Pulizia dell’intestino: perché e come farla, a costo zero

In Vivere sano a proposito di , ,

La pulizia dell’intestino non è solo un ottimo rimedio naturale per stitichezza e pancia gonfia, ma una vera e propria pratica rigenerativa, capace di riattivare il metabolismo e supportare il sistema immunitario. La bella notizia è che si può fare da soli a casa, seguendo gli opportuni accorgimenti – a patto di farsi seguire, almeno la prima volta, da un insegnante di yoga esperto. Ecco come funziona.

Alcune note preliminari. La pulizia del colon è una pratica millenaria, che la sapienza yogica ha tramandato di bocca in bocca per secoli. Non si riduce a una serie di istruzioni o a una ricetta grammi / litro (chi si accosta con questa aspettativa ha sbagliato sede). Qui vi racconto la mia esperienza e riporto le istruzioni di alcuni professionisti che stimo. NB: non sono né un medico, né un maestro yogi.


Quattro volte l’anno, in corrispondenza di ogni cambio di stagione, il momento è favorevole per regalare al proprio corpo una pratica di pulizia fisiologica profonda, a mo’ di tagliando che il nostro organismo si merita, a scadenza regolare.

Tra tutte le tecniche, il lavaggio dell’intestino è particolarmente benefico ed efficace. Contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, è una pratica semplice, relativamente breve e alla portata di tutti, in completa autonomia.

Qui di seguito vi propongo il metodo che conosco (che poi è quello millenario dello yoga), così come l’ho imparato – gratis – dai miei maestri.

Pulire l’intestino per rigenerarsi

Se anche la scienza non avesse recentemente appurato la profonda connessione tra intestino, sistema immunitario e sistema psico-neuro-endocrino, risulta ben intuitivo come quest’organo del nostro corpo sia una delle sedi principali dove avvengono gli scambi metabolici vitali di assimilazione dei nutrienti e di drenaggio delle tossine.

Oltretutto, è un organo molto esteso: il tubo srotolato è lungo circa 5/7 metri e in termini di superficie distesa occupa ben 250 m2 (circa un campo da tennis).

Altra evidenza rilevante è quella della flora batterica, un insieme di microorganismi che risiedono nell’intestino e che, se mantenuti in equilibrio, difendono l’organismo e tengono a bada gli agenti patogeni. Avevamo già spiegato questi meccanismi, interpellando una biologa nutrizionista a proposito del ruolo del microbiota intestinale e del rapporto inscindibile tra alimentazione e sistema immunitario.

Benefici terapeutici

Dunque agevolare periodicamente il processo naturale di espulsione a carico dell’intestino è un modo per rendere più efficace ed efficiente la sua capacità di gestire i nutrienti e di mantenerci vitali e in salute.

Oltre a rappresentare uno pratica di disintossicazione benefica e rigenerante, la pulizia dell’intestino potrebbe rivelarsi un ausilio molto utile in caso di addome gonfio, stitichezza, diarrea, mal di testa, dermatiti, alito pesante.

Come fare: le istruzioni dei maestri

Se si seguono le corrette indicazioni, la pulizia dell’intestino è una pratica fattibile e non particolarmente complessa. Per farla in autonomia a casa propria, è sufficiente seguire le raccomandazioni – semplici, ma puntuali – dei bravi maestri.

Mi riferisco in particolare a due fonti ottime: Lisetta Landoni e Pierre Pellizzari.

Lisetta Landoni: il metodo dello yoga

Lisetta Landoni è fondatrice e direttrice dell’Accademia Kriya Yoga a Milano. Nella sua scuola, le pratiche di purificazione del corpo (shatkarma, in sanscrito) vengono considerate imprescindibili e sono trasmesse secondo le indicazioni impartite da André Van Lysebeth, che fu maestro diretto di Lisetta e che lei definisce «unico nel suo ruolo per il sano spirituale pragmatismo» (bellissimo ossimoro).

Lisetta Landoni
Lisetta Landoni

Fu Lisetta a spiegarmi per bene la ciclicità e complementarietà dell’energia, che ha due direzioni circolari: di nutrimento, assimilazione e viceversa di smaltimento, eliminazione. A quest’ultima qualità appartengono il sudore, le urine, le feci, lo sperma; ma anche il sonno e i sogni, il riso e il pianto – e addirittura il parto.

Nel nostro mondo, dice Lisetta, è frequente riscontrare in molti di noi «un intestino sovraccarico, intasato, nelle cui anse spesso stazionano depositi fecali che, fermentando, creano inarrestabili processi di infiammazione prima e di degenerazione poi. Da questo, come sostengono tutte le medicine tradizionali, deriva qualunque malattia, dal raffreddore al cancro, e anche la “cosiddetta cervicale”, spesso fraintesa nella sua genesi come un disturbo di esclusiva pertinenza di quel tratto della colonna vertebrale».

Il termine Shank Prakshalana, che vuol dire pressappoco pulizia della conchiglia o ‘shank’ (con una chiara allusione alla forma attorcigliata del nostro intestino), si riferisce appunto a una magnifica pratica di pulizia totale del nostro tubo digerente, dalla bocca all’ano; è facile da eseguire e meriterebbe di essere conosciuta e applicata in tutto il mondo per gli straordinari benefici che apporta all’organismo… a costo zero! 

Pierre Pellizzari: un compendio di pulizie fai-da-te

Pierre Pellizzari ha scritto, tra le altre cose, Pulire i propri organi,* un compendio molto utile di pratiche salutari fai-da-te, dalla pulizia dell’alito a quella emotiva. Il capitolo dedicato alla pulizia intestinale è uno dei più ampi.

