Piccolo vademecum di risparmio energetico per la nostra vita quotidiana

In Vivere sano a proposito di ,
M’illumino di meno 2019: vademecum di risparmio energetico

Per quanto passiamo il tempo a lamentarci della politica, ad attenderci soluzioni dall’alto e a ripeterci che «tanto è tutta una questione globale e geopolitica, siamo solo una goccia nel mare», non possiamo nemmeno sottovalutare la nostra responsabilità individuale e la capacità che abbiamo, comunicando e influenzandoci a vicenda, di determinare il futuro.

M’illumino di meno

Oggi è il primo marzo 2019 e compie 15 anni M’illumino di meno,* la giornata lanciata nel 2005 dalla trasmissione di Radio Rai 2 Caterpillar, con l’intento di sensibilizzare su risparmio energetico, economia circolare e stili di vita sostenibili.

È un’occasione per creare o aderire a iniziative che puntino a disinquinare, risparmiare, riutilizzare, ridurre gli sprechi. L’intento non è certo di circoscrivere queste esperienze a un unico giorno all’anno, ma di inserirle nelle nostre abitudini quotidiane, portando all’attenzione sociale il tema dell’impatto energetico e suggerendo comportamenti virtuosi a portata di ciascuno di noi.

Per chi non lo sapesse, M’illumino di meno cita parodisticamente i versi della poesia di Ungaretti «M’illumino / d’immenso» (un settenario spezzato): espressione laconica e nello stesso tempo mistica di una recluta di guerra che, nel 1917, approfitta di qualsiasi spiraglio di luce per sentirsi vivo. Un contesto ben differente dal nostro.

In varie città d’Italia troverete eventi o cene, con una o più caratteristiche tra queste:

  • a lume di candela (come atto romantico-simbolico; l’alternativa allo spreco elettrico sono le luci a basso consumo, vedi sotto)
  • dove giungere a piedi o in bicicletta
  • plastic free: niente stoviglie o imballaggi di plastica; ancora meglio se con piatti, posate e bicchieri lavabili e riutilizzabili, per dire no all’inquinamento e contemporaneamente al consumo usa e getta
  • svuota frigo, per smaltire gli avanzi e magari approfittare per sbrinare il freezer, o con prodotti scaduti (fino a un certo punto)
  • rifiuti zero, con la premura di recuperare tutti gli avanzi in doggy bag o in compostiera, come sempre si dovrebbe fare, anche nei ristoranti
  • con baratto o scambi di cose, sia per provare l’ebbrezza di ricevere senza acquistare, sia per prevenire il decluttering, l’operazione periodica necessaria allo smaltimento degli accumuli.

Persino l’illuminazione pubblica annovera oggi ‘spegnimenti’ importanti, dal Teatro Massimo di Palermo al Forte di Bard ad Aosta, passando per il Quirinale e le Camere a Roma, la Torre di Pisa, il Castello Sforzesco a Milano, Piazza San Marco a Venezia e tanti altri.

Negli scorsi anni, per l’occasione si spensero la Torre Eiffel a Parigi, la Ruota del Prater di Vienna e i Foreign Office a Londra.

Ma tornando a ciò che abbiamo a portata di mano, vediamo in cosa consiste il risparmio energetico.

Tutte le forme di risparmio energetico

Risparmio energetico può significare tante cose:

  1. ridurre i consumi superflui ed evitare gli sprechi
  2. rendere più efficienti i nostri approvvigionamenti energetici
  3. utilizzare energie rinnovabili, per non decurtare le risorse limitate del pianeta.

Non mi occuperò qui dell’enorme tema delle energie sostenibili e rinnovabili nelle nostre case, aziende, industrie, nei trasporti e nella mobilità, privata e non solo. Per questi macroargomenti e tutte le sotto-articolazioni possibili, mi piacerebbe invitare esperti indipendenti a produrre articoli divulgativi, molto chiari e a fuoco (qualcuno all’ascolto?).

Riguardo all’energia domestica e civile, mi limito a indicare il sito di Enea.it, l’agenzia nazionale che gestisce le detrazioni fiscali legate alla riqualificazione energetica degli edifici attraverso ristrutturazioni, sostituzioni, nuove installazioni di determinati impianti.

