Pulizia dell’intestino: perché e come farla, a costo zero

di | 14 febbraio 2018

La pulizia dell’intestino non è solo un ottimo rimedio naturale per stitichezza e pancia gonfia, ma una vera e propria pratica rigenerativa, capace di riattivare il metabolismo e supportare il sistema immunitario. La bella notizia è che si può fare da soli a casa, seguendo gli opportuni accorgimenti. Ecco come.


Quattro volte l’anno, in corrispondenza di ogni cambio di stagione, il momento è favorevole per regalare al proprio corpo una pratica di pulizia fisiologica profonda, a mo’ di tagliando che il nostro organismo si merita, a scadenza regolare.

Tra tutte le tecniche, il lavaggio dell’intestino è particolarmente benefico ed efficace. Contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, è una pratica semplice, relativamente breve e alla portata di tutti, in completa autonomia.

Qui di seguito vi propongo il metodo che conosco (che poi è quello millenario dello yoga), così come l’ho imparato – gratis – dai miei maestri.

Pulire l’intestino per rigenerarsi

Se anche la scienza non avesse recentemente appurato la profonda connessione tra intestino, sistema immunitario e sistema psico-neuro endocrino, risulta ben intuitivo come quest’organo del nostro corpo sia una delle sedi principali dove avvengono gli scambi metabolici vitali di assimilazione dei nutrienti e di drenaggio delle tossine.

Oltretutto, è un organo molto esteso: il tubo srotolato è lungo circa 5/7 metri e in termini di superficie distesa occupa ben 250 m2 (circa un campo da tennis).

Altra evidenza rilevante è quella della flora batterica, un insieme di micro-organismi che risiedono nell’intestino e che, se mantenuti in equilibrio, difendono l’organismo e tengono a bada gli agenti patogeni. Avevamo già spiegato questi meccanismi parlando del ruolo del microbiota intestinale e del rapporto inscindibile tra alimentazione e sistema immunitario.

Benefici terapeutici

Dunque agevolare periodicamente il processo naturale di espulsione a carico dell’intestino è il modo migliore per rendere più efficace ed efficiente la sua capacità di gestire i nutrienti e di mantenerci vitali e in salute.

Oltre a rappresentare uno pratica di disintossicazione benefica e rigenerante, la pulizia dell’intestino può rivelarsi uno strumento terapeutico molto utile, per non dire elettivo, in caso di:

  • addome gonfio
  • stitichezza
  • diarrea
  • mal di testa
  • dermatiti
  • alito pesante.

Come fare: le istruzioni dei maestri

Se si seguono le corrette indicazioni, la pulizia dell’intestino è una pratica fattibile e non particolarmente complessa. Per farla in autonomia a casa propria, è sufficiente seguire le raccomandazioni – semplici, ma puntuali – dei bravi maestri.

Mi riferisco in particolare a due fonti ottime: Lisetta Landoni e Pierre Pellizzari.

Lisetta Landoni: il metodo dello yoga

Lisetta Landoni è fondatrice e direttrice dell’Accademia Kriya Yoga a Milano. Nella sua scuola, le pratiche di purificazione del corpo (shatkarma, in sanscrito) vengono considerate imprescindibili e sono trasmesse secondo le indicazioni impartite da André Van Lysebeth, che fu maestro diretto di Lisetta e che lei definisce «unico nel suo ruolo per il sano spirituale pragmatismo» (bellissimo ossimoro).

Lisetta Landoni
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Lisetta Landoni

Fu Lisetta a spiegarmi per bene la ciclicità e complementarietà dell’energia, che ha due direzioni circolari: di nutrimento, assimilazione e viceversa di smaltimento, eliminazione. A quest’ultima qualità appartengono il sudore, le urine, le feci, lo sperma; ma anche il sonno e i sogni, il riso e il pianto – e addirittura il parto.

Nel nostro mondo, dice Lisetta, è frequente riscontrare in molti di noi «un intestino sovraccarico, intasato, nelle cui anse spesso stazionano depositi fecali che, fermentando, creano inarrestabili processi di infiammazione prima e di degenerazione poi. Da questo, come sostengono tutte le medicine tradizionali, deriva qualunque malattia, dal raffreddore al cancro, e anche la “cosiddetta cervicale”, spesso fraintesa nella sua genesi come un disturbo di esclusiva pertinenza di quel tratto della colonna vertebrale».

Il termine Shank Prakshalana, che vuol dire pressappoco pulizia della conchiglia o ‘shank’ (con una chiara allusione alla forma attorcigliata del nostro intestino), si riferisce appunto a una magnifica pratica di pulizia totale del nostro tubo digerente, dalla bocca all’ano; è facile da eseguire e meriterebbe di essere conosciuta e applicata in tutto il mondo per gli straordinari benefici che apporta all’organismo… a costo zero! 

Pierre Pellizzari: un compendio di pulizie fai-da-te

Pierre Pellizzari ha scritto, tra le altre cose, Pulire i propri organi,* un compendio molto utile di pratiche salutari fai-da-te, dalla pulizia dell’alito a quella emotiva. Il capitolo dedicato alla pulizia intestinale è uno dei più ampi.

Tutte le terapie alternative per malattie gravi richiedono come requisito primario ed essenziale la pulizia del colon. È ovvio, meno tempo il cibo permane nel colon, meno tossine il corpo dovrà assorbire o neutralizzare; i problemi di stitichezza o diarrea saranno eliminati e le relative fatiche dell’organismo saranno ridotte.

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L’Autore mette a confronto tutti i metodi a nostra disposizione, compresa la famosa irrigazione meccanica del colon o idrocolonterapia (o lavaggio del colon o idroterapia colonica) e quelli legati all’ingerimento per bocca di prodotti naturali o commerciali come coadiuvanti.

Quando giunge a esporre il metodo dello yoga, lo definisce «efficace, veloce e a costo zero». Con il grande vantaggio di «pulire anche l’intestino tenue» e di farlo con acqua salata, anziché solo acqua, ancora più efficace per l’eliminazione di parassiti o depositi incrostanti.

Riguardo all’assunzione di sale, chiarisce: «Non abbiate paura di questa assunzione eccessiva di sale. Il corpo non lo assorbe: il trucco consiste nel fatto che l’intestino reagisce all’acqua troppo salata, chiudendosi e facendo in modo di espellerla rapidamente attraverso le vie intestinali».

La pulizia dell’intestino secondo lo yoga

Il metodo che sposo e pratico io è quello dello yoga, dunque vi esporrò quello.

Riporto le indicazioni di Lisetta, combinando gli appunti che presi a un suo seminario sulle purificazioni (che serbo gelosamente in un quaderno preziosissimo) con il contenuto di una sua newsletter del 2010, ancora consultabile online: Shankprakshalana. Integrerò il tutto con la mia esperienza personale.

La pulizia del colon, passo passo

La sera prima

Il pasto sarà leggero, meglio se non troppo tardi nella serata. Per esempio una minestra di verdura, verso le 19.30.

Si mette a bollire una pentola di 4 litri d’acqua, con qualche manciata di sala grosso, poco più che per salare la pasta. La si lascia coperta con un coperchio per tutta la notte.

Il giorno stesso: condizioni ideali e procedura

Dobbiamo essere soli in casa, senza elementi o persone di disturbo. Dice Lisetta: «niente bambini attorno, né parenti inutilmente apprensivi».

L’acqua sarà rimasta tiepida. I quattro litri corrispondono circa a 16 bicchieri. Io uso il boccale da birra e sono circa la metà.

Si inizia a bere. Intanto si possono fare le pulizie, il giardinaggio, le scale, il cambio degli armadi. L’imperativo è muoversi.

«Berremo l’acqua a bicchieri, non velocemente e non a piccoli sorsi, un bicchiere alla volta, con decisione e occupandoci di cose di casa o di giardino che ci costringano a fare parecchi movimenti di vario genere. Questo facilita lo scorrimento dell’acqua nel tubo digerente».

Questa è l’indicazione che più mi ha fatto misurare l’intelligenza pratica di una donna come Lisetta. Laddove tutti i maestri di yoga ti impartiscono sequenze severe e stancanti, che ti fanno sorgere il dubbio che si tratti di applicare pedissequamente un protocollo, l’indicazione di Lisetta è concreta ed economica: fai quello che già devi fare (i mestieri, le pulizie di primavera o il giardinaggio), purché tu sia in movimento: hai una scusa in più per essere attiva, con uno scopo.

Dopo il 6° bicchiere dovrebbero iniziare le scariche. A me è sempre successo così, in modo molto naturale e senza intoppi.

Se le scariche non dovessero partire e ci si ritrovasse gonfi, ci si sblocca facilmente con un enteroclisma, che si può fare con un clistere (di quelli che vendono in farmacia) riempito con acqua non fredda di camomilla e poco olio di oliva. A quel punto il processo di evacuazione inizia inesorabilmente.

Cosa succede?

Si verifica il cosiddetto “effetto sifone”. All’inizio usciranno le feci più dure, tipo palline di capra: sono le nostre incrostazioni fecali. Poi parti di feci miste ad acqua. Poi, a un certo punto, uscirà acqua tinta, dal colore via via più scarico fino a essere pulita (abbiate fede!). A quel punto, l’acqua che entra è la stessa che esce.

Dice meravigliosamente Lisetta, infondendo fiducia come solo i maestri sanno fare:

Se non diffidate del vostro corpo, tutta la pratica si risolve nel giro di un’ora e mezza.

Pellizzari:

Giunti a tal punto, avete ripulito completamente l’intestino, non avete intaccato la flora batterica in nessun modo, i parassiti sono scappati via, si sono lasciati espellere, perché non sopportano un ambiente troppo salino. I tessuti con carenza di minerali hanno preso dall’acqua salata quello di cui avevano bisogno… Avete un intestino rinnovato.

Ripristino

Ci si mette a riposo. Poi, tempo una mezz’ora, si mangerà un po’ di riso bianco (non integrale) condito con burro crudo, che ha funzione emolliente (se siete vegan, lo eviterete; ma non è ancora questo il momento per usare l’olio extravergine).

Non si avrà sete, ma, nel caso, si può bere acqua non gasata o una tisana di malva e finocchio.

Meglio non assumere caffè o alcolici per 2 o 3 giorni. Dice Lisetta: «Nei due giorni successivi: moderazione nella dieta, niente cibi acidi o piccanti, niente sughi o fritti o dolci o bevande gasate. Un po’ di riso basmati o un po’ di pasta, della verdura lessata e condita con olio d’oliva, un frutto “innocuo” tipo la mela, o qualche pezzetto di banana».

Effetti

Sempre Lisetta:

Osservatevi: guardate come il corpo è più morbido e rilassato, come è limpido il fondo dell’occhio, come è più leggera e scorrevole la vostra saliva. Come siete più felici! E soprattutto ascoltate quella meravigliosa sensazione di “vuoto” nella vostra pancia… Iniziate da lì e non permettetevi più gonfiori addominali, stitichezza e quella sgradevole impressione di “pienezza” che qualcuno confonde con la soddisfazione alimentare.

Le prime volte si potrebbe avvertire un leggero mal di testa, le volte successive nemmeno quello. Non si verificano squilibri pressorii.

Nulla di complicato, dunque. E, a mio parere, nulla che valga la pena essere demandato a una macchina (che tanto più si limita alla parte finale del colon, mentre questo tipo di pulizia va dall’esofago all’ano, perché come dicono alcuni medici «l’intestino inizia in bocca») e tantomeno a un esborso di denaro, come se si trattasse di una pratica lussuosa che in pochi possono permettersi. Il nostro primo e vero lusso è conoscere e apprendere dal nostro stesso corpo.

Controindicazioni

È una pratica che non necessita prerequisiti particolari. Riporto giusto le controindicazioni puntuali di Lisetta: «Non si pratica Shankprakshalana in gravidanza, durante il periodo mestruale (ma il giorno precedente il mestruo sì! Vedrete come l’effetto rigenerante sarà più completo). Non si fa con patologie addominali in corso o pregresse – se di una certa rilevanza – e quando esistono disturbi cardiovascolari. In tal caso consultare prima un medico».

Doppio disclaimer

In conclusione mi sento di dire che:

  1. Queste indicazioni non sono sostitutive di una diagnosi o una terapia medica.
  2. Fatevi seguire da un medico. Il grosso dei dottori che incontro non conosce queste pratiche o le guarda con sospetto. La persona titolata per seguirvi è un insegnante di yoga che possa dirsi tale.
  3. Per compiere questa pratica basta una buona guida, personale o scritta, un po’ di fiducia e, la prima volta, una mattina di tempo. Le volte successive, sarà sufficiente qualche ora. Dopodiché, si potrà tranquillamente iniziare il lavoro o la propria giornata come al solito.
Foto di copertina: fonte web, blog del Dr Giorgini.

* ​​Pierre Pellizzari, Pulire i propri organi: se clicchi e compri il libro dal mio link, ho uno zero virgola di commissione (mi sono affiliata: è un modo per promuovere un piccolo e-commerce italiano di cui ho stima, fondato da una coppia di imprenditori riminesi – altro che Amazon!).

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Antonella Gallino

Mi piace mettere in contatto persone, talenti e territori. Credo poco nella verità, molto nelle interpretazioni. Aborro i supermercati e i veleni, soprattutto quelli invisibili. Da anni mi documento, frequento produttori e mercati contadini, tempesto tutti di domande, poi assaggio con il palato e verifico con lo stomaco. Mi piace chi parla chiaro e con trasparenza, chi era già biologico prima del trend e chi lo diventa perché ci crede.

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