Yoga e pulizia intestinale: la salute è un percorso, non un atto isolato

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donna che pratica yoga

Da quando ho pubblicato l’articolo sulla pulizia intestinale con acqua e sale secondo il metodo dello yoga – detto Skank Prakshalana, che in sanscrito significa “pulizia della conchiglia” –, ho ricevuto una quantità tale di visite e commenti al post, che mi è sempre più evidente come il tema della salute intestinale e, ancora più a monte, il desiderio di pulirsi in profondità sia davvero molto sentito.

Ho deciso di fare qualche domanda a questo proposito a Margherita Peruzzo, insegnante di yoga di Roma, che una lettrice mi aveva indicato come riferimento affidabile nella capitale per seguire la suddetta pratica di pulizia. Dopo un paio di conversazioni telefoniche, ho capito subito che Margherita era una persona preparata, con un approccio prudente, assennato, non superficiale, che mi è piaciuto subito. Dunque ho approfittato dell’occasione per porle alcune domande, che condivido a beneficio di tutti.

Si parla davvero molto di detox e disintossicazione. Da dove consigli di partire?

Dal buon senso. La purificazione, il detox è un tema attuale in questo periodo, potremmo dire dominante: siamo tutti molto inquinati, non solo fisicamente.

Abbiamo bisogno di molta attenzione e consapevolezza per mantenere lo stato di salute. Anche riguardo alle ondate di moda e all’uso non appropriato di tecniche che facilmente “dottor google” fornisce.

Disintossicarsi non è un atto isolato: è un percorso.

Disintossicarsi però non è un atto isolato: non si può pensare che sia un momento e basta. Un clistere e via… No, non funziona come la bacchetta magica. È un percorso. Per mettere in atto un processo di disintossicazione, si deve avere il tempo e la voglia di affrontarlo. C’è sempre un lavoro dietro, che ha tanto più senso quanto più si abbinano discipline complementari, che lavorino in sinergia. Spesso richiede competenza medico-scientifica, valutazione di parametri clinici. È un processo che mette in moto tante cose, soprattutto la volontà di rendersi disponibile a un cambiamento di stile di vita profondo.

Riguardo alla pulizia intestinale, hai qualche indicazione?

Ce ne sono di tanti tipi, più o meno invasive. La scelta della tecnica varia in base al tipo di depurazione che si vuole attuare e da quale organo si vuole raggiungere.

L’enteroclisma arriva solo fino all’ultimo tratto dell’intestino. L’idrocolonterapia attua una pulizia più profonda e necessita di ambulatori specifici. È una tecnica spesso richiesta, perché di moda; già trent’anni fa era il segreto delle attrici (tra i tanti benefici, migliora notevolmente la qualità della pelle e ne riduce alcune problematiche). O il già citato metodo “acqua e sale”.

Ma ci sono molte altre tecniche: assunzione di sali o di succhi; sequenze di yoga; digiuni o digiuni parziali; diete specifiche da fare in periodi dell’anno; alimenti e zuppe che attuano disintossicazione. A volte basta bere un succo vegetale o assumere un determinato alimento ed eseguire dei massaggi addominali attraverso posizioni specifiche. Queste possono essere delle pratiche con poche controindicazioni.

disegno scientifico apparato gastro-intestinale
L’apparato gastrointestinale umano.

Ma attenzione: la biochimica umana è estremamente complessa e variabile. Non siamo tutti uguali e gli effetti di qualsiasi tecnica possono creare reazioni avverse. Se per esempio sei iperteso, hai diverticoli, il morbo di Crohn, RCI (retto colite ulcerosa), insufficienza renale, patologie cardiovascolari, emorroidi, ragadi, fistole anali, o infiammazione dell’appendice, o sei in stato di gravidanza… che cosa può succedere?

È bene avere attenzione, applicare l’intelligenza di cui siamo forniti e affidarsi a persone qualificate. Dietro all’ondata di moda, spesso si trova chi approfitta della richiesta per trarre vantaggi economici.