Mi concentro piuttosto su alcune prassi di riduzione o efficientamento dei consumi, con una carrellata di piccoli gesti quotidiani a portata di chiunque.

Temperatura degli ambienti

  • Ovunque ci sia un termostato regolabile, in ufficio o a casa, nei mesi invernali conviene limitarsi alla temperatura di 18-19° C (se vi sembra bassa, abituatevi un grado alla volta e regolatevi nell’abbigliamento). Ne giovano la salute, l’ambiente e il portafogli. Se abitate in condominio e i vostri vicini esagerano, approfittate dei loro consumi per redistribuire la ricchezza e l’energia in eccesso. Ho letto che ogni grado centigrado in meno di temperatura ambiente consente di tagliare i costi annuali del 5-10% (ingegneri: non so se è una decurtazione ad andamento lineare, abbiate pietà di queste approssimazioni – tolleranza che vi chiedo per tutto l’articolo).
  • Il termostato è un grande amico non solo per la regolazione della temperatura, ma anche per la programmazione settimanale e oraria. Se di notte si tiene il limite a 16° e si chiude sempre l’impianto quando non si è in casa, si risparmia circa un altro 10% sulla bolletta.
  • Quando il riscaldamento è acceso, finestre e porte rimarranno chiuse. Per cambiare aria, qualche minuto è più che sufficiente.
  • Installando le valvole termostatiche sui caloriferi, si ottiene un risparmio di energia fino al 20%.
  • Osserviamo le buone norme (oltre che le leggi) per la manutenzione del proprio impianto.
  • Paraspifferi e salsicciotti sotto le porte riducono le dispersioni di calore.

Condizionatori e climatizzatori

Se li usate o sono necessari perché vivete o lavorate in un ambiente torrido-umido, confidate in quelli di classe A, correttamente dimensionati per gli spazi, eventualmente combinati con generatori (pompe) di calore di nuova generazione, in grado di assistere o sostituire l’impianto di riscaldamento. Ricordatevi che tenere la temperatura corretta (senza esagerare nell’abbassarla) incide sulla bolletta, sull’inquinamento e sulla salute.

Per il resto, io preferisco sempre il ventilatore.

Non amo il condizionatore: me lo sento subito in gola e nel respiro, e mal sopporto quella sensazione di ‘camera chiusa’ in aria fredda controllata, specialmente in un ambiente piccolo come la macchina – men che meno in vacanza quando voglio entrare in osmosi con il territorio e sentirne i profumi.

Acqua calda sanitaria, boiler, igiene personale

  • Si considera meno energivora la doccia rispetto al bagno. Quando si fa il bagno, c’è tutto lo scorrimento a perdere di acqua fredda finché non si raggiunge la temperatura desiderata, e quello successivo a scorrere, per risciacquare sé e la vasca. La cubatura di una vasca inoltre contiene più acqua di quella che in media consumiamo in una doccia veloce. Il bagno resti pure come eccezione romantica o anti-stress terapeutico.
  • Regoliamo il termostato della caldaia a metà: 40-42° sono più che sufficienti, è inutile esagerare con il calore da produrre, per poi ricorrere all’acqua fredda con il miscelatore.

A proposito di lavarsi (attività in cui, al netto del decoro e delle convenzioni sociali, non dobbiamo comunque esagerare), non vedo l’ora di parlare anche di cosmesi e detergenza personale – ma non è questa la sede, pazientate.

Illuminazione

Le lampade a incandescenza sono uscite dal mercato da mo’, progressivamente limitate dal 2009 fino all’abolizione nel ’12, salvo esaurimento scorte o utilizzi particolari. Oggi sono ammesse solo lampade alogene, fluorescenti e a LED. Queste ultime costano di più all’inizio, ma hanno vita molto più lunga e concedono un risparmio dei consumi fino al 70%.

Se servono accensioni e spegnimenti frequenti, meglio usare le lampade a LED o alogene a risparmio energetico. Altrimenti, per illuminazioni prolungate vanno bene le fluorescenti compatte o tubolari.