Tutte le terapie alternative per malattie gravi richiedono come requisito primario ed essenziale la pulizia del colon. È ovvio, meno tempo il cibo permane nel colon, meno tossine il corpo dovrà assorbire o neutralizzare; i problemi di stitichezza o diarrea saranno eliminati e le relative fatiche dell’organismo saranno ridotte.

L’Autore mette a confronto tutti i metodi a nostra disposizione, compresa la famosa irrigazione meccanica del colon o idrocolonterapia (o lavaggio del colon o idroterapia colonica) e quelli legati all’ingerimento per bocca di prodotti naturali o commerciali come coadiuvanti.

Quando giunge a esporre il metodo dello yoga, lo definisce «efficace, veloce e a costo zero». Con il grande vantaggio di «pulire anche l’intestino tenue» e di farlo con acqua salata, anziché solo acqua, ancora più efficace per l’eliminazione di parassiti o depositi incrostanti.

Riguardo all’assunzione di sale, chiarisce: «Non abbiate paura di questa assunzione eccessiva di sale. Il corpo non lo assorbe: il trucco consiste nel fatto che l’intestino reagisce all’acqua troppo salata, chiudendosi e facendo in modo di espellerla rapidamente attraverso le vie intestinali».

La pulizia dell’intestino secondo lo yoga

Il metodo che sposo e pratico io è quello dello yoga, dunque vi esporrò quello.

Riporto le indicazioni di Lisetta, combinando gli appunti che presi a un suo seminario sulle purificazioni (che serbo gelosamente in un quaderno preziosissimo) con il contenuto di una sua newsletter del 2010, ancora consultabile online: Shankprakshalana. Integrerò il tutto con la mia esperienza personale.

La pulizia del colon, passo passo

La sera prima

Il pasto sarà leggero, meglio se non troppo tardi nella serata. Per esempio una minestra di verdura, verso le 19.30.

Si mette a bollire una pentola di 4 litri d’acqua, con qualche manciata di sale grosso, poco più che per salare la pasta.* La si lascia coperta con un coperchio per tutta la notte.

* In tanti mi chiedono una misura precisa: equivalgono circa a un cucchiaio raso di sale grosso per litro. Alcuni maestri dicono che il risultato è simile a un «brodo tiepido». Secondo Pellizzari: all’acqua bollita «aggiungere sale marino integrale nella quantità da 10 a 15 g/litro (un cucchiaino da caffè colmo)». Non è specificato, ma credo che nel suo caso faccia riferimento al sale fino.

Il giorno stesso: condizioni ideali e procedura

Dobbiamo essere soli in casa, senza elementi o persone di disturbo. Dice Lisetta: «niente bambini attorno, né parenti inutilmente apprensivi».

L’acqua sarà rimasta tiepida. I quattro litri corrispondono circa a 16 bicchieri. Io uso il boccale da birra e sono circa la metà.

Si inizia a bere. Intanto si possono fare le pulizie, il giardinaggio, le scale, il cambio degli armadi. L’imperativo è muoversi.

«Berremo l’acqua a bicchieri, non velocemente e non a piccoli sorsi, un bicchiere alla volta, con decisione e occupandoci di cose di casa o di giardino che ci costringano a fare parecchi movimenti di vario genere. Questo facilita lo scorrimento dell’acqua nel tubo digerente».

Questa è l’indicazione che più mi ha fatto misurare l’intelligenza pratica di una donna come Lisetta. Laddove tutti i maestri di yoga ti impartiscono sequenze severe e stancanti, che ti fanno sorgere il dubbio che si tratti di applicare pedissequamente un protocollo, l’indicazione di Lisetta è concreta ed economica: fai quello che già devi fare (i mestieri, le pulizie di primavera o il giardinaggio), purché tu sia in movimento: hai una scusa in più per essere attiva, con uno scopo.

Dopo il 6° bicchiere dovrebbero iniziare le scariche. A me è sempre successo così, in modo molto naturale e senza intoppi.

Se le scariche non dovessero partire e ci si ritrovasse gonfi, ci si sblocca facilmente con un enteroclisma, che si può fare con un clistere (di quelli che vendono in farmacia) riempito con acqua non fredda di camomilla e poco olio di oliva. A quel punto il processo di evacuazione inizia inesorabilmente.

Cosa succede?

Si verifica il cosiddetto “effetto sifone”. All’inizio usciranno le feci più dure, tipo palline di capra: sono le nostre incrostazioni fecali. Poi parti di feci miste ad acqua. Poi, a un certo punto, uscirà acqua tinta, dal colore via via più scarico fino a essere pulita (abbiate fede!). A quel punto, l’acqua che entra è la stessa che esce.

Dice meravigliosamente Lisetta, infondendo fiducia come solo i maestri sanno fare:

Se non diffidate del vostro corpo, tutta la pratica si risolve nel giro di un’ora e mezza.

Pellizzari:

Giunti a tal punto, avete ripulito completamente l’intestino, non avete intaccato la flora batterica in nessun modo, i parassiti sono scappati via, si sono lasciati espellere, perché non sopportano un ambiente troppo salino. I tessuti con carenza di minerali hanno preso dall’acqua salata quello di cui avevano bisogno… Avete un intestino rinnovato.