Dunque quello che posso suggerire è di essere seguiti da insegnanti esperti o personale medico. Tenete sempre presente che il fai da te è pericoloso o quantomeno va fatto con giudizio. Pensa a quanto è sofisticato solo da un punto di vista anatomico l’apparato digerente!

Visto che sei insegnante di yoga, ti chiedo: (come) può lo yoga interagire con la scienza medica occidentale?

È un’integrazione straordinaria. Proprio su questo tema ho compilato la mia tesi di laurea:
Intervento della disciplina yoga per ridurre le problematiche fisiche e psichiche dei professionisti sanitari.* Puoi vedere il lavoro fatto, perché è stato ripubblicato in una rivista scientifica: The Use of Yoga to Manage Stress and Burnout in Healthcare.

Si è ampiamente analizzato il come e il perché questa interazione funzioni. Sempre più si riconosce l’utilità e l’efficacia della disciplina yoga a favore dell’essere umano. Lo stato di salute è un diritto di tutti, occidentali o orientali non fa differenza. Includere antiche sapienze con la scientificità occidentale è un segno, a mio avviso, di grande evoluzione e intelligenza.

Si può decisamente affermare che c’è evidenza dell’efficacia delle tecniche di yoga e della meditazione per la salute psico-fisico-emotiva. In letteratura scientifica si può trovare moltissimo materiale specifico di come yoga e meditazione interagiscano a favore della salute in molte aree: dermatologia, oncologia, problemi muscolo-scheletrici, cardiaci, endocrini, psicologici ecc.

Quindi alla domanda se lo yoga può interagire con la medicina ufficiale, la risposta è: lo sta già facendo da molti anni!

Secondo te, in futuro, riusciremo a nutrirci meglio? Se sì, a quali condizioni? 

Non solo potremo, ma moltissimi di noi lo stanno già facendo. Ognuno di noi è un continuo flusso di processi in costante cambiamento, che coinvolge attività fisiche, psico-emotive, neuro-endocrino-immunologiche, dirette a ottenere e assimilare sostanze, proteggendosi da eventuali alterazioni dovute all’ambiente.

La scelta di qualsiasi cosa dipende da noi: è sempre una questione di quanto siamo attenti e non manipolabili. … E dipende anche dalla volontà di dovrebbe difendere il diritto alla salute degli esseri umani. Questione di equilibrio tra i giocatori di “questa partita”, ma qui si aprirebbero temi altri.

Che cosa puoi fare tu? Fai al meglio quello che sai fare.

Tutta la nostra esistenza è una costante, continua, minuziosa, ricerca di equilibrio. Pensa solo da un punto di vista cellulare o metabolico. Essere presenti a se stessi è l’ingrediente che può aiutare nelle scelte. Nutrirsi anche di informazioni, semplificare e astenersi dal fanatismo.

Siamo già in cammino. A volte si deve attraversare una malattia per renderci conto di quanto occorra saper scegliere quello che viene in contatto con noi. Dell’attenzione necessaria. A volte abbiamo la fortuna di incontrare persone, insegnanti, medici che lavorano generosamente a favore del benessere umano.

La capacità di scelta da cosa dipende? Questa è una domanda che muove doverosamente la coscienza, la ricerca è l’agire di ognuno di noi.

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Margherita Peruzzo vive tra Roma, Vicenza e Padova e si occupa di yoga a tutto tondo; per percorsi terapeutici collabora con medici specializzati. Se vuoi approfondire, contatta Margherita via mail.

Note: * Relatore Prof.  Fabrizio Guerra, Università degli studi La Sapienza di Roma.
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Mezza piacentina e mezza milanese, un po’ selvatica e molto digitale. Sono un’ex cittadina apprendista di natura, con il neo della comunicazione. Soffro i veleni spacciati per innovazione, la fuffa romanzata bene e la bellezza che si estingue, non valorizzata.

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