  • Abituiamoci – e abituiamo i nostri inquilini, familiari e figli – a spegnere le luci inutili. Usiamo timer o sensori dove servono giusto luci di cortesia o di passaggio.
  • Si utilizzino sempre lampade per un’illuminazione focalizzata su tavoli, scrivanie, comodini e in cucina.

Riguardo alle luci fisse, H24, dei palazzi e delle vetrine commerciali: no grazie, salvo eccezioni a scopo di valorizzazione culturale. Ricordiamoci che con l’inquinamento luminoso non possiamo né vedere le stelle, né coltivare il romanticismo notturno, né ripassare la mitologia (tutte cose che non serve che qualcuno annoveri nell’elenco del patrimonio dell’umanità, giusto?).

Elettrodomestici

I led di stand by degli elettrodomestici consumano più di quanto immaginiamo (chi dice il 5-10%, chi dice il 30% della bolletta; alcuni siti forniscono persino degli strumenti per calcolarne l’incidenza), dunque possono essere tranquillamente spenti, almeno di notte.

Per cominciare, ecco i suggerimenti principali:

  • collegare questi apparecchi a una ciabatta dotata di interruttore; esistono anche con il timer di spegnimento automatico.
  • Quando si acquista un elettrodomestico, controllare il consumo in modalità stand by, indicato in etichetta.
  • Tenere d’occhio modem, router, macchinette per il caffè, monitor, stampanti, stereo e casse collegate, caricabatterie, televisori, console da gioco, spazzolini elettrici: ricordiamoci di spegnerli o staccare la spina.
Riguardo all’inquinamento elettrico ed elettromagnetico – per esempio del cellulare o del wifi –, alcuni studiosi li annoverano tra i fattori di inquinamento invisibili più importanti in cui siamo immersi, in grado di interferire con il sonno e le nostre funzioni cerebrali. Per approfondire, un esperto in materia è Carl de Miranda, di cui è stata tradotta in italiano la Guida pratica per ridurre le onde elettromagnetiche.

Un’altra indicazione ovvia è munirsi di un caricabatterie per pile ricaricabili.

Lavatrice

  • Avviamo la lavatrice sempre a pieno carico e senza esagerare con le temperature; anche il prelavaggio si può evitare. In alcuni modelli, c’è un allaccio che consente l’ingresso di acqua calda.
  • Per decalcificare, ottima la soluzione di acqua e acido citrico (che si può usare anche al posto dell’ammorbidente).
  • Teniamo il filtro pulito.

C’è tutto l’argomento anche dei detergenti e delle pulizie ecologiche, che toccherò in un altro articolo. Intanto potete leggere Come rimediare in modo naturale a un errore di lavaggio.

Lavastoviglie

  • Valgono gli stessi criteri della lavatrice: pieno carico e temperature fino a 50°. Per poca roba, conviene lavare a mano.
  • C’è chi evita l’asciugatura indotta, aprendo lo sportello prima della fine e lasciando entrare l’aria dell’ambiente.
  • Anche qui, filtro ben pulito e l’acqua decalcificata con acido citrico (che fa anche da brillantante, ne riparlerò).

Anche qui c’è il grande tema dei detergenti. Le pastiglie imballate a una a una sono un grande spreco di risorse. Meglio quelle sfuse o ancora meglio i detersivi sfusi e con ingredienti ecologici e biodegradabili. Nel lavaggio a mano, diluire sempre il prodotto e abolire quelli non eco. La schiuma prodotta da tensioattivi chimici ci dà un sacco di soddisfazione, ma è nemica dell’ambiente.

Frigo

  • La temperatura raccomandata per il frigorifero è tra 1 e 4° C e per il freezer è ‐18°C. Temperature inferiori non servono e producono consumi inutili.
  • Idem tenere aperta a lungo la porta del frigo spreca energia. Nei frigo di nuova generazione si può usare la funzione di carico della spesa (ma chi si ricorda di inserirla?), ma la soluzione logica è soprattutto quella di ottimizzare i tempi di carico, sbrigando fuori le pratiche di sballaggio e limitandosi ad aprire la porta per la sola, rapida, immissione dei cibi. Avere il frigo ben razionalizzato e in ordine aiuta.
  • Non introduciamo contenitori con alimenti ancora caldi e non saturiamo completamente gli spazi.
  • Se non sono di tipo no frost, frigo e freezer vanno sbrinati regolarmente, 1 o 2 volte l’anno.