Ripristino

Ci si mette a riposo. Poi, tempo una mezz’ora, si mangerà un po’ di riso bianco (non integrale) condito con burro crudo, che ha funzione emolliente (se siete vegan, lo eviterete; ma non è ancora questo il momento per usare l’olio extravergine).

Non si avrà sete, ma, nel caso, si può bere acqua non gasata o una tisana di malva e finocchio.

Meglio non assumere caffè o alcolici per 2 o 3 giorni. Dice Lisetta: «Nei due giorni successivi: moderazione nella dieta, niente cibi acidi o piccanti, niente sughi o fritti o dolci o bevande gasate. Un po’ di riso basmati o un po’ di pasta, della verdura lessata e condita con olio d’oliva, un frutto “innocuo” tipo la mela, o qualche pezzetto di banana».

Effetti

Sempre Lisetta:

Osservatevi: guardate come il corpo è più morbido e rilassato, come è limpido il fondo dell’occhio, come è più leggera e scorrevole la vostra saliva. Come siete più felici! E soprattutto ascoltate quella meravigliosa sensazione di “vuoto” nella vostra pancia… Iniziate da lì e non permettetevi più gonfiori addominali, stitichezza e quella sgradevole impressione di “pienezza” che qualcuno confonde con la soddisfazione alimentare.

Le prime volte si potrebbe avvertire un leggero mal di testa, le volte successive nemmeno quello. Non si verificano squilibri pressorii.

Nulla di complicato, dunque. E, a mio parere, nulla che valga la pena essere demandato a una macchina (che tanto più si limita alla parte finale del colon, mentre questo tipo di pulizia va dall’esofago all’ano, perché come dicono alcuni medici «l’intestino inizia in bocca») e tantomeno a un esborso di denaro, come se si trattasse di una pratica lussuosa che in pochi possono permettersi. Il nostro primo e vero lusso è conoscere e apprendere dal nostro stesso corpo.

Per compiere questa pratica basta una buona guida, un po’ di fiducia e, la prima volta, una mattina molto tranquilla. Le volte successive, sarà sufficiente qualche ora; dopodiché, si potrà tranquillamente iniziare il lavoro o la propria giornata come al solito.

Controindicazioni

Riporto le controindicazioni puntuali di Lisetta: «Non si pratica Shankprakshalana in gravidanza, durante il periodo mestruale (ma il giorno precedente il mestruo sì! Vedrete come l’effetto rigenerante sarà più completo). Non si fa con patologie addominali in corso o pregresse – se di una certa rilevanza – e quando esistono disturbi cardiovascolari. In tal caso consultare prima un medico».

Disclaimer plurimo

In conclusione mi sento di dire che:

  1. Il grosso dei dottori che incontro non conosce queste pratiche o le guarda con sospetto, salvo virtuose eccezioni. La persona titolata per seguirvi è un insegnante di yoga che possa dirsi tale e che conosca le tecniche di purificazione (Shatkarma). Vi consiglio di trovare qualcuno con cui confrontarvi e da cui farvi seguire, almeno la prima volta. Se volete – o avete – suggerimenti per la vostra zona, scrivete qui sotto nei commenti, così che eventuali indicazioni restino a beneficio di tutti.
  2. Per ovvi motivi non riesco a dare indicazioni ad personam, né sono titolata a farlo. A me è sempre andato tutto bene, perché chi mi ha insegnato queste pratiche era molto affidabile ed esperto, e mi ha guidato a fidarmi del mio corpo. Ma non siamo tutti uguali; poi un conto è leggere delle istruzioni, altro è avere un maestro di cui ti fidi che ti segua e insegni.
  3. Idem non riesco a valutare a posteriori cosa possa essere andato storto nel caso in cui la pulizia non sia andata a buon fine o non si sia svolta al meglio (capita, in tal caso bisogna sbloccarsi con un enteroclisma, come suggerito sopra). Per questo rimando di nuovo al punto 1, che non è da considerarsi accessorio. In altri termini: sconsiglio di fare questa pratica senza la guida di persona esperta che possa risolvere ogni vostro dubbio prima, durante e dopo la pratica; questa persona – a scanso di equivoci – non posso essere io.
  4. Se ci fosse bisogno di dirlo, queste indicazioni non sono sostitutive di una diagnosi o una terapia medica. In tanti mi scrivete in privato per chiedermi se potete affrontare la pulizia dell’intestino con la tale o talaltra patologia: mi spiace ma, per ovvi motivi, non so e non posso rispondervi. Ho scritto questo articolo in un’ottica di divulgazione e condivisione, senza alcuna cognizione biochimica o medica. Il fatto che consideri la salute una responsabilità anche autonoma non significa che autorizzi il ricorso a un fai-da-te spensierato o affrontato con leggerezza.

Last but not least: la purificazione è sempre un percorso che coinvolge diversi aspetti interconnessi, mai una pratica circoscritta one shot.

Leggi anche: Yoga e pulizia intestinale: La salute è un percorso, non un atto isolato.

Foto di copertina: fonte web, blog del Dr Giorgini.

* ​​Pierre Pellizzari, Pulire i propri organi: se clicchi e compri il libro dal mio link, ho uno zero virgola di commissione (mi sono affiliata: è un modo per promuovere un piccolo e-commerce italiano di cui ho stima, fondato da una coppia di imprenditori riminesi – altro che Amazon!).

Avatar

di

Mezza piacentina e mezza milanese, un po’ selvatica e molto digitale. Sono un’ex cittadina apprendista di natura, con il neo della comunicazione. Soffro i veleni spacciati per innovazione, la fuffa romanzata bene e la bellezza che si estingue, non valorizzata.

61 commenti

  1. Mi piacerebbe provare ma soffro di stenosi da molti anni, dovuta a un’operazione chirurgica mal riuscita, e mi preoccupa il fatto che le prime scariche non siano morbide. C’è un modo per evitare che siano dure? Grazie.

    1. Salve Manu, la persona giusta a cui porre questa domanda è un insegnante di yoga esperto della pratica, in collaborazione con un medico di fiducia. Vale in generale, a maggior ragione con un disturbo in corso e post chirurgia. A memoria, posso dire che le prime feci che escono sono sì piccole, ma non più dure e dolorose di quelle abituali. In ogni caso mi raccomando, prenda tutto cum grano salis e si faccia guidare e assistere, per la prima volta senz’altro. Se mi dice dove abita, vedo se conosco qualcuno. A presto

  2. Buongiorno ho trovato l’articolo molto interessante e vorrei porre una domanda:
    Da sempre soffro di colon irritabile, negli ultimi anni poi sono passato ad avere una stitichezza cronica e per indurre l’evacuazione ho preso a bere al mattino a stomaco vuoto due bicchieri dell’acqua che pubblicizzano lassativa, e dopo aver fatto una passeggiata, bevo un litro e mezzo di acqua a temperatura ambiente (La marca non la scrivo, ma ha elevato contenuto di bicarbonati e magnesio).
    Il problema sta nel passare 2 ore piene in bagno, ma vivendo da solo ed avendo orari lavorativi diversi di giorno in giorno, mi organizzo per tempo, anche se la cosa inizia a pesarmi. Ho molte scariche, questo è dovuto alla quantità di acqua ingerita? In pratica la mia è anche una pulizia dell’intestino?
    La ringrazio e la saluto

    1. Salve Gianni, non le so rispondere. Per una lettura del suo caso, le consiglio di farsi seguire da un bravo medico, un maestro di yoga o un naturopata esperto.

      Quello che posso dirle io – ma ci tengo a precisare che le rispondo dal punto di vista empirico, perché non ho nessun titolo per darle altre indicazioni – è che la pulizia dell’intestino è una pratica ben precisa, che induce a una serie di scariche in cui le feci vanno dal solido al liquido, fino ad arrivare all’acqua trasparente. L’acqua che si beve per stimolare questo effetto è salina, salata, ma non nel senso di sali minerali, nel senso proprio di cloruro di sodio (sale marino integrale). Viceversa non si ingenerebbe l’effetto ‘sifone’ di cui parlo nell’articolo, che ingenera appunto le scariche con una certa forza propulsiva.

  3. Si può utilizzare al posto dell’acqua salata senza nulla, dell’acqua fatta bollire con qualche verdura ed accuratamente filtrata?

  4. A me invece ha tratto in inganno quel “qualche manciata di sale grosso, poco più che per salare la pasta”… Che cosa vuol dire esattamente??? Io per salare la pasta ci metto mezzo cucchiaio di sale grosso, non più, dato che cucino per me o per 2 persone… Forse per chi fa la pasta per 5/6 persone usa più sale, non saprei, di certo non mi sembra abbia avuto il giusto effetto su di me, tant’è che ho pensato di fermarmi al 5° o 6° bicchiere, l’acqua sembrava fredda ormai, mi sembrava di bere l’acqua del mare (forse avrei dovuto continuare a lasciare il coperchio sopra anche mentre mi facevo la mia maratona di acqua e sale?) Fatto sta che ho deciso di interrompere ed è da mercoledì che mi ritrovo gonfia… Giacché ho problemi di stitichezza e di ritenzione di liquidi, mi ritrovo in aggiunta a non aver idea di cosa fare per togliere anche questi liquidi aggiunti a questo esperimento “mezzo fallito”… E poi vengo qui a rileggere l’articolo per capire dove possa aver sbagliato e leggo nei commenti qualche CHIARIMENTO, del tipo “un cucchiaio di sale per litro”… Ma scusi, non poteva cortesemente aggiungerlo all’articolo direttamente o apportare modifiche al post in seguito, così tanto per fare una cosa fatta bene??? Sono cose che mi fanno girare i maroni…

  5. Carissima Antonella intanto grazie per questa interessante procedura naturale che ha messo a disposizione. stavo proprio cercando qualcosa di efficace e naturale per depurarmi. Ne avevo provate altre meno efficaci. Avrei però una domanda da farle: questa procedura effettivamente riesce a pulire o meglio “disincrostare” anche le pareti dell’intestino che sono la parte più solida e compatta e molto difficile da staccare?
    Lo chiedo perché tempo fa’ ho visto immagini un po’ impressionanti su internet che rappresentavano le feci come una lunga alga prodotta da uno speciale trattamento che spiegavano che questi erano i residui attaccati alle pareti dell’intestino e in questo modo dimostravano l’efficacia del prodotto.
    Grazie

    1. Salve Charly, con questo trattamento le feci escono prima scomposte, a pallini, poi miste, poi esce acqua colorata e infine acqua trasparente o circa. Secondo me di residui fecali non ne restano. Arrivati al termine della pratica, l’acqua che entra è quella che esce. Se compra il libro di Pellizzari che indico nell’articolo, a p. 76 lui parla di un’ulteriore pulizia ‘meccanica’ con cui alla fine si può completare la pratica, bevendo acqua argillata, cioè con argilla verde diluita. Ma io personalmente non l’ho mai fatta, dunque non so dirle. Le consiglio di comprare il libro o ancora meglio di cercare chi possa seguirla in merito.

    2. Sono una donna di 51 anni con stitichezza cronica, in pratica senza lassativi non riesco a scaricarmi! Ho letto questo articolo e ho voluto provare. Ebbene al quinto bicchiere il mio stomaco ha cominciato a rifiutare l’acqua salata e ho iniziato a vomitare! Ho sospeso un attimo di bere e poi ho fatto un clistere come indicato ma con scarso risultato. Esperimento fallito …come avvicinò il bicchiere alla bocca ho i conati di vomito, peccato pensavo potesse funzionare anche con me!

    3. Salve Catia,
      mi spiace che la sua sessione non sia andata a buon fine. A volte ho il sospetto che l’acqua, se dà il vomito, sia troppo salata. È un po’ che non faccio la pratica, ma a me non ha mai stomacato.

      Per la diluizione ci sono 2 modi: o si prendono le misure (di solito si dice un cucchiaio per litro, ovvero 10-15 g/l), o si fa a occhio, seguendo le indicazioni di Lisetta «Come per salare la pasta». Il risultato deve essere tipo acqua fisiologica.

      L’importante è che l’acqua: sia salata con sale grosso, marino, meglio se integrale; venga preparata la sera prima e poi coperta; risulti ancora tiepida. Aveva qualcuno che poteva seguirla passo passo? Sconsiglio sempre il puro fai da te, almeno le prime volte. So anche che esistono pratiche parziali e meno invasive, che consentono comunque uno svuotamento efficace, diversi insegnanti di yoga le conoscono e possono guidarla.

  6. Grazie mille per la sua risposta. Infatti ieri sera dopo la pratica ho ingerito un po’di riso bianco cotto con lenticchie lesse passate, quindi senza bucce. Stamattina ho consumato un estratto con mela carota e arancio, adesso riprendo un’alimentazione semplice… Pesce lesso, verdure cotte, riso o pasta con olio o con legumi decorticati. L’unico dubbio che mi assale è sapere se posso o meno consumare latte di soia, orzo solubile, yogurt bianco, così come le tisane. Lei è stata chiara sul fatto che i consigli alimentari è meglio chiederli ad esperti in materia ma a titolo personale, lei ha consumato qualcosa del genere nell’alimentazione post pulizia del colon? La ringrazio ancora e le auguro una serena giornata!

  7. Sto alla fine di questa nuova esperienza… Ho consumato appena 3 litri di acqua salata, ho eseguito un po’di asane per indurre l’intestino allo svuotamento. Ho iniziato alle 13.20 circa coi primi bicchieri di soluzione salina. Adesso(17.30) sto ancora scaricando. Anche se i liquidi scaricati non sono proprio trasparenti ma di color urina limpida, mi reputo soddisfatto, anche perché bere un altro bicchiere di acqua e sale mi avrebbe portato al vomito così facevo acqua sopra acqua sotto… Tra poco riposo un po’ e poi mangio un del riso bianco con poche lenticchie lesse e passate e acqua, ho un forte desiderio di sorseggiare dell’acqua… Che ne dice se aggiungo un po’di bicarbonato di sodio per rendere leggermente alcalina la soluzione? Una cosa che ancora non ho una visione precisa è l’alimentazione, confrontandomi anche con un sito di yoga, praticamente mi viene tolto tutto, mi si lascia riso bianco, pasta, frutta secca, semi oleosi e per bere solo acqua… Mi può consigliare, in base alla sua esperienza un po’di alimentazione? Grazie anticipatamente! Un saluto di luce. Alessandro

    1. Salve Alessandro, riguardo a cosa ingerire dopo la pratica, io di solito mi attengo alle indicazioni di Lisetta, che trova riportate nel post, per la sera stessa; e poi piano piano riprendo la mia alimentazione consueta, stando alla larga da fritti e cibi elaborati (che è più o meno quello che faccio di solito). Quello che posso dirle si limita al buon senso e non ho modo di darle indicazioni puntuali, mi spiace. Un insegnante di yoga di riferimento ce l’ha? O anche un naturopata esperto in alimentazione.

      Riguardo al bicarbonato da aggiungere all’acqua, se intende alla soluzione da ingerire durante la pratica di Shank Prakshalana, non so dirle, so solo che il grado di salinità è una delle condizioni perché il liquido transiti nel canale intestinale, anziché in quello delle urine, per un processo di osmosi che non le so spiegare. Dunque non è un tema così accessorio. Anche qui, rimando ai maestri.

    1. Buonasera Maddalena, la pratica di cui parlo è da considerarsi appannaggio di un corpo adulto (sano), sia per questioni fisiologiche, sia perché per bere tot litri di acqua salata ci vogliono motivazione e costanza. Non è una cosa che si può imporre o indurre di fare. Oltre al fatto che non mi sentirei di suggerirla a un corpo in formazione come quello di un bambino. Non sono un medico, ma credo basti il buon senso per dirlo. Se per qualsiasi ragione le interessa il tema della pulizia intestinale, tenga conto che ci sono anche pratiche più brevi e meno invasive, che danno comunque un effetto a quello scopo. Ne ha parlato in questo post Margherita Peruzzo, insegnante di yoga a Roma: Yoga e pulizia intestinale: La salute è un percorso, non un atto isolato. Le suggerisco di trovare un naturopata o un insegnante di yoga nella sua città, che sapranno senz’altro indirizzarla.

    2. Grazie della risposta. Le ho fatto questa domanda perché purtroppo spesso le mie figlie hanno sofferto di parassiti intestinali e volevo sapere se esisteva una forma di pulizia intestinale anche per i bambini, ovviamente tarata su di loro. Contatterò un naturopata in zona, confidando che mi sappia dare qualche consiglio.

  8. Ciao Antonella,
    ho 68 anni, nessuna patologia in essere a parte una leggera pressione alta che tengo sotto controllo con un farmaco giornaliero prescrittomi.
    Nel 2014 ho fatto una pulizia del genere prima dell’asportazione della cistifellea e anche una ventina di anni fa, prima di una colonscopia.
    Adesso, avendo più tempo per me stesso, ho incominciato a prendermi cura del mio corpo e della mia salute, in maniera più completa; vorrei quindi effettuare questa pratica con cadenza stagionale per aiutarmi, quanto possibile, a mantenere attive o riattivare tutte le difese immunitarie messeci a disposizione dalla natura.
    Volevo chiederti gentilmente tre precisazioni:
    1) non uso il sale in cucina ma spezie; per i 4 litri d’acqua bastano 2 cucchiai di sale?
    2) i bicchieri vanno bevuti tutti di seguito o intervallati (di quanto) nel tempo?
    3) in questi tempi le stagioni sono cambiate o si sono spostate, quali sono i periodi meglio indicato per questa pratica?
    Ti ringrazio anticipatamente per la tua cortese risposta.
    Pohl

    1. Salve Pohl, scusami se non ti ho risposto subito ma, come scrivo sopra, non sono titolata a dare consigli specifici caso per caso, per i quali rimando sempre a un insegnante di yoga esperto di queste pratiche. È importante trovare qualcuno di cui fidarsi, che abbia esperienza e sia in grado di valutare il tuo quadro. Se mi dici dove abiti, magari conosco qualcuno.

      Ti rispondo in generale sul fatto che la proporzione corretta di sale (circa un cucchiaio da minestra per ogni litro, litro e mezzo) è importante per attivare l’effetto sifone, cioè per far sì che l’acqua venga evacuata dal tubo intestinale, con stimolo a scaricare. I bicchieri io li ho sempre assunti intervallati da un tempo congruo di pausa, quello necessario al mio corpo per assimilare la soluzione salina e a fare i movimenti utili per attivare il processo. Anche perché non si riuscirebbe ad assumerli tutti di fila.

    2. Ho provato a seguire passo passo le istruzioni, ma pur arrivando alla scarica, ho dovuto interrompere dopo l’assunzione di soli 2 litri perché mi è venuto da vomitare, cosa che ho fatto. Non so se ho messo troppo sale, misembrava il gusto di un brodo un po’ troppo sapido, o se ho bevuto troppo in fretta (8 bicchieri da 250 cc in un’ora e mezzo). Forse perché ormai non uso il sale per cucinare, ma solo per spurgare della loro acqua le melanzane. O forse non è per me. In ogni caso grazie. Ciao, Pohl da Udine

    3. Buongiorno Pohl, mi spiace. Può essere che il sale fosse eccessivo. Io ho sempre usato il sale grosso, diluito grazie alla bollitura della notte precedente, e nella mia esperienza era acqua sì salata, ma bevibile e tollerabile, entro la misura della pratica.

      Su Udine, anche solo per confrontarti rispetto a questi esiti o in generale per inserire la pratica in un contesto più ampio e organico, puoi provare a sentire il Centro Satyananda Yoga. Non li conosco personalmente, ma è una tradizione che ha a cuore gli Shatkarma.

  9. Le tue indicazioni sono state utili e efficaci. Per essere la prima volta tutto è andato liscio dalle 9 di stamattina,. anche lo schiarimento finale è totale delle scariche che credo avvenga se con costanza si bevano tutti i 4 litri. Ora mi appresto a mangiare il riso bollito come da te indicato. Mi sento anche ripulita mentalmente … Grazie! P.s. Per Roma consiglio il centro kundalini Roma zona Prati (non distante da monte verde) fate riferimento a Margherita Akal

    1. Salve Giulia, secondo Lisetta il riso in bianco per pranzo va benissimo e anch’io mi sono sempre trovata bene così. Quello che nel giorno stesso e per un paio di giorni va evitato sono i cibi iperconditi o piccanti, i fritti, le bevande gasate e zuccherine, i dolci. Poi vai a buon senso ascoltando il tuo corpo.

  10. Salve. Proprio oggi ho fatto per la quarta volta il lavaggio intestinale. Mi sento veramente bene e con un energia vitale che avevo perso da anni. L’unico dubbio che ho è che anche dopo 5/6 litri di acqua salata bevuti le feci (o meglio l’acqua) che esce é ancora di color giallastro. Ho ripetuto la pratica ogni 15 giorni per pulirmi meglio ma ancora non esce acqua pulita. Pensa che debba continuare a farlo tra 15 giorni? oppure aspetto il cambio stagione?

    1. Buongiorno Monica, sono pratiche di pulizia profonda, che io non farei ripetutamente alla leggera. Sono comunque dei reset importanti a cui sottoponiamo il corpo. Tanto più che accanirsi, per ottenere di più, mal si sposerebbe con la lentezza e naturalità della pratica. Per mio conto e sempre parlando da pari a pari, se l’acqua è limpida, di qualsiasi colore essa esca, la pratica è perfettamente ‘evasa’.

    1. Ciao Alessandra, premetto che consiglio sempre di avere un insegnante di yoga che possa seguirci nella pratica, almeno la prima volta. È fondamentale avere una guida preparata, con esperienza; queste sono tradizioni che tramandano di bocca in bocca una sapienza millenaria e non possono essere ridotte a una pagina di istruzioni, sia pure fatta con i migliori intenti come in questo caso.
      Personalmente, a buon senso, mi sento di sconsigliartelo. Non tanto per il tuo corpo (sia detto che comunque non conosco le conseguenze che potrebbe avere sul latte materno); quanto perché hai bisogno di un tempo piuttosto lungo e sereno in cui il soggetto delle cure sei unicamente tu, senza altri pensieri o doveri. La pulizia da sola dura al massimo mezza giornata, che già forse per te è già un lasso di tempo ampio, poi coinvolge anche la cena della sera prima e i pasti subito seguenti (tutto molto blando e leggero). È una pratica di svuotamento e rigenerazione, che secondo me mal si concilia con il tuo ruolo di nutrice materna di questi mesi. Dunque direi di farla più avanti!
      PS. Se mi dici dove abiti, provo a vedere se posso suggerirti un insegnante nella tua zona :)

  11. Ciao Antonella!!! Ho seguito lei indicazioni e giorni fa ho fatto la mia prima pulizia… tutto liscio ma dopo 4 litri di acqua bevuta alla fine usciva ancora sporca… avrei avuto bisogno di farlo ancora? E nei giorni successivi sono andato in bagno dopo due giorni e poi basta… ora sono quasi 3 giorni che vado, è normale?! Nn sto mangiando carne , solo riso verdure bollite frutta bollita e legumi….poco alla volta riprenderò con la carne!
    Grazie per la risposta aspetto

    1. Buongiorno Silvio. Con riferimento alla prima parte del messaggio: le suggerisco di accontentarsi del risultato, per ora, e di valutare, se lo ritiene, di rifare eventualmente la pratica solo fra tre mesi, in primavera. I miei maestri mi hanno insegnato a farla a ogni cambio di stagione, e non più spesso.

      In merito alla seconda parte, che non riesco a interpretare bene (forse manca una negazione), le dico che non ho titolo, competenze, né modo di aiutarla a distanza, mi spiace :-/
      Consiglio sempre, e la prima volta senz’altro, di essere seguiti da un insegnante di yoga che conosca bene Shanka Prakshalana. In alternativa si rivolga a un nutrizionista o a un naturopata esperto in alimentazione, che possano consigliarle una dieta adeguata e adatta alla sua persona.

  12. Gentilissima,
    ho eseguito tutto secondo le tue indicazioni e già al 6 bicchiere ho iniziato a liberarmi. Devo bere 16 bicchieri in mood ottimale o mi possibile fermare prima? E per fare una settimana o due di reale pulizia alimentare, come devo proseguire? Mi potresti indicare una dieta o una procedura funzionale? Grazie infinite. io ho quasi 50 anni, non ancora in menopausa.

    1. Gentile Laura, la pratica che conosco, e descrivo in questo post, è quella completa. Ho scoperto solo recentemente che esiste anche una versione semplificata, che si fa con soli 6 bicchieri e poi annessa dieta da seguire per i giorni seguenti; ma io non l’ho mai fatta e non la conosco, dunque su questa non ti so aiutare. L’ideale sarebbe trovare qualche insegnante di yoga esperto che ti possa seguire nella tua zona.

      Per le altre domande che mi fai, non sono la persona adatta, ci vuole qualcuno di più competente :-) Io consiglio di solito un buon nutrizionista o naturopata esperto in alimentazione.

  13. Buon giorno Antonella, ho letto con molto interesse l’ articolo. Mi saprebbe aiutare a trovare nelle vicinanze di Omegna- Verbania un riferimento che mi potrebbe aiutare? Grazie mille, buona giornata

  14. Salve Antonella mi piacerebbe molto fare questa pratica. Io vivo a ridosso di Monteverde Vecchio a Roma, avresti per favore un riferimento da contattare visto che la farei per la prima volta? ciao grazie Nila

    1. Gentile Nila, mi dispiace ma le ricerche che ho fatto per la tua zona a Roma non hanno per ora dato appigli. Spero che qualcuno che ci legge possa suggerirti qualcuno… Confidiamo :-)

  15. Ciao, sono un ragazzo di 24 anni ho avuto problemi con dei farmaci che mi davano stitichezza e per un lungo periodo ho utilizzato lassativi. Ho gia fatto una pulizia del intestino eliminando tutto ciò che gonfia e anche le fibre sotto indicazione di un medico. La cosa si è risolta e ho tolto i farmaci. Solo vorrei pulirmi del tutto. Soffro ancora di gonfiore ma almeno tutte le mattine mi scarico. Diciamo che mi sento al 70% delle mie capacità intestinali. Sono di bergamo. Sapresti indicarmi un insegnante di yoga che conosci qui nelle vicinanze? Grazie

  16. Buonasera Antonella,
    Vorrei provare questa pratica di pulizia del colon. Per caso conosce un maestro Yoga nella Repubblica di San Marino? Altrimenti andrebbe anche bene nella zona Rimini/Santarcangelo.
    Grazie

  17. Buongiorno,
    Ho provato il metodo ed evidentemente ho sbagliato da qualche parte.
    Dopo il sesto bicchiere ho cominciato ad andare in bagno e progressivamente ho visto le feci ammorbidirsi. Pero’ circa all’8-9 bicchiere la situazione si è bloccata. Ho continuato con acqua salata fino a 11 bicchieri e dopo non ce l’ho fatta più e ho proseguito con quello normale. Ma la situazione non era cambiata. Inoltre mi sono gonfiata tutta, incluse le gambe. E sono rimata così per 3 giorni successivi.
    Mi piacerebbe capire dove ho sbagliato per poter riprovarci.
    Grazie infinite

    1. Salve Caterina, mi spiace che la pratica non sia andata a buon fine. A un certo punto dell’articolo è suggerito che “se le scariche non dovessero partire e ci si ritrovasse gonfi, ci si sblocca facilmente con un enteroclisma, che si può fare con un clistere (di quelli che vendono in farmacia) riempito con acqua non fredda di camomilla e poco olio di oliva. A quel punto il processo di evacuazione inizia inesorabilmente”.
      Ha un insegnante valido di yoga che possa guidarla nella pratica, come suggerisco, almeno per la prima volta? In che zona abita?

  18. Salve Antonella vorrei sapere se nelle marche a recanati ci sono degli insegnanti di riferimento per la pulizia del intestino grazie

  19. Ciao Antonella, vorrei provare anch’io questa pratica. Probabilmente soffro di una leggera colite e vorrei ripulire il mio intestino in modo non invasivo. Abito nel basso lago di Garda, se hai degli insegnanti di riferimento in questa zona li contatto volentieri. Grazie

  20. Ho deciso, è da tanto che voglio provare e il prossimo fine settimana lo farò. Scusate l’ignoranza, ma non si discosta di molto dalla pratica usata per fare la colonscopia, o sbaglio? Perché io l’ho già fatta, più di una volta, la sensazione dopo lo svuotamento è fantastica (prima della colon, ovviamente ?). Giusto da capire, così sono sicura di non avere controindicazioni e sicuramente sarà meno schifosa di quella schifezza di intruglio che devi bere! Giuro, avevo i conati, questo spero sia meglio…Grazie per questo articolo!

    1. Ciao Marika, la colonscopia è un esame diagnostico, intendevi forse l’idrocolon? Io non ho mai fatto né l’una né l’altro, ma ho condiviso volentieri le istruzioni per questa pratica di pulizia molto antica e non invasiva, che ho praticato diverse volte. La primissima volta consiglio sempre di avere un maestro di yoga di riferimento, che conosca bene Shank Prakshalana (è il nome sanscrito con cui viene indicata questa purificazione nello yoga), che possa fugare eventuali dubbi e paure. Se mi dici dove abiti, se conosco qualcuno te lo indico volentieri :-)

  21. Ciao, mi piacerebbe provare questa pratica prima di partire per il mare, ma dovrei farlo una sera: è possibile? farei bollire l’acqua al mattino e poi, una volta tornata dal lavoro, inizierei a berla fino a ottenere l’effetto desiderato.
    E’ possibile? purtroppo lavoro fino all’ultimo e non ho una giornata libera per potermici dedicare….
    grazie per la precisazione
    Barbara

    1. Ciao Barbara, quasi quasi ti consiglio di aspettare il rientro dalle ferie e di dedicarci una mattina (un sabato?) in cui tu sia tranquilla. È una pratica che chiede tempo, calma, distensione e che si presta a essere svolta in particolare la mattina, che è l’orario migliore per le pulizie e le purificazioni. Richiede la giusta preparazione (il pasto precedente leggero), un tempo tranquillo di svolgimento (1h e mezza/ 2 ore circa) e poi un po’ di ripristino; non so se la sera al rientro dal lavoro sia la condizione ideale. Almeno la prima volta, in cui prendi dimestichezza con il corpo, consiglio di seguire pari pari le istruzioni e di avere un insegnante di yoga cui poter chiedere per qualsiasi evenienza (a me qui arrivano tante domande, anche in corso d’opera di persone che la stanno facendo per la prima volta, ma io non sempre sono connessa o libera o ho modo di rispondere, dunque faccio fatica a fare da assistente in tempo reale; anche perché posso condividere volentieri la mia esperienza personale, ma un vero maestro ha una visione ben più ampia). A presto e buona pratica,
      Antonella

  22. Ciao Antonella, grazie per le spiegazioni, ho letto molto in rete su questa pratica ma mi sento fiduciosa di provare seguendo le tue indicazioni. Ti chiedo se riesci a dirmi con più precisione in merito alla quantità di sale, ognuno si regola diversamente e non mi sento molto sicura di fare ‘ a occhio ‘. A che ora metto a bollire l’acqua? I bicchieri vanno bevuti uno di seguito all’altro? E per ultimo, non l’ho mai fatto, e ho 40 anni, per essere sicura di pulire davvero bene forse le prime volte devo farlo con più frequenza rispetto ai cambi di stagione? cosa mi consigli? Grazie 1000, lina

    1. Ciao Lina. Le istruzioni sono sufficienti per condurre la pratica in serenità, anche se, per la prima volta, io consiglio sempre di avere un insegnante di yoga che faccia da referente e fughi ogni dubbio e timore. Io ho preso fiducia in queste e altre pratiche di purificazione grazie ai maestri che me le hanno trasmesse e me ne portavano viva testimonianza.

      Per quanto riguarda la frequenza, ti direi che a ogni cambio di stagione è più che sufficiente.​ Non serve fare di più, semmai serve iniziare e sperimentare. Sono pulizie viscerali, che agiscono in profondità, dunque non richiedono una frequenza eccessiva.

      Per la proporzione di sale, considera circa un cucchiaio da minestra raso (di sale marino integrale) per ogni litro d’acqua.

      Fammi sapere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *