lunga argentata mi ha sempre affascinato. Spero che a me mi stia bene. Sento molto forte dentro di me di fare questo cambiamento, lo faccio con un po d’ansia ma la voglia di dare una svolta alla mia vita che sta per entrare in un nuovo ciclo è più forte di queste debolezze. Io ti ringrazio infinitamente per questa tua testimonianza e per il video con queste meravigliose dee. Un abbraccio e buona vita.

    1. Cara Francesca, ti sento molto motivata, bene!
      Se avrai momenti di sconforto, sappi che qui c’è tutto un clan che supporta :) Il periodo di transizione con il capello lungo o medio – inutile mentire – non è certo una passeggiata; ma con lo spirito e il professionista giusto è una bellissima sfida. Il mio suggerimento è: usiamo la nostra creatività, forza di spirito, e quella dei professionisti che ci circondano. A loro le soluzioni, a noi di saperle vivere e interpretare con personalità e femminilità. Poi credo sia davvero meglio fare il passaggio a 40 anni che non a 50, dunque sei avvantaggiata. Prima lo fai e meglio è, poi è tutto in discesa. Viva lo White Power!
      PS. Grazie per le ‘dee’.

  11. Faccio la tinta da tantissimo tempo e avevo deciso di smettere al compimento dei 50. Trovando molta ostilità da parte della famiglia e delle amiche sono inizialmente passata alla tinta bionda che però non mi si addice affatto ma mi rendeva un po’ meno evidente la ricrescita. Anch’io come te ho i capelli molto folti e crescono velocemente per cui nel giro di poco mi veniva la coroncina orribile intorno alla testa. Questa soluzione sapevo che sarebbe stata solo temporanea e finalmente, dopo 4 anni, ho trovato il coraggio e non tingo i capelli da gennaio. Sto vivendo con un po’ di difficoltà questo periodo di transizione ma sono davvero convinta, e cerco di tenere duro. Il tuo articolo mi ha incoraggiata davvero tanto, sono andata a cercare il parrucchiere che mi aveva pettinata il giorno del mio matrimonio e che non avevo più rivisto per una serie di motivi e ho deciso che sarà lui a seguirmi durante questo “ritorno a me stessa” Ti ringrazio tanto per aver condiviso la tua esperienza con tutte noi e mi auguro di riuscire a portare aventi con gioia il mio progetto

    1. Cara Silvia, grazie davvero per la tua partecipazione non silente. Non credere, anch’io ho dovuto vincere molte resistenze, che si presentavano come esteriori – famiglia, amici –, ma in realtà erano interiori. Bis vincit qui se vincit, diceva Publilio Siro (una delle prime frasi in latino che ho imparato): chi vince se stesso, vince 2 volte. Oggi chi mi vede e si complimenta per i miei capelli (quante persone! soprattutto donne, vero, ma anche qualche uomo) come potrebbe immaginare quanta vittoria in quel mio lontano combattimento interiore?

      Poi è tutto in discesa. L’età avanza e il corpo cambia, ma oggi i capelli sono tra le parti più giovani e lucenti di me ;-) Se ci pensi, si rinnovano in continuazione. Ma davvero non li sento vecchi. Torna vincitrice!

  12. Ciao Antonella, io, come molte, sono arrivata sul tuo sito cercando “come fare la transizione ai capelli grigi”. Quindi prima di tutto lascia che ti scriva il mio GRAZIE per il racconto preciso e chiaro del tuo cambiamento.
    Ho 41 anni ed è solo un annetto che vado di tinture “obbligatorie”, avendole già molto diradate una dall’altra (lasciando quindi affiorare i grigi e bianchi) e dopo l’ultimo abbastanza clamoroso errore della parrucchiera di turno (io non ho fedeltà verso questi professionisti, cambio di continuo, da sempre), ho deciso che DEVO e VOGLIO smettere di coprire questi punti luce grigi e bianchi. Il mio colore naturale è nero corvino, purtroppo con riflessi ramati. La mia paura è che i bianchi non siano abbastanza per fare quel bell’effetto punto luce che ho visto anche nelle prime foto della tua transizione. Beh, vivrò e vedrò e mi aggiusterò…
    Complimenti!

    1. Cara Alice, credo che Google stia premiando molto il mio articolo, sia perché è sincero e dal cuore, sia perché nella coda dei commenti si sta generando una sorta di ‘piccolo forum’, che mi auguro sia utile a molte… Dunque figurati, anzi grazie del tuo messaggio attivo.

      Se con il corto stai bene, sei a cavallo. Se no, punta su un taglio chiave, ben fatto. Poi usa i colori, orecchini e accessori, il sorriso, gli occhi, lo stile (te lo dice una molto selvatica, peraltro). Tutta questa operazione di transizione è una grande occasione per tirare fuori i punti forte della nostra femminilità. A quel punto la luce che chiedi ai tuoi capelli si sprigionerà da sé, ma come conseguenza. In bocca al lupo!

  13. Che invidia, anche io li vorrei bianchissimi… ho 35 anni, un po’ di capelli bianchi già dai 18. Ora sono aumentati e ho deciso di smettere di tingerli (o almeno di smettere con i colori normali!) sperando che presto diventino bianchi. Li ho avuti lilla per un periodo ma non reggono troppe decolorazioni, quindi sono dovuta tornare al castano, ma sono stufa :D

  14. Ciao il link non l’ho creato più ma vorrei chiederti come fare a pubblicare la mia foto vicino al mio nome sui commenti

    1. Salve Patrizia,
      per avere la foto abbinata al proprio utente, è sufficiente iscriversi su Gravatar:
      https://it.gravatar.com/
      Poi torna qui e commenta di nuovo; se tutta ha funzionato a dovere, accanto al tuo nome, comparirà la foto del profilo.

      Se invece vuoi postare un link esterno, è sufficiente inserirlo con l’url completo (compreso di http).

  15. Ciao Antonella, ho trovato il tuo sito come tante altre donne scrivendo “come passare dalla tinta ai capelli naturali e bianchi” e come tante altre ho cominciato ad avere i capelli bianchi a 16/18 anni. Adesso ho 45 anni e dopo anni di tinta e “pista di atterraggio” (come la chiamo io), a novembre mi sono decisa (con una parrucchiera, mia amica!) a cominciare la transazione dalla tinta al bianco. Premetto che ho una vita felice con 2 figlie ormai maggiorenni e un marito di cui sono innamoratissima dopo tanti anni, ma… i miei capelli sono sempre stati un problema. Vari episodi mi hanno reso difficile questa decisione ( frasi del tipo: ma quando ti fai la tinta, ti devi curare o sembri più vecchia? oppure, chi ha i capelli bianchi in casa? hai preso tutto da tuo padre, si vede? e altre battutine simili. Io ho una mamma giovane e una nonna di 90 anni che non è totalmente bianca, effettivamente ho preso dal papà(era bianco a 40 anni).Tutto questo non mi ha aiutato nella mia scelta… ma dopo aver passato la vita a servire gli altri(l’ho fatto per scelta) avevo bisogno di pensare a me stessa e quindi, senza il sostegno della mia famiglia, che mi vorrebbe mora ho cominciato il passaggio.
    A novembre, come dicevo, sono andata dalla parrucchiera, e abbiamo decolorato e tonalizzato in grigio, adesso ho una ricrescita di 5cm che si vede un po’, ma non mi interessa, non li voglio corti. Voglio provare anche io con le mèche per mimetizzare la ricrescita. Anche grazie a voi sono sempre più convinta della mia scelta.

    1. Ciao Laura! Più mi guardo intorno, più vedo donne bianche con la vita semplificata, serene della propria scelta, se non addirittura orgogliose… Coraggio! Il tempo della transizione è il più difficile, poi, quando si esce dal tunnel, inizia una nuova vita tutta in discesa. Essere bianche è un grande incentivo a curare se stesse in toto e a non trascurare nessun aspetto della propria femminilità. Torna a farci sapere come procede :)
      PS. Che fortuna avere ancora la nonna!

  16. Ciao a tutte, io è da qualche mese che sto pensando a come fare a non tingermi più e ho trovato un movimento (go grombre) di donne che hanno smesso di tingersi, donne ancora giovani anche più giovani di 40 anni, che hanno tanti capelli bianchi ma hanno detto basta alla schiavitù della tinta.
    Io ho i visto spuntare i primi capelli bianchi a 14 anni. Non vi dico il trauma, soprattutto perché tutti facevano commenti a proposito. Oltretutto avevo i capelli corti e l’aria veramente sfigata.
    Poi a 16/17 anni ho iniziato a tingermi e li ho fatti crescere. Stavo bene, ma avevo sempre il patema della ricrescita, perché non appena affioravano un po’ mi sentivo a disagio. Non ho mai avuto la libertà di fare la coda o raccoglierli TRANNE nelle prime due settimane dopo la tinta. Se c’è vento e sono alla quarta settimana, ho il patema che si spostino e si veda l’autostrada bianca sulla riga. Quando sono seduta e c’è qualcuno più alto di me mi sento lo sguardo puntato sulla ricrescita, ecc.
    Certo, ora che sono “vecchia” me ne frego di più, ma dai 20 ai 30 anni non è stato bello. Non ero abbastanza bella e sicura di me da sfoggiare la mia chioma al naturale.
    Adesso ho 47 anni. Mi tingo da 30 anni. Sono stufa.
    Sono ARCISTUFA di vedere, come dice Antonella, la coroncina bianca intorno al viso. Sono stufa di fare le prime due settimane OK, la terza così così e la quarta aspettando il giorno del parrucchiere (perché per ora mi rifiuto di andare più spesso, eppure avrò il 70% di bianchi). Sono stufa di non potermi legare i capelli quando voglio perché ho la ricrescita. Sono stufa di non potermeli far tirare con la spazzola perché ho la ricrescita.
    Insomma: questa ricrescita governa la mia vita.
    Io non ho rughe, sembro più giovane, ma non sono certo Nicole Kidman o una fotomodella :-) Perciò ecco, sicuramente un po’ ho paura di sembrare subito una nonna. Ho anche gli occhiali!
    La mia parrucchiera di adesso è sicuramente contraria. Un giorno gliel’ho accennato e mi ha detto “Ma che schifo, non vorrai mica andare in giro coi capelli crespi da vecchia sciatta?”.
    Ma, io dico, intanto se non li tingo più saranno sicuramente più sani e meno secchi, no?
    Io ho i capelli grossi e molto folti, secchi, non grassi. Tengono la piega benissimo.
    Il problema è proprio trovare qualcuno che da bionda media con colpi di sole biondo chiaro mi schiarisca fino a farmi diventare naturale.
    Se qualcuno ha suggerimenti su Milano e provincia, sono tutt’orecchi.
    Ah, un altro problema del colore: anche se i parrucchieri giurano di fare sempre lo stesso colore, capita spesso che la ricrescita mi rimanga leggermente meno coperta della parte già tinta, così si vede la barratura. E niente, non c’è verso di risolvere la cosa.

  17. Allora ti racconto questa….
    Sono proprio ora su quella barca, come lo eri tu quando hai perso tuo padre…
    Premesso che capelli bianchi su alcuni lati al 70%
    Settimana scorsa… avevo una ricrescita da paura, esattamente come te stavo provando a farmi crescere i capelli senza riprendere la tinta: ero orribile.
    Non ce la facevo più, soprattutto a sopportare i commenti e gli sguardi della gente.
    Probabilmente sarebbe bastato un bel taglio corto, che tra l altro avevo già portato altre volte e invece… una bella spalmata di tinta. Sono ripartita daccapo.
    Chissà dove sarà la mia Zely? ;) Ma ti giuro che questa schiavitù è veramente insopportabile. Chissà… se ti avessi letto prima…

    1. Ahahahaha! Ti assicuro che sarà l’ultima volta che la fai :-D
      PS. Dipende, dove abiti? Sono fortemente tentata, dalla quantità di messaggi e richieste che ricevo, di iniziare una mappatura anche di parrucchieri, oltre che di aziende agricole…

  18. Ciao! Ho 32 anni e mi piacerebbe molto fare questo percorso perché ho moltissimi capelli bianchi e sono stufa di tingermi (saranno 10 anni se non di più). La mia parrucchiera è contraria, dice che è troppo presto, ma sono arrivata a un compromesso. Da rossa (tinta) che sono passeremo gradualmente al biondo scuso (piu vicino al mio castano chiaro di base) con via via sempre piu ciocche chiare. Quando il rosso se ne sarà completamente andato dal capello tagliamo un po’ e proviamo il silver grey… da lì spero che la mia ricrescita si omogenizzi bene con il silver e che quindi siano necessari ritocchi e non tinte complete. Mi ci vorrà almeno un anno per tutto questo processo. Vi terrò aggiornate

    1. Ciao Barbara, sì, in genere un anno è il tempo da mettere in conto per il passaggio completo, lo dico per esperienza personale e ascoltando o vedendo le storie altrui. Se sei vicina al biondo o se stai bene con le tonalità chiare, è una strada relativamente semplice, passi dal platino o comunque dalla decolorazione (che credo sia un discreto stress per il capello, ma temporaneamente e in ottica funzionale ci sta) e te la cavi bene. Non c’è come trovare il parrucchiere giusto, consenziente; alla larga invece dai contrari. Ricordo che a me contribuì molto una parrucchiera che mi avvicinò al viso una spazzola di quelle a setole bianche, che si usano per spolverare i capelli residui in giro, e mi disse: «Non vedi come stai bene? È tutta luce». E poi soprattutto vedere in giro donne sexy, non trascurate, che portavano con libertà e disinvoltura il proprio bianco luminoso.
      Sì, dai, ripassa allora. Ti aspettiamo ;-)

  19. Cara Antonella, anche io semi canuta “ricoperta” sin da giovanissima, con madre e nonna dalla testa di un fantastico argento, avevo proprio bisogno di leggere il tuo post per capire che si può essere belle anche senza ricoprirsi ogni mese di un colore che non è quasi mai il tuo… mi auguro di trovare anche io presto la mia Zely e che mio marito mi accompagni in questa avventura! Grazie!

    1. Ciao Mariarita! Sono convinta che quanto di esterno ci fa da leva positiva, arriva quando noi stesse siamo ormai mature per il passaggio. Il tempo di transizione, più o meno lungo, chiede pazienza, è vero, ma poi una volta sbarcate al di là del guado è tutto in discesa ;-)

  20. Ciao!
    intanto ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza e insieme a te altre meravigliose donne vere che non hanno avuto paura del pregiudizio.
    Ho 37 anni e da quando ne ho 19 ho realizzato di avere i miei primi capelli bianchi.
    Giá un anno fa ho provato a fare un taglio drastico cortissimo per vedere quanti capelli bianchi avessi. E devo dire che ne avevo già parecchi. Ma la mia parrucchiera, che pensavo fosse quella di fiducia, mi aveva completamente dissuasa dall’idea perché secondo lei io sarei stata male. Oggi mi ritrovo coi capelli lunghi fino alle spalle e dopo i primi segni di ricrescita non ho più il coraggio di tingerli. Devo solo trovare la persona giusta che mi incoraggi a fare questo passo e che abbia professionalità e creatività tale da accompagnarmi in questa transizione. Ovviamente la maggior parte delle persone intorno a me pensano sia un errore. Ma il mio compagno mi appoggia e già è qualcosa…
    Cerco di documentare la mia storia e il mio passaggio per poterli condividere con tutte voi, sperando di arrivare al termine soddisfatta e senza ripensamenti. Ma anche quella sarebbe parte della mia storia. In tutta onestà essere se stesse significa anche questo: essere libere anche di esprimere le proprie paure e debolezze qualora affiorassero.
    Buona transizione a voi e a me!

    1. Cara Sonia, grazie della tua condivisione! Il fatto che il tuo compagno ti appoggi è già una spalla enorme (di solito, nel passaggio al bianco bisogna attraversare tante paure, da quella di sentirsi più vecchie a quella di sentirsi meno attraenti), ma come ben testimonii anche tu, è una liberazione che viene da dentro. Io vedo stare bene sia le bianchissime, sia certe grigie con un mélange molto armonico e ordinato; cioè: la proporzione dei bianchi incide, ma non in tutti i casi. In genere quello che hai si armonizza bene con chi sei, a patto di trovare il taglio giusto e, nel look generale, il giusto mix che ti faccia sentire bene ed esprima la tua personalità. È un’occasione per far uscire se stessi, non necessariamente per spegnersi o invecchiare. Questa la mia esperienza.
      Un abbraccio virtuale :-)
      PS. Hai fatto caso al tuo cognome?

    2. Ahahah, sì sì ci ho fatto caso, anzi il giorno che ho preso questa decisione ho detto ironicamente : così finalmente divento davvero Sonja Bianco!
      Grazie ancora… a presto!

  21. buongiorno sto leggendo questi bei commenti, menomale!!! … non sono l’unica ad avere questo problema, anch’io ho la ricrescita, ho i capelli lunghi e mossi e pensavo di camuffare la ricrescita con dei ciuffi colorati , voglio evitare di farli tutti neri, essendo una donna di 49 anni anche se non li dimostro, essendo una signora molto estrosa e nemmeno intendo tagliarli, anzi ho fatto la permanente per averli più mossi , più voluminosi, che mi consigliate?

    1. Ciao Wilma, io ti consiglio di trovare ‘la tua Zelinda’, cioè qualcuno che possa darti il la nella transizione con professionalità, tenendo conto del tuo look complessivo e aiutandoti a trovare le soluzioni più adatte al tuo caso. Per incoraggiarti, ti posso solo dire che, in senso lato, estro e bianchi sono una combinazione perfetta ;-)

  22. Ciao a tutte anche io sto iniziando quest’avventura con i capelli bianchi perche le tinte non durano quasi niente e il bianco sta prendendo il fashion style del momento.Le vostre testimonianze mi aiutano a percorrere questo periodo di transizione e a vedermi più al naturale.Con affetto Patrizia.

  23. Ciao Antonella mi chiamo Maura ho 45 anni e anch io sono dalla tua parte. Ho i capelli corti un po a cresta e sono schiava della tinta visto che a casa specialmente mia figlia mi fa notare subito quando intravede qualche capello bianco, ma ormai sono arcistufa di questa schiavitù, ogni 15 gg dal parrucchiere e sinceramente mi sento molto apatica , piatta … non ho un identità… mi è sempre piaciuto avere i capelli corti e da un po’ pensavo a non tingerli più ma è più la paura dei miei familiari che la mia… sono intanto contenta di queste testimonianze… ora mi manca quel via… per poter dare il colpo definitivo… so già che mi darebbe un enorme carica e in unicità particolare…. spero avvenga presto , un grande abbraccio, spero di farti sapere al più presto !!!

    1. Cara Maura, inizia a guardarti in giro e a notare le bianche che circolano, come lo fanno, qual è la loro femminilità e come la portano, su cosa puntano per sentirsi bene con se stesse (alla fine la chiave è quella). Ti dicessi che è un colore come un altro, bè, un po’ mentirei. Ma se lo porti a tuo modo, se ti piaci, se ci giochi e se ne approfitti per valorizzare la tua persona e immagine a tutto tondo, allora ci hai senz’altro guadagnato :-) Buona muta!

  24. Anche io sono una dal capello bianco precoce, ho iniziato a vedere i primi attorno ai 21 anni e poi più avanti a tingermi, in genere di nero che era praticamente il mio colore naturale. Circa tre anni fa (ora ho 46 anni) la mia parrucchiera mi ha suggerito di smettere di tingermi e di passare al grigio, cosa che segretamente io avrei voluto fare anche da più giovane ma non avevo mai osato fare, nell’assurda convinzione che una mora non potesse portare un colore o non-colore così diverso dal suo.

    La transizione è durata parecchio, più o meno sei mesi tra l’ultima tinta e la prima decolorazione: la mia fortuna è che all’epoca portavo i capelli molto corti, quindi ogni tanto potevo tagliar via un pezzo di capelli colorati.

    Adesso ho il colore che voglio: ogni tanto (due/tre volte l’anno) decoloro completamente i capelli, li tonalizzo di grigio non troppo scuro e poi lascio che ricrescano: ho ancora una ampia base di capelli neri e quando iniziano a crescere l’effetto è ottimo, al punto che spesso mi capita che mi chiedano dove e come sono riuscita a farmi i capelli con quell’effetto.

    Certo sono capelli da “mantenere”, ma il segreto per chi si decolora è trovare un professionista che sa quel che fa, per non rovinare i capelli e soprattutto per evitare l’effetto giallo al primo shampoo.

    Devo dire, infine, che per me non è stata una transizione sofferta, e anche chi è vicino a me non ha messo becco nelle mie scelte (anzi, le apprezza). A chi ha commentato qui e sta cercando ancora la sua strada dico di avere coraggio e di mettersi alla ricerca del parrucchiere giusto, e poi il resto verrà da sé :)

    1. Ciao Daniela, grazie del tuo passaggio e incoraggiamento – e complimenti ai tuoi familiari che non si sono opposti (sapessi quanti mariti e figli ho sentito che osteggiassero la cosa, e non è una remora facile da vincere).
      Della tua testimonianza mi ha colpito questa frase: «… nell’assurda convinzione che una mora non potesse portare un colore o non-colore così diverso dal suo». Confermo, questa convinzione c’è :) Però, a onor del vero, io mi sento ancora ‘mora dentro’… Forse solo un po’ più saggia :-D

  25. Ciao a tutte,
    mi sono imbattuta in questo articolo perché ho googlato “come smettere di tingermi i capelli”.
    In effetti non ne posso più di queste tinte che per quanto di autodefiniscano “non aggressive” hanno ridotto i miei stupendi capelli ad un’arida steppa.
    Ho 53 anni e li tingo dall’età di 24: precocemente canuta, troppo precocemente.
    Sono nata castana ma adesso li ho biondi e al momento la mia parrucchiera mi consiglia di continuare a tingerli ma io sono contraria: sono in difficoltà perché porto ancora i capelli lunghi e difficilmente potrei tagliarli corti (per via della forma del mio viso) .
    Abito a Torino e Piacenza è veramente troppo lontana per me altrimenti avrei già telefonato al salone Regina.
    Mi domandavo se la tua Zelinda avesse qualche collega da consigliarmi qui a Torino.
    Grazie in anticipo.

    1. Ciao Lina, grazie a te della condivisione e del passaggio.
      Ti do due dritte: scrivi al Salone Regina su FB, riferisciti a questo mio articolo e chiedi se hanno qualcuno da consigliarti a Torino. Non si sa mai, Zelinda e il suo team sono molto viaggiatrici e dinamiche, in formazione continua, e senz’altro parte di una rete di professionisti estesa.
      Oppure, piano B (local guide), mi sono permessa di interpellare una giovane collega, che alterna tra decolorazione e mélange brizzolato, con un taglio corto e capelli forti, la quale mi dà queste indicazioni:
      – Max&Masina, a Rivoli, uno dei top in zona
      – Veronica Racca, a Torino, in via Francesco Morosini 4: superbrava nel taglio, non testata come colorista, ma così empatica nei modi che potrebbe essere molto adatta per accompagnare nella transizione
      – Stiledomani, a Piossasco: Angela è una colorista eccezionale, studia in Germania, ma soprattutto è bravissima a capire e interpretare le esigenze individuali.
      La vostra piazza è molto ‘su’ dunque mi dicono che nessuno di questi è low cost; ma per una scelta così importante e ‘definitiva’ magari può valere la pena. Io selvatica ero prima e ora rimango, ma comunque non ho abolito il parrucchiere del tutto. Taglio e stile devono essere sempre abbastanza curati e manutenuti, a maggior ragione con i bianchi :-)

  26. Ciao a tutte, io ho 31 anni, ho delle ciocche di capelli bianchi che si diramano dalle tempie e che vanno ingrandendosi col passare del tempo. I primi sono comparsi quando avevo 16/18 anni.

    Io ho già deciso che mi piacciono, li trovo affascinanti, e non sono sempre visibili quindi non mi creano alcun problema sociale… a parte con mio marito, che da questa estate mi tempesta dicendomi che non sono attraente con i miei capelli bianchi.

    Infatti vi scrivo dopo l’ennesima litigata a riguardo.

    Io resisto, non per uno sciocco femminismo ma perché credo fermamente che bisogna accettare i regali del tempo. Ogni capello bianco, ogni ruga, ogni cicatrice ha la sua storia, porta il suo insegnamento. E adoro il mio caldo castano naturale che nessun colore artificiale potrebbe replicare!

    Mi sono anche sposata due anni fa con i miei bellissimi capelli bianchi, ed ero pettinata in un modo che non li metteva in evidenza ma neppure era volto a nasconderli, perché per me non sono un problema.

    Non so se parlo spavaldamente, adesso che quello che viene considerato “il problema” risulta tutto sommato contenuto, per poi magari cadere nella copertura del bianco, che resta, viene solo coperto, con il trascorrere degli anni.
    Quello che sento è che nessuna convenzione dovrebbe decidere quando una persona sembra che “si tenga”. Mi prendo cura di me, della mia pelle, dei miei capelli, della mia psiche e del mio corpo, ma questo non significa che devo usare make up, colore o uniformarmi a look che non sento di portare.

    Mi piacerebbe, perché io ho seguito il mio istinto e non ho cercato donne o ragazze che portino con disinvoltura le proprie chiome argentate, vedere le foto delle vostre cartelle, in modo da potermi rincuorare in serate come questa.

    Un abbraccio affettuoso a tutte le preziose teste argentate o che vanno argentandosi!

    Michela

    1. Carissima Michela, grazie di questo tuo appello e della tua condivisione. Io ti posso dire che, se faccio vedere alle persone le mie foto di quando mi tingevo, mi dicono tutti che sto meglio adesso! Forse perché davvero la tinta è una forma di copertura che in certi casi camuffa malamente e non fa altro che evidenziare ciò che vuole nascondere… Un po’ come un make up troppo pesante.
      Bello quello che dici sul curarsi, a modo proprio, senza necessariamente omologarsi.
      Riguardo ai segni del tempo, cerca la canzone di Branduardi, su testo di Vecchioni, La donna della sera. Poi mi dici :-)

  27. Sono esterrefatta.
    Primi capelli bianchi a 16 anni, ora gli anni son 32 e ne ho parecchi e ovviamente, i fetenti, son sparsi qua e la, mica in ciocche ordinate stile Paola Marella. Tonalizzanti, tinte, dermatite, svolta eco-bio nei prodotti per casa e persona che, ovviamente, non è compatibile con la tintura dei capelli (i papponi a base di hennee nemmeno li voglio provare).
    Allora ho deciso, grazie anche a un cambiamento personale iniziato 4/5 anni fa e che ha visto un’impennata dopo circa un anno che ero mamma: non mi tingo più. Il “sistema” mi va stretto, le etichette che ti appioppano mi fan venire l’orticaria, la fiumana di gente vestita, truccata e pettinata nello stesso modo peggio che peggio. Non voglio fare l’alternativa, voglio vivere però libera da tutto questo, libera e basta.
    Oggi sistemavo la biancheria, stavo piegando la maglia che uso quando faccio la tinta in casa: ho piegato il primo lato, mi sono fermata, l’ho guardata. Mi son resa conto che non me ne frega niente se il mondo pensa che a 32 anni DEVI tingerti… e l’ho buttata. Mi è sembrato un gesto grande ma contemporaneamente naturale.
    E stasera…. mi imbatto in questo articolo. Se non è un segno del destino questo!!!!!

    1. Ciao Lisa. Mi sembri molto oltre le questioni pratiche. Bello essere liberi, anche dalle alternative. Io ho iniziato per disperazione, ho finito piacendomi e dando vita a me stessa :-) Good Luck!

  28. Ciao Antonella e complimenti: sia per il tuo bellissimo post che per la tua bellissima chioma!
    Sono mesi che anch’io penso a questo passaggio e… cerco soluzioni: sono molto molto mora (quindi le ricrescite sono drammatiche) e, pur usando una tinta che riprende il mio colore naturale, mi sento sempre più…”finta” e sempre più in trappola.
    Non amo perdere tempo dai parrucchieri e per questo porto i capelli lunghi, quindi la transizione sarebbe ancora più…. lunga, appunto.
    Magari avessi una Zelinda a portata di mano! Se ce n’è qualcuna/o su Torino.. che si manifesti, grazie :-)
    Brava Antonella: blog interessante!

    1. Grazie Lucia! Anche del commento e dell’apprezzamento sul blog in generale 🤗
      La transizione è prima mentale e poi fisica, e mi sembra che sul piano mentale tu l’abbia già compiuta 😉 Scommetto che la tua Zelinda si paleserà presto… Intanto lanciamo l’appello ai lettori e professionisti torinesi: una chioma lunga e bruna è una bella sfida.

      Aggiungo una cosa, giusto per non edulcorare il tutto, ma neanche infierire. Oggi che ho scollinato, posso dire tranquillamente che certi giorni mi sento affascinante e sexy, altri orribile e senescente. Ma – rassicuro tutte – sono praticamente ormai certa che non sia affatto legato ai capelli, ma a uno stato d’animo nell’insieme.

      Un abbraccio dai miei colli quasi imbiancati (di neve) e dalle mie canute chiome!

  29. cercavo su google come poter passare dal capello colorato al bianco naturale che affiora dai miei capelli da quando avevo 25 anni, fino ad oggi che ne ho 41 ho sempre fatto tinte… ho letto e riletto il tuo post e il tuo sito e ho trovato molte similitudini con la mia vita (lavoro nel settore del Biologico, mio marito gestisce degli orti in adozione, ecc) e pure i capelli: voglio smettere di tingerli, perchè fa male, perchè voglio cambiare, perchè sono stanca di essere schiava del colore, perchè voglio sfidarmi e vedere come sto d’argento e poi questo cambiamento dovrebbe far parte di un “cambiamento” più generale! MA…non ho ancora trovato il coraggio!! mia madre bianca fin da giovane ha fatto il passaggio dopo una brutta malattia e mi dice che non devo farlo (forse perchè lo ricollega alla sua malattia), lei sta benissimo col nuovo look, ma ha 65 anni e finiremmo per assomigliarci molto, ma io di anni ne ho 24 in meno! e i miei figli già mi dicono che sono vecchia così…poi i conoscenti, i colleghi, il marito, i parenti che mi dicono “nooo, sei ancora gggiovane!” . Inoltre mi spaventa molto il periodo di transizione, io non so se ce l’ ho la mia Zelmira, la storia dei colpi neri devo suggerirla alla mia parrucchiera…spero elaborare le mie riflessioni e di passare presto ai fatti!

    1. Cara Marica, ti sono grata di questo tuo passaggio e aperto confronto. Ti faccio una domanda molto empirica, da donna a donna: che percentuale di bianchi hai? Fa la differenza. Per me davanti sono il 100%: tingerli era una guerra con me stessa. Dopodiché, ti dico: non forzare, quando i tempi saranno maturi la tua testa silenzierà (o metterà in pausa) tutte le resistenze di amici e parenti. Oggi posso dire, scherzandoci sopra, che gli stessi che allora mi dissuadevano, sono quelli che oggi mi vedono raggiante. Ma invecchiare invecchia, non c’è dubbio (considerando anche che non è l’unico segno, come puoi immaginare); dunque sì, è un grosso lavoro di autostima e rinforzo su noi stesse. Ma che guadagno!

  30. Ciao sirena! Io ho trovato il mio primo capello bianco a 23 anni e da allora a poco ho dovuto cominciare a tingermi perché i capelli bianchi si moltiplicano esponenzialmente e in più hanno il potere di rimanere dritti in cima alla testa come gli alberi, almeno i miei. Quando ho la ricrescita io dico che sono nel periodo puzzola. Avrei una domanda dopo aver visto il video: come capire quando il bianco e’ “giusto”? Grazie!

    1. Cara Elena, ti do un metodo empirico e uno per ‘competenza’.
      1. Empirico: secondo me sta meglio chi li ha molto bianchi, almeno in qualche zona (danno luce) o li ha di un bel mélange piuttosto uniforme, anche sul grigio (il segreto è chiamarlo ‘argento’).
      2. Per competenza: quando una professionista di cui ti fidi ti dice che c’è del buon materiale e ti aiuta a farlo affiorare e a valorizzarlo.
      Può andare? In bocca al lupo ;-)

  31. Cara Antonella, è merito tuo se oggi sono qui senza vergognarmi della mia ricrescita bianca.
    Sono “vittima” di continui commenti negativi altrui da quanto avevo solo 14 e ora che ne ho 32, sono sposata, ho un bel lavoro e dalla vita non chiedo altro che un figlio, ho deciso di fare come te, cambiare!
    Lo sforzo maggiore non è tanto fisico (a volte basta non guardarsi allo specchio) ma emotivo.
    Affrontare quasi tutti i giorni le domande delle persone (ma hai i capelli bianchi? Così giovane e con i capelli bianchi? Non ti fai la ricrescita?) e i loro sguardi puntati sulla mia frangetta, non è per niente facile.
    Ma continuo a ripetermi che dovranno abituarsi a questo e che lo faccio in primis per non “intossicare” mio figlio (se arriverà), poi perché voglio dimostrare a tutti che con o senza capelli bianchi sono sempre Io e non un’altra persona!
    Quindi Antonella fammi gli auguri e spero di non mollare.
    Ps: se può servire a qualcuno, io per ora sto usando uno spray del colore dei miei capelli (castano) che metto sulla ricrescita. Non ne spruzzo tanto, quel poco che basta per far confondere ricrescita e capelli scuri. I capelli bianchi in questo modo fanno effetto sale e pepe. Il colore va via con l’acqua. È una soluzione provvisoria fin tanto che non potrò tagliarli e averli tutti color naturale.

    1. Grazie della tua testimonianza, Caterina!
      Certo, che faccio il tifo per te. Io consiglio di trovare un buon parrucchiere che supporti e agevoli la pratica, con qualche consiglio di stile adatto al tuo viso e temperamento. Comunque la soluzione empirica che hai trovato mi sembra ottima, se per te funziona a ‘traghettare’. Figurati che io a suo tempo comprai una sorta di mascara per capelli, per coprire la ricrescita. Credo di non averlo mai aperto. Nel momento in cui la testa si decide, i capelli seguono e anche i palliativi vengono meno ;-)
      In bocca al lupo anche per l’altro fronte, facci sapere!

  32. Ho effettuato lo stesso identico percorso: convincimento con me stessa, raccolta tagli e colori donne con capelli bianchi/grigi, convincimento dei conviventi e non, ricerca soluzione passando per matite copri ricrescita per circa cinque mesi, poi la soluzione. Taglio bob e inizio meches nere per arrivare gradualmente al grigio totale con grande “mechata” bianca sul davanti.
    Anche io avevo iniziato a tingermi per gioco a soli 14 anni, poi la necessità verso i 30 e via via l’incubo della ricrescita. Ancora sto percorrendo questo cammino con grande soddisfazione e libertà con l’aiuto della parrucchiera che mi segue.
    Mi sia concessa una riflessione: noi donne dobbiamo sudarci tutto, anche la libertà di non tingerci i capelli!!!

  33. Ok è vero, mi ha detto bene, ho 49 anni e i primi capelli bianchi si sono affacciati solo da qualche anno… e sono anche timidi?. Non ho mai amato le tinte, trovo che per quanto ben fatte (e non è facile trovare professionisti abili nel colore) non eguagliano mai il colore naturale.

    Già da una decina di anni porto i capelli corti che mi donano molto. Incalzata dalla mia parrucchiera mi sono lasciata convincere a fare dei sottili colpi di sole… ma niente da fare, non sono costante, e quindi ho deciso di non impantanarmi in quel circolo vizioso che è la ricrescita.

    Leggere il tuo articolo ha rafforzato la mia convinzione ?

    Sicuramente avantaggiata dall’essere una castana chiarissima, quasi bionda scura, ho deciso di accettare la mia età e i suoi cambiamenti, pur mantenendo uno stile sbarazzino e giovanile.
    Grazie per il supporto: è bello sapere che non sono la sola e che andare contro le convinzioni comuni non è per tutti, ma per molte ?

    1. Grazie Stella sbarazzina! Sì, siamo in tante e mi fa piacere che il post sia di sostegno, sia per chi è ancora in bilico, sia per chi ha già valicato e magari trovi qui una conferma ‘solidale’ a posteriori, che comunque è sempre un rinforzo :-)

  34. Quando ho deciso di smettere di tingere i capelli bianchi ho fatto così: all’inizio ho fatto in casa per un paio di lavaggi il “decapaggio” naturale con la vitamina C (in rete trovate la ricetta), e anche se li lascia un po’ crespini, devo dire che un tono lo ha scaricato tutto, comunque questo primo passaggio non è indispensabile; poi sono andata dalla parrucchiera a farmi le meches chiare, in questo modo mi ha tolto dall’imbarazzo della ricrescita effetto “riga bianca” che è davvero orribile a vedersi; successivamente, quando la ricrescita ha raggiunto i 10-15 cm, le meches chiare si fondevano piuttosto bene con la ricrescita bianca, e andava bene così, mentre le ciocche più scure (io mi tingevo di castano/castano scuro) facevano stacco netto con i capelli bianchi, allora le ho tinte io a casa di castano, tipo colpi di buio, però diradandoli, e poi via via sempre più diradati.
    In questo modo ho risolto il problema della ricrescita bianca netta e mi sono sentita molto più a mio agio, in più ho avuto il tempo di abituarmi psicologicamente a vedermi e a sentirmi sempre più “chiara”.
    Io che ero bruna, mi chiedevo cosa avrebbero detto tutti a vedermi prima mechata-biondina e poi sempre più bianca; invece fin da subito anche in famiglia (che sono sempre i più criticoni) mi hanno detto che stavo bene, che sembravo più giovane e il viso era più luminoso. Quindi io vi esorto a non avere timori e ad osare. Per quelle che non vogliono tagliarsi i capelli molto corti vi posso testimoniare che questa strategia ha funzionato egregiamente.

  35. Anch ‘io sono dipendente sala tinta, nera, scura, ho 44 anni e non ne posso più. Sto ancora cercando una soluzione! Ho i capelli lunghi fino alle spalle, mi spiacerebbe tagliarli, ma bianconera… Posso andare al circo! Non so più come fare

    1. Ciao Giorgia! La mia esperienza suggerisce di trovare un professionista che guidi nella transizione, capace di declinare una soluzione che tenga conto della tua chioma, del tuo stile, di chi sei tu. Dove abiti?

  36. Ho cominciato ad avere i capelli bianchi prima dei 20 anni ed all’inizio le striature bianche nei capelli ancora neri erano qualcosa di singolare. A 30 quando ormai i miei capelli erano più bianchi che neri una signora sulla sessantina mi ha chiesto se per caso i nostri figli andavano a scuola insieme!!! Dopo questo episodio ho cominciato a colorarmi i capelli per qualche tempo ma poi sono tornata sui miei passi ed ora a 50 anni li ho 100% bianchi. La canizie precoce è sempre stata una caratteristica della mia famiglia, a partire da mia bisnonna fino a mia figlia che a 25 anni sta imbiancando anche lei rapidamente ma sta accettando questa cosa pur con qualche mugugno.

  37. Grazie… Io ho 42 anni e sebbene mi tinga solo da 4 sono già stufa e mi pesa sempre più buttare via tempo e denaro in questo modo, per non parlare dei giorni che passo con l’orribile ricrescita! Mi sembra davvero una dipendenza di cui dover liberarmi e quando vedo a fianco a me dal parrucchiere candide signore di 85 anni, che sarebbero stupende col loro colore naturale, tingersi di nero o rosso, mi dico che non voglio ridurmi così. Il problema, o forse l’opportunità, che ho è che sono bianca a strisce qua e là e non so se è ora il momento di fare il passaggio per sfruttare una certa gradualità naturale nel cambio o se invece valga la pena di tingerli ancora per un po’. Mi scuso per la lungaggine… Ti ringrazio infine in particolare per aver affrontato l’argomento in modo così spontaneo e chiaro: mi sento spesso davvero sciocca ad arrovellarmi il cervello su un problema, che confrontato alle mille altre questioni che la vita ogni giorno si pone, è davvero in definitiva non così importante. Invidio moltissimo la tua chioma naturale e penso che se avessi anche io dei capelli così non temerei questo passaggio! (messaggio scritto dal parrucchiere con la tinta in testa)

    1. ​Cara Leda, mi ha fatto sorridere il finale, autoironia strepitosa! Per me il punto di svolta – dopo tanti ondivagamenti, come hai letto – è stato trovare una professionista abile e consenziente, che mi aiutasse nel passaggio, in base alle caratteristiche del mio viso e della mia chioma. Io per esempio sono canuta davanti, più sale e pepe dietro; ti farà sorridere sapere che ho iniziato a guardare il retro con occhi diversi quando qualcuno ha cominciato a chiamarlo, anziché brizzolato (bleah), ‘mélange argento’ (wow!). Insomma, auguro a ciascuno di trovare ‘la propria Zelinda’ o comunque un valido alleato, che sappia interpretare il tuo dato di partenza e il tuo potenziale di arrivo. Psiche e soma poi, via via, si armonizzano a vicenda :-)

    2. Buonasera. Grazie a questo articolo scritto per esaltare la bellezza dei capelli bianchi. Ho 65 anni e capelli brizzolati ma vorrei avere colpi di bianco neve. A Roma dove posso trovare una bravissima parucchiera?

  38. Brava hai scritto proprio un bell’ articolo utile per chi come me ha intrapreso questa strada con non poche perplessità….sono 9 mesi che non tingo i capelli e anche io sono armata di archivio fotografico di belle donne in grigio che infondono sicurezza….purtroppo non posso tagliarli troppo corti e quindi questa mezza strada è molto ripida però quando mi muovo con sicurezza ottengo anche pareri favorevoli .Ho 52 anni e questo Grey mi ringiovanisce….donne liberiamoci

    1. Grazie Viviana! Il tuo bellissimo invito “Liberiamoci”, mi fa sorgere il desiderio di confidare un pensiero. Quella libertà, che inizialmente è un fine, diventa poi un mezzo. E dunque anche i bianchi, che inizialmente sono un punto d’arrivo, una meta, un approdo di libertà, diventano poi un mezzo per la propria femminilità, che ricomincia a fiorire ;-)

  39. brava, io purtroppo non ne ho tanti di bianchi, ho tagliato tutto a zero a giugno scorso, ma erano bruttissimi e non ho resistito appena sono ricresciuti ho ricolorato… vorrei riprovare…

    1. Ciao Celeste, grazie del tuo passaggio. Io dico sempre: se i bianchi sono pochi o non superano la ‘soglia di maggioranza’, secondo me può valere la pena coprirli. Io ho fatto una scoperta – di piacermi e di sentirmi credibile – che deriva senz’altro anche dal fatto che sono canuta, o quasi. Remare contro era impossibile o comunque molto faticoso… Poi, da una necessità, è scaturita una grande libertà :-)

  40. Brava! Ho 43 anni e anch’io, per vari motivi, da qualche mese non faccio più l’henné. I primi capelli bianchi sono spuntati a 26 anni. Io ho tagliato i capelli cortissimi, quindi la transizione è stata breve. Non mi stanno bene come a te, però è stata davvero una liberazione! ?

    1. Grazie Michela! Condivido il senso di libertà e l’Impagabile risparmio di tempo e di pensieri! A ‘starci’ bene ci ho messo un bel po’, credimi, ci è voluto tempo a saper portare e abitare la nuova chioma. Ora che leggo tutto a posteriori è immensamente più facile ;-)

    1. Ciao Luca, ti rispondo con la tua stessa informalità e franchezza: grazie! È un articolo in cui mi sono esposta molto. Sapessi quanto ci ho messo a sentirmi come dici, in quella chioma. È stata una enorme conquista, sia interiore che esteriore. Cerco di tenere alta la bandiera della femminilità ogni giorno, con alti e bassi, ma comunque viva ;-)

  41. Grazie della testimonianza, l’idea di fare dei colpi scuri mi sembra una genialata!
    Anni fa decisi che a 50 anni avrei smesso di farmi la tinta ma credo che smetterò prima, mi mancherebbero 5 anni di tinta – che stress, che perdita di tempo (preferisco leggere o camminare) e il colore è mai esattamente come lo vorrei

    1. Ciao Elena, grazie del tuo passaggio. I colpi scuri mi hanno decisamente aiutato. Sia a non obbligarmi a un taglio corto, peggio ancora a spazzola, che avrei sofferto come un’ulteriore rinuncia alla mia femminilità; sia a fare un attraversamento lento, a cui abituare piano piano me stessa e gli altri . Avevo bisogno di arrivarci gradualmente. Ora sono contentissima, o comunque non penso più ai capelli come a un problema :-)

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