Forno

I forni elettrici, introdotti e diffusi da qualche decennio, sono molto più comodi di quelli a gas, ma consumano il doppio. Anche qui, non esageriamo con le temperature e abituiamoci a spegnere il forno prima della fine della cottura (almeno un quarto d’ora prima).

In genere si dice che il forno a microonde consumi circa la metà di un forno elettrico, ma io appartengo a quella scuola di razdore che ne fa a meno, sia perché in cucina siamo già abbastanza sommersi di robot, sia perché seguo metodi di cottura che lavorano in tutt’altro modo (vedi sotto) e vorrei tenere d’occhio anche i materiali di utilizzo.

Se siete preoccupati dei campi elettromagnetici e delle radiazioni delle microonde, l’AIRC si è espressa sul fatto che si tratti di radiazioni non cancerogene, a bassa energia e non ionizzanti (in pratica le stesse che emette un cellulare, salvo che nel microonde tutto si svolge in una camera chiusa); la FDA dice comunque, precauzionalmente, di non stare lì davanti mentre è in funzione.

Alimentazione

Tutte le nostre scelte alimentari incidono sull’impatto ambientale per qualità, provenienza e quantità. L’argomento sta alla base di tutto il mio blog. Favorire l’economia di piccola scala locale, sinceramente biologica, e ridurre o abolire il consumo di carne, soprattutto da allevamenti intensivi, rientrano tra le soluzioni che ho adottato e ritengo più che praticabili.

Cottura cibi

La cottura in pentola a pressione consente di dimezzare i tempi e i consumi. Sono fatte in acciaio inox a fondo spesso, che sono un buon materiale, che si dice non rilasci o rilasci poco. In quasi tutte le preparazioni, un tot del tempo di cottura si può fare a fuoco spento (la pentola preserva il calore e il contenuto continua comunque a cuocere, anche se senza sfrigolare). C’è chi sfrutta la ‘cottura passiva’ e cuoce mentre va in giro in bicicletta. Se siete nuovi alla cucina sana, approfittate dell’articolo di Serena Bivona con tutte le istruzioni per la cottura dei cereali per assorbimento.

– • – • –

Concludo augurando a tutti una buona giornata ‘M’illumino di meno’ e zero waste, auspicando che possa essere passata in compagnia: la vita comunitaria, se gestita con intelligenza e in sharing economy (nome moderno per un’invenzione antica), è uno degli strumenti principali di risparmio energetico. A dimostrazione che salute sociale e salute ambientale sono strettamente collegate.

Note: Libri letti e piaciuti riguardo al tema del risparmio energetico e della sostenibilità:

  • Elisa Nicoli, Senza pesare sulla terra, Ediciclo 2014 (che riporta una bellissima citazione di Norbert Lantschner, fondatore di CasaClima: «L’energia intelligente è quella non consumata»)
  • Marinella Correggia, Zero rifiuti, Altreconomia 2014, che contiene tante strategie di prevenzione, personali e collettive
  • Rossano Ercolini, Non bruciamo il futuro, Garzanti 2014, sul tema del ciclo virtuoso dei rifiuti, in alternativa agli inceneritori. Per me, un uomo da Premio Nobel.

Se vi va, scrivetemi nei commenti altri titoli o link utili al tema.

Foto di copertina: ColiN00B / Pixabay.

Avatar

di

Ho creato questo blog per aiutare le persone a mangiare meglio e per valorizzare i piccoli contadini seri che ci circondano: una miniera di invisibili. Credo nella filiera corta, a patto che rispetti l’ambiente. Mi adopero ovunque per una spesa più sana e più umana. La cucina che amo? Quella condivisa, con ingredienti e persone sincere